Classica perché no!

Modest Petrovič Musorgskij

Con questo mese vorrei incominciare a proporre ai miei giovani lettori una musica che va oltre i confini di quella che solitamente amiamo ascoltare: la musica classica.


Non spaventiamoci subito, incominciamo magari a prendere un CD tra quelli di famiglia e a farci l’orecchio. In questo primo appuntamento sulla classica vi propongo Modest Petrovič Musorgskij, un musicista russo, a suo modo rivoluzionario e controcorrente, nato a San Pietroburgo nel 1839 dove morì nel 1881 a soli 42 anni, in preda all’alcol, affetto da depressione e nevrosi, come a volte accade ai geni tormentati.


Le sue composizioni esprimono l’inquietudine dell’uomo nei tempi di stravolgimenti storici in Russia e in Europa. La sua musica non fu sufficientemente apprezzata dalla critica ufficiale contemporanea, ed alcuni eventi personali (in particolare la scomparsa della madre e della donna amata) lo fecero precipitare in uno stato depressivo e favorirono la tendenza all’alcolismo (iniziato durante la vita militare e del quale non riuscì mai a liberarsi), provocandogli un grave collasso.


Di quel periodo è la celebre suite per pianoforte Pictures at an exhibition, un tentativo di tradurre in musica alcuni disegni e acquerelli dell’amico e artista Viktor Aleksandrovič Hartmann visti ad una mostra. Il brano, dunque, non dà l’idea di essere formato da un unico pezzo, ma da tante composizioni separate, legate insieme dalla Promenade, la passeggiata del visitatore nelle sale del museo.


Questa musica, che rappresenta il percorso da un quadro all’altro, è ripetuta più volte ed è tranquilla e solenne, dopodiché si passa ad una melodia inquietante. L’opera fu pubblicata postuma e destinata ad avere una particolare fortuna soprattutto per la ricchezza ritmica e la novità di timbri, che indurranno Maurice Ravel a scriverne una magistrale orchestrazione. Una versione moderna dell’opera è stata eseguita dal gruppo progressive rock inglese Emerson, Lake & Palmer (1971).


Il fatto che dopo circa un secolo degli artisti rock, molto distanti dalla musica classica, abbiano sentito il bisogno di rivisitare un brano come Pictures at an exhibition, dimostra l’attualità della composizione. Infatti la musica classica sembra molto distante dalla nostra cultura moderna e anche spesso poco comprensibile: mentre mostra, grazie all’aiuto di musicisti esperti ma moderni, una potente carica emotiva. Chiunque fosse incuriosito da questo strano connubio può dedicare circa 40 minuti a nutrire il proprio spirito.


di Barbara Papagno