Assistenza sanitaria, Housing First, Progetto Bellezza

Tre progetti innovativi per l’integrazione al convegno per i 20 anni di Progetto Arca

Sono tre i programmi presentati al convegno per i 20 anni di Fondazione Progetto Arca che hanno come obiettivo quello di promuovere l’integrazione e la ricostruzione della socialità. Il primo riguarda l’integrazione socio-sanitaria: è stata realizzata una struttura a Milano per l’assistenza medica alle persone senza dimora, ricoverate e dimesse dagli ospedali.


Si tratta di un servizio avviato a gennaio 2014 insieme a Medici Senza Frontiere, nell’ambito dell’ASL cittadina e in collaborazione con il Comune di Milano, che dedica 20 posti letto all’interno del Centro di accoglienza di via Mambretti nel quartiere di Quarto Oggiaro. Uno degli obiettivi, per i prossimi anni, è quello di sviluppare presso il Centro di Mambretti, come in altre strutture di accoglienza gestite dalla Fondazione, diversi centri polifunzionali, dove poter fornire assistenza sanitaria e psicologica, luoghi quindi di integrazione pronti a rispondere a ogni esigenza delle persone in difficoltà.


Il secondo progetto è l’Housing First, che prevede il rovesciamento dei tradizionali modelli di intervento: se fino a oggi l’accoglienza e l’accompagnamento delle persone senza dimora procedevano lungo una scala a gradini progressivi, dal marciapiede al dormitorio, da questo alle comunità e ad altre forme di convivenza, ma solo dopo molto tempo a un alloggio proprio, l’approccio Housing First prevede il passaggio diretto dalla strada all’appartamento gestito in autonomia. Questo sperimentale metodo consente di aumentare la percentuale di persone integrate e al contempo di ridurre i tempi e i costi dei percorsi di reinserimento abitativo e sociale.


Nel futuro di Progetto Arca c’è poi Progetto Bellezza, che propone una concezione dei dormitori differente, non solo come luoghi di accoglienza, ma anche e soprattutto come luoghi di ricostruzione della socialità. L’obiettivo è rendere gli spazi accoglienti, ospitali e aperti al territorio. «Per i prossimi 20 anni ci siamo posti un nuovo e ambizioso obiettivo», assicura il presidente Alberto Sinigallia «non possiamo limitare il nostro lavoro all’offerta di primo aiuto. È necessario occuparsi anche di integrazione, supportando le persone affinché riacquistino stima verso se stesse, indipendenza e autonomia».

 

Claudia Notargiacomo, Marco Feliciani