Via Sbarbaro

cronaca di una forzatura politica/amministrativa

Il CdZ 9 fa praticamente da separé ad una decisione presa altrove e avvallata dall’assessore Maran


Spettabile Direttore di ABC la ringrazio per avermi sollecitato a proposito della vicenda della via Sbarbaro e le scrivo queste righe per dare un contributo, spero utile, e fornire maggiore chiarezza alla vicenda, in quanto ho visto in questi ultimi mesi una particolare attenzione del suo giornale sull’argomento.


Cercherò di riassumere il lavoro svolto dal Consiglio di Zona 9 nei suoi consessi nell’arco di un anno e mezzo, oltre sei sedute della Commissione istruttoria Territorio, un sopralluogo, una delibera ed una mozione presentate in Consiglio.


Il CdZ 9 nella seduta del 22 gennaio 2015 con delibera n. 7/2015 ha approvato una mozione (urgente, ndr) che chiede il ripristino del doppio senso sulla via Sbarbaro; con tale atto il Consiglio di Zona a maggioranza si è convinto di ritornare sui suoi passi e riconsiderare il senso unico su via Sbarbaro, precedentemente richiesto dallo stesso Consiglio con delibera (n. 256 del 14 novembre 2013), votata all’unanimità dei presenti.


Tutta la vicenda nasce nel settembre 2013 quando l’Istituto Achille Ricci fa rilevare al CdZ la criticità della situazione di accompagnamento degli alunni sia all’entrata che all’uscita da scuola, in vista della riapertura della via Sbarbaro (allora chiusa per lavori dell’acquedotto) e vista l’impossibilità di fare accedere le auto dei genitori nel cortile della scuola, per sopraggiunti problemi di sicurezza.

 

A seguito di questa situazione il CdZ dopo alcune riunioni della Commissione Territorio propone tra l’altro di istituire un senso unico di marcia in direzione viale Enrico Fermi venendo da via Giuditta Pasta, per favorire l’accesso sicuro a scuola.

Nelle more dell’ultimazione del cantiere (MM, ndr) dell’acquedotto, nel gennaio 2014 la via Sbarbaro riapre in maniera provvisoria a senso unico nella direzione opposta a quella richiesta dal CdZ, con la motivazione che il senso unico da viale Enrico Fermi verso via Giuditta Pasta consente di rendere più sicuro l’incrocio semaforizzato, riducendo i punti di “conflitto” tra veicoli che svoltano a sinistra e soprattutto per i pedoni che attraversano.

 

Nel febbraio 2014 riceviamo una lettera di alcuni cittadini di Affori, residenti nelle vie Cormano, Palmaria, Chianciano, Fabriano, Brusuglio, Zanoli che plaudono all’istituzione del nuovo senso unico in quanto registrano una minore fila di automezzi nelle strade del quartiere e conseguentemente minor inquinamento acustico e ambientale, chiedendo pertanto di rendere definitiva la nuova viabilità.

Riceviamo negli stessi giorni anche una lettera da alcuni cittadini di Niguarda che lamentano invece il disagio profondo a seguito dell’introduzione del senso unico di via Sbarbaro, manifestando la loro difficoltà nel raggiungere il quartiere di Affori, dovendo fare un percorso più lungo e tortuoso attraverso la via Ettore Majorana. Nel mese di aprile l’Istituto Achille Ricci scrive una lettera accompagnata da circa quattrocento firme nella quale si plaude all’istituzione del senso unico e chiede di rendere definitivo il provvedimento adottato (il senso unico Fermi-Pasta).

 

Nel frattempo il CdZ ha fatto numerose Commissioni, ascoltando tutti i pareri dei cittadini ed effettuando anche un sopralluogo con i tecnici comunali e la Polizia Locale.

Per i tecnici comunali con la «nuova disciplina viabilistica (senso unico in via Sbarbaro), all’incrocio formato dalla via E. Fermi con le vie Sbarbaro-Brusuglio-Fabriano, eliminando la corrente di traffico che dalla via Sbarbaro si dirigeva verso le vie Brusuglio e verso il centro città, è stata finalmente raggiunta una maggiore fluidificazione del traffico e un incremento della sicurezza per tutte le utenze».

Per quanto riguarda la Vigilanza Urbana è stato ampiamente illustrato sulla vostra testata (ABC febbraio, ndr) il loro parere che qui richiamo solamente; insomma da questa nuova disciplina viabilistica, con l’introduzione del senso unico intanto strutturato e costruito in ogni sua parte, vengono evidenziati i seguenti vantaggi: un accesso più sicuro degli alunni all’Istituto Achille Ricci, una situazione di maggiore sicurezza nell’incrocio semaforico di via Enrico Fermi, un minore congestionamento e inquinamento delle vie Zanoli, Fabriano, Brusuglio, Cormano.

 

D’altro canto si evidenziano anche degli svantaggi, ovvero un maggiore percorso automobilistico per gli abitanti del quartiere di Niguarda, soprattutto quelli che abitano nelle vie Terruggia, Maffi, Bosisio, in quanto per recarsi ad Affori devono percorrere via Val di Ledro, via Hermada, via Graziano Imperatore per poi immettersi lungo la via Ettore Majorana e raggiungere via Enrico Fermi; tuttavia nonostante quest’ultimo aspetto, viene reputato complessivamente positivo mantenere l’istituzione del senso unico di via Sbarbaro e renderlo definitivo.

 

Tra novembre e dicembre a lavori in corso alcuni abitanti del Quartiere di Niguarda insorgono e chiedono a gran voce di interrompere i lavori e ripristinare il doppio senso di circolazione. Alcuni Consiglieri(di maggioranza, ndr) di Zona 9 si convincono della bontà dell’iniziativa e propongono di ritornare sulle decisioni prese e chiedere la riapertura del doppio senso con alcune limitazioni, ovvero consentire il senso oggi interdetto (da Giuditta Pasta verso via Enrico Fermi) con immissione solo in direzione periferia (direzione nord, ndr). La Mozione Urgente in tal senso viene approvata a maggioranza il 22 gennaio 2015. L’Amministrazione centrale il 4 febbraio 2015 comunica che a seguito dell’approvazione della Mozione «è stato dato parere favorevole al mero ripristino del doppio senso di circolazione della via Sbarbaro» e che quindi a breve verrà ripristinato il doppio senso.

 

Da presidente della Commissione Territorio non posso che dispiacermi dell’andamento di tutta la vicenda. Prendo atto della votazione del CdZ (22/03/2015) che ha deciso a maggioranza di ripristinare la situazione originaria, nonostante che per oltre un anno di sperimentazione il senso unico abbia dato risultati positivi al traffico, all’inquinamento, alla sicurezza della viabilità e al miglioramento della qualità della vita dei cittadini di un quartiere e di un istituto scolastico.


Per contro, per alcuni cittadini di un altro quartiere si sono riscontrati obiettivi disagi. Sicuramente la decisione di tornare al doppio senso, sancita con l’ultima lettera dell’Amministrazione centrale (assessore Maran, ndr), pone degli interrogativi su come si può conciliare un processo di miglioramento della qualità della vita (la riduzione del traffico e dell’inquinamento) con esigenze più facili di mobilità personale.


Ma entrano in campo le modalità di comunicazione dei bisogni sotto forma di gruppi o comitati di cittadini organizzati. Ed allora è difficile separare i contenuti del problema dalla capacità di organizzare la protesta. Di questo, il nostro Paese è ormai pieno di esempi nobili e meno nobili.

Cordiali saluti

Luca Simi