Piove nella scuola materna di via Iseo

Alcuni genitori segnalano ad ABC

Alcuni genitori della scuola materna di via Iseo ad Affori hanno segnalato ad ABC le precarie condizioni del tetto della scuola, lamentandosi degli allagamenti all’interno del plesso  durante i giorni di pioggia. «I lavori per il rifacimento completo del tetto sono finiti la scorsa primavera e poco dopo, ai primi giorni di pioggia, già venivano a formarsi le prime pozze, soprattutto nell’atrio d’ingresso della scuola» racconta un genitore.  Infatti la criticità maggiore è proprio l’atrio, dove in questi giorni di violenti acquazzoni è venuta a crearsi una pozza d’acqua del diametro di circa 4m, creando non pochi problemi durante l’ orario d’ingresso e di uscita dei bambini dalla scuola.


Inizialmente queste perdite sono state attribuite all’intasamento del pluviale a causa della presenza di foglie, successivamente ad un ispezione  più approfondita del tetto da parte del Comune, è stata identificata una crepa, che sembra essere la causa reale dei continui allagamenti. «Il  problema di fondo è che» dichiara G.B. genitore di un bambino della scuola «i lavori non sono stati fatti in modo adeguato,  sono passati 4 mesi da quando hanno scoperto la crepa, ma nessuno è venuto a ripararla» Il consiglio d’istituto ha deliberato l’acquisto di una parete sensoriale, strumento per lo sviluppo del bambino, del valore di circa 1.000,00 (fondi per il diritto allo studio) che purtroppo non può essere utilizzata a causa del pericolo allagamento.


«I continui  allagamenti impediscono l’uso di questo efficiente  strumento di crescita, sarebbe un rischio troppo grande, l’acqua potrebbe rovinarlo» segnala un membro del Consiglio d’istituto della scuola, il quale sottolinea «Mi auguro che i nuovi lavori per arginare la crepa ed eliminare le perdite d’acqua che contrastano il normale svolgimento delle attività scolastiche inizino al più presto, la situazione è arrivata ormai al limite».  


Il presidente di Unità Educativa della materna di via Iseo dichiara ad ABC «la ditta che ha chiuso il cantiere a luglio aveva bisogno che piovesse per identificare il danno che da fuori non era visibile.

 

Marco Feliciani