BLOG "CHE STORIE"

INTERVISTA A DANIELE TARENZI

Ciao Daniele,

ci racconti qualcosa del tuo blog, per esempio come è nato e qual è l'idea che porti avanti?

 

Ciao a tutti! Che Storie è nato come un regalo: sì, un regalo di Natale che volevo fare a mia moglie Silvia e che potesse coinvolgere entrambi in qualcosa da “fare insieme”. Erano settimane che impazzivo per trovare un’idea originale e utile da tradurre in un bel dono natalizio e una sera mi sono detto: “Le è sempre piaciuto scrivere, regaliamole un blog”.
Così mi sono interessato, ho chiesto consigli e aiuto a tanti amici gentilissimi, che mi hanno permesso di realizzarlo e che non smetterò mai di ringraziare, e infine ho impacchettato il mio regalo.
Com’è finita? Silvia era felicissima, ma mi ha chiesto subito di aiutarla, perché il tempo non basta davvero mai. Abbiamo, quindi, deciso di dare vita a Che Storie, un blog a quattro mani

Perché "Che storie"?

 

Che Storie vuole essere un diario aperto, ma non esclusivamente personale. Intendo dire che le storie che raccontiamo non devono necessariamente riguardare noi o la nostra vita, ma vogliono essere le storie di tante persone. Sono più che convinto che dalle esperienze altrui si possa e si debba imparare tanto. Ascoltare quello che gli altri hanno da raccontarci è una delle esperienze più belle, perché è solo attraverso l’ascolto che si cresce e ci si arricchisce veramente. Anche quando l’interlocutore non la pensa come te o vive esperienze totalmente lontane dalle tue. Anzi, forse è proprio lì il bello!

 

Possiamo dire che si tratta di un sito dove ospiti giovani e meno giovani talentuosi che vogliono emergere, legati in particolar modo al mondo della moda e del design?

 

Lo scopo del blog è raccontare storie provenienti dai più disparati ambiti; non esiste alcun limite di età, di settore, di esperienza. Chiunque può raccontare la propria storia a Che Storie. Se poi ho la possibilità di intervistare giovani talenti, non posso che esserne onorato, nella speranza che anche io, nel mio piccolo, possa contribuire a dar loro un briciolo di visibilità.
L’unico filo conduttore che accomuna tutte le nostre storie è l’uso o il misuso dei social media. Per il resto, il blog è aperto a ospitare qualsiasi bella esperienza da raccontare!

 

Quali sono stati per te gli spunti più interessanti, emersi durante le interviste che hai condotto?

 

Grazie per avermi fatto questa domanda, perché uno degli aspetti più emozionanti delle interviste realizzate fino ad ora è proprio la possibilità di scoprire universi umani davvero straordinari. Per esempio, ho sempre avvertito da parte dei protagonisti di Che Storie un enorme entusiasmo nel momento in cui parlano del loro progetto, della loro esperienza, del loro vissuto. A volte si tratta di un entusiasmo quasi travolgente, che davvero ti tocca le corde del cuore, ti emoziona, ti fa dire “Bravo!” o “Brava!”. Ho conosciuto persone determinate, attive, desiderose di emergere e di condividere con gli altri i loro successi; chi lo dice che in Italia la crisi ha messo in ginocchio tutti? Io ho conosciuto solo uomini e donne con un enorme potenziale e una grandissima creatività, che lavorano come matti, giorno e notte, per superare le difficoltà del momento e realizzare i loro sogni. E questo a qualsiasi età e in qualsiasi settore. E in cambio ho sempre ricevuto tantissima energia positiva, che ha aiutato anche me a superare magari momenti più difficili, perché condividere aiuta sempre.

 

In quale modo, secondo te, un blog come "Che storie" può servire a supportare chi abbia voglia di sviluppare business?

 

Che Storie è solo un piccolo blog, nato da poco, ma mi sono reso conto che, grazie alle ottime relazioni costruite in anni di lavoro, è già riuscito a tessere consenso intorno a sé, permettendo a chi ha voluto raccontare la propria storia di farsi notare e contribuire alla costruzione di una buona reputazione. E di questo posso solo che essere felice e anche fiero!
Per esempio, proprio a seguito dell’intervista che Che Storie ha realizzato con Sbaa.com, una giovane start up, il suo ideatore, Andrea Mangano, ha avuto la possibilità di partecipare come relatore a un importante convegno sulla digital fashion, che si è svolto presso l’Università Cattolica di Milano. E so che hanno anche ricevuto un importante supporto dalla Fondazione Cariplo.
Se consideriamo, poi, quante belle amicizie sono nate grazie al blog…!

Per quanto riguarda il tema della sostenibilità, che ti è particolarmente caro, cosa mi racconti della campagna "Meglio 30", promossa da Assocasa - Federchimica, che sta coinvolgendo moltissimi consumatori e le maggiori aziende produttrici di detersivi? Pensi che questo tipo di iniziative possano davvero produrre un cambiamento nelle abitudini dei consumatori?

 

"Meglio 30" è una campagna di sensibilizzazione all'abbassamento delle temperature del lavaggio e nasce proprio con lo scopo di far capire a tutti noi, che ogni giorno utilizziamo la lavatrice, che con un piccolo gesto possiamo trarre enormi vantaggi. Mi spiego meglio: abbassando anche solo di qualche grado la temperature dei lavaggi, laddove è possibile, risparmiamo energia, emettiamo meno anidride carbonica e abbassiamo i costi della bolletta. Detto in parole semplici: facciamo del bene all'ambiente, a noi stessi e al nostro portafoglio!

“Meglio 30”, che è un progetto europeo che si svolge in cinque diversi Paesi, sta avendo un grandissimo successo, soprattutto in Italia; questo dimostra che noi italiani siamo attenti alla sostenibilità, intesa nel senso più ampio e corretto del termine, ossia alla tutela dell'ambiente, delle persone e della nostra economia. Questa sensibilità fa sì che “Meglio 30” stia davvero cambiando le abitudini del lavaggio: lo dimostrano le moltissime persone che hanno voluto aderire come ambasciatori della campagna e tutti coloro che ogni giorno ci scrivono per avere informazioni. 

In questo momento, inoltre, si sta svolgendo un concorso che mette in palio bellissimi premi! 

 

 

 

a cura di Claudia Notargiacomo

 

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