Il Portello nel corso di un secolo

Com’è cambiato il territorio. Nuovi volti e nuove abitudini

Il Portello è uno di quei quartieri di Milano che nel corso degli anni ha cambiato più volte aspetto e si può dire, senza dubbio, che nell’ultimo decennio ha trasformato completamente il proprio territorio. Negli anni ’30 una foto scattata dall’alto rimanda l’immagine dell’area denominata Portello, come di una spianata di fabbriche, tutte ordinate e ben allineate, a cavallo tra la circumvallazione esterna, viale Serra, via Traiano, a pochi passi da viale Certosa e a qualche chilometro, forse solo due, da corso Sempione in direzione verso l’Arco della Pace, porta simbolica di accesso al cuore della città.


Era il sito produttivo principale dello Stabilimento Alfa Romeo - Anonima Lombarda Fabbrica Automobili (e della Lancia), che all’inizio del secolo si installa nella zona del Portello, per la produzione di automobili. La scelta del luogo non fu casuale; questo risultava particolarmente strategico per la sua centralità rispetto alle vie di comunicazione verso la Svizzera e la Francia. Attivo già dal 1909, e rimasto operativo fino a metà degli anni ottanta (1986), l’insediamento industriale, in seguito alla crescita dell’azienda e quindi della produzione, fu più volte ampliato, rendendo necessario l’affiancamento di un nuovo Stabilimento Alfa Romeo, questa volta ad Arese (1963).


In realtà nel secondo dopoguerra la crescita dello stabilimento dell’Alfa comincia a cozzare con la crescita della città che, per rispondere ai nuovi bisogni dei lavoratori e delle loro famiglie in arrivo a Milano, sottrae terreno all’invaso riducendo fino a cancellare qualsiasi prospettiva di ampliamento degli stabilimenti. Da qui la decisione da parte della dirigenza della graduale dismissione della fabbrica del Portello (1982) e del trasferimento di tutti gli stabilimenti ad Arese, che contava 1.300.000 mq di suolo disponibile.


Gli anni ’80, con la definitiva dismissione dello stabilimento Alfa Romeo del Portello, non furono anni facili per l’amministrazione comunale che dovette lavorare molto per trovare una nuova ricollocazione e destinazione dell’immensa area resasi improvvisamente disponibile. E per di più in città. Molti furono i progetti e le idee, tra questi la riqualificazione e lo sviluppo della fiera in ambito urbano. Nel 1997 infatti vennero inaugurati dei padiglioni fieristici, collocati a sud della circonvallazione, con una capacità espositiva incrementata di 74 000 lordi, rappresentando un primo rilevante intervento di riqualificazione in quelle aree dismesse.


Nel 2001 si approda al grande Progetto Portello che, sempre sulle aree delle ex Alfa Romeo ed ex Lancia, nel piano di riconversione industriale prevedeva la creazione di un nuovo grande parco, aree e piazze attrezzate, servizi e nuovi insediamenti residenziali, commerciali e terziari, al fine anche di ricostruire e riallacciare il tessuto compatto di origine ottocentesca della città interna alla circonvallazione, con la città più recente della zona periferica del nord-ovest. Data d’inizio dei lavori 1° gennaio 2001, termine dei lavori 31 marzo 2014.


I grandi lavori di trasformazione, tra l’altro, hanno portato allo scoperto, in tutta la sua grandezza, la sede storica della Fondazione Don Gnocchi (1937) tra le via Papa, Palazzolo e De Gasperi, ed anche l’altrettanto storica Palazzina Liberty dell’ex Tiro a Segno di piazzale Accursio che, inserita dal 1985 tra i “beni monumentali”, si spera, con il prossimo insediamento del Consolato americano, questo dovrebbe occuparsi anche della bonifica dell’area e del recupero delle strutture, ritornando al suo antico splendore.


Per più di tre quarti di secolo l’insediamento industriale ha caratterizzato il quartiere dandogli una veste profondamente operaia, (ispiratore del film Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, 1960), oggi il Portello è completamente altro e continua ad essere sede di grandi trasformazioni ancora in atto, finalizzate ad una sempre maggiore riqualificazione urbana.


Accanto al progetto CityLife, FieraMilanoCity, una serie di elementi architettonici e naturali di grande scala come costruzione di immobili residenziali e commerciali, uffici, ponti-passerelle, un grande parco urbano, un centro commerciale aperto e funzionale all’aggregazione sociale, caratterizzano il nuovo quartiere, in attesa di ancora tanto altro.



Alida Parisi