SPARATORIA A MILANO NEL QUARTIERE DI BRUZZANO

Morte due persone e un terzo ferito gravemente

Giovedi 18 settembre, intorno alle ore 21, nel quartiere di Bruzzano a Milano, si è scatenato il far west, una vera e propria sparatoria tra i cittadini che a quell'ora ancora si trovavano nelle strade.  Il conflitto a fuoco  ha causato  due morti e un ferito grave. Il quartiere è sotto shock per l'accaduto e, nonostante le complessità che lo caratterizzano,  non veniva colpito da tempo da fatti  tanto eclatanti e gravi. La sparatoria si è scatenata in piazza Giustino Fortunato di fronte al civico 6, nei pressi dell'ospedale Galeazzi, accanto al negozio di ottica: un commando, a bordo sembra di una BMW bianca, ha sparato ben sette colpi d'arma da fuoco, colpendo un giovane di origini albanesi e lasciandolo agonizzante sul marciapiede per alcuni minuti. I killer sono tornati subito dopo per finire con un colpo alla nuca l'uomo che intanto si era trascinato per qualche metro cercando di sfuggire all'agguato. Gli esecutori hanno poi inseguito un secondo individuo, fuggito in direzione di via Della Marna, raggiunto in prossimità del civico 5 da tre colpi d'arma da fuoco. Rimasto in fin di vita è stato soccorso successivamente dagli operatori del 118 che hanno tentato di rianimarlo sul posto, ma senza successo.

«Subito dopo cena si sono sentiti tre spari. Affacciatomi alla finestra ho visto il corpo a terra al di là della strada: l'uomo era ancora vivo, poco dopo è arrivata l'ambulanza, dopo un tentativo di rianimazione i soccorritori non hanno potuto far altro che constatarne il decesso», questa è la testimonianza di uno dei residenti da noi interpellati. Il terzo uomo coinvolto nella sparatoria è stato colpito durante la fuga, in via Angeloni. Ferito gravemente sembra non essere in pericolo di vita e si trova ricoverato e in stato di fermo all'ospedale Fatebenefratelli. Dopo alcune ore dall'agguato è stato fermato e portato in questura un uomo di origine albanese, probabilmente responsabile degli omicidi. Gli inquirenti, comunque, non escludono che siano coinvolte altre persone. L'ipotesi più accreditata  è quella del regolamento di conti per spaccio di droga.  

 

 

Claudia Notargiacomo

Marco Feliciani