FENOMENO CYBER BULLISMO

INTIMIDAZIONI E SOPRUSI

Immagini tratte dal web

Il fenomeno social network ha rivoluzionato in modo esponenziale la comunicazione e le relazioni tra persone, amici e veri e propri sconosciuti. Tutti abbiamo la possibilità con un semplice click di colloquiare con gente mai vista e magari dell’altra parte del mondo, senza mezze misure e limiti. Questo navigare ha cambiato comportamenti ritenuti universalmente positivi come l’amicizia e l’amore, ma anche tutte quelle condotte ritenute violente e antisociali.

 

L’esempio più eclatante degli ultimi anni è il bullismo di rete, chiamato anche “Cyber bullismo”, forma di intimidazione, prevaricazione e sopruso. Prepotenze e aggressioni intenzionali, messe in atto per denigrare e ridicolizzare al mondo intero il malcapitato di turno. Un fenomeno, il bullismo, che ha da sempre interessato nord e sud, ricchi e poveri, ma che negli anni della net generation, nativi cresciuti a pane e internet, si è fatto anche digitale e purtroppo virale.

 

Un virus terribile che nasce quasi sempre sui banchi di scuola, quindi nella vita reale, ma che, grazie all’anonimato garantito dalla rete, finisce  sempre più spesso col colpire i nostri figli, esperti navigatori di internet. L’epidemia del cyber bullismo  si diffonde maggiormente tramite social network, chat, blog e mail. I numeri relativi al fenomeno sono particolarmente allarmanti. I dati presentati ad aprile 2014  nel contesto di un progetto europeo e con il contributo di Telefono azzurro parlano almeno di un adolescente su cinque del nostro paese vittima di Cyber bullismo.

 

Su circa cinquemila ragazzi intervistati da Telefono azzurro, il 15% ha confessato di essere stato o essere tuttora vittima di episodi particolarmente gravi di Cyber bullismo. Uno studio Ipsos per conto di Save The Children ha riportato alcuni dati molto significativi in merito al fenomeno del bullismo di rete, che vede nei social network l’arma predominante utilizzata dai cyber bulli, il 61%. L’attacco alla vittima, sempre secondo i dati del rapporto Ipsos,  avviene per il 59% dei casi prelevando e utilizzando fotografie denigratorie in rete.

 

I motivi per attaccare un amico o un proprio coetaneo sono per il 67% l’aspetto fisico, il 56% l’orientamento sessuale e per il 43% il gruppo etnico di appartenenza. Le vittime di bullismo o cyber bullismo se non supportate adeguatamente dalla famiglia o da consultori, associazioni in difesa del minore e simili, possono portare, come purtroppo già molto spesso  accade, a gravi conseguenze per la vittima e addirittura al suicidio della stessa.

 

 

                                                                               Marco Feliciani