Commissione parlamentare antimafia  a Milano

La stampa convocata in Prefettura

C’eravamo anche noi di ABC alla conferenza stampa della Commissione Parlamentare Antimafia in Prefettura dove la presidente Rosy Bindi, il vice Luigi Gaetti e il senatore Franco Mirabelli hanno risposto alle domande dei giornalisti sulla permeabilità della criminalità organizzata nelle maglie dell’economia cittadina e lombarda, e, per restare all’attualità, sull’ Expo, sui temi del racket delle case abusive e delle occupazioni delle case popolari, e sulle misure per combattere l’illegalità diffusa.


Riportiamo qui di seguito alcuni spezzoni  video e audio degli interventi che mettono in evidenza come sia vasto il campo d’azione delle istituzioni di controllo e quindi della Commissione antimafia, nonché della magistratura, delle polizie investigative  e in generale delle forze dell’ordine.


Il sistema mafioso e l’azione della ‘ndrangheta, specialmente al nord del Paese, ha subito una evoluzione criminale sempre più sofisticato e camaleontico, spiega la presidente Rosy Bindi, come dimostrano i fatti di cronaca che riportano di ingenti patrimoni (denaro e beni materiali) sequestrati e di come il sistema mafioso non sia radicato solo al Sud, ma come riportano le cronache giornalistiche e giudiziarie,  sia sempre di più un problema del nord Italia, dove girano affari e ricchezze.


Naturalmente l’argomento più gettonato e oggetto di domande precise  è stato quello del racket degli alloggi popolari, delle occupazioni abusive e del disagio sociale che coinvolge anche tanti cittadini perbene, che sono contro ogni illegalità, ma subiscono, quali residenti in questi quartieri o edifici toccati dal fenomeno malavitoso,  prepotenze e profonde ingiustizie.


L’argomento, così spinoso per la nostra città, è affrontato soprattutto dal senatore milanese Franco Mirabelli (PD) che nel ribadire la lontananza dei cittadini onesti che abitano quegli edifici e delle difficoltà ad ascrivere al solo fenomeno mafioso la gestione del racket degli alloggi, e di come le occupazioni abusive non siano estranee a questi comportamenti para-mafiosi e di corruzione sino ad emergere il corruttivo voto di scambio praticato nella bassa cucina della politica cittadina e regionale lombarda.


Il vicepresidente Luigi Gaetti (M5S) condivide la necessità di massima sorveglianza e di come molti di questi problemi vengono montati ad arte per creare scompiglio e che quindi tutti devono fare la propria parte, perché per  molti anni le cose non sono state gestite al meglio, specialmente in occasioni di emergenze e di ordine pubblico.


La domanda di ABC ha riguardato i beni confiscati alla mafia, e di come alcuni di questi che pur ben indirizzati e ricollocati (destinati persino a corpi istituzionali), siano poi stati abbandonati come le cosiddette cattedrali nel deserto. Una dimostrazione del caso è visibile ad Affori, in via Ulisse Salis, dove è sorta una costruzione rimasta a metà.



Servizio a cura di Gianni Russo e Claudia Notargiacomo