ABCJunior

ARTICOLI APRILE 2015


Intervista dei piccoli redattori di ABCJunior

 

Anche ABCJunior celebra il 70° della Liberazione dal nazifascismo avvenuta a Milano il 25 aprile 1945. La data è diventata Festa Nazionale della Repubblica Italiana e ogni anno viene celebrata con molta partecipazione in tutta Italia.

La redazione dei piccoli giornalisti della nostra testata, ABCJunior di VILLAViva!, con la guida di Cristina Mirra, ha pensato di festeggiarla in modo originale affidando ad Alessia De Mattia e Maria Sharoubim, due ragazze di 12 anni, il compito di intervistare Luigi Ripamonti*, memoria storica e sociale della nostra Affori, che quello storico giorno l’ha vissuto in prima persona.

Ne è scaturita una lunga intervista che pubblichiamo a puntate.

GR


Intervista alla nostra storia

 

Quanti anni aveva nel 1945? In che quartiere abitava? Andava a scuola o lavorava?

Avevo 13 anni. Abitavo ad Affori e andavo a scuola. Nel pomeriggio, dopo i compiti assegnati a scuola, facevo il garzone portando da un posto all’altro legno e carbone insieme ai ragazzini della mia età per portare a casa qualche soldo. Il nostro momento libero era solo alla sera quando si dormiva.

 

Com’era fatta la sua giornata?

Dopo i compiti di scuola, i miei zii mi davano il permesso e io uscivo fuori a giocare con i miei amici. Il sabato e la domenica, se non c’erano lavoretti da fare, si usciva nei cortili per correre, giocare e andare in bicicletta. Nelle strade di allora, non c’era così tanto traffico come oggi e quindi la strada era il luogo perfetto per giocare.

 

Come descriverebbe la sua famiglia, quanto a orientamenti politici o religiosi ed estrazione sociale?

Io, a tre anni, ho perso mia madre: rimasto orfano  venni portato al Convitto per fanciulli gracili e orfani, oggi Istituto A. Ricci di via Sbarbaro dove rimasi per otto anni. mentre a 13 anni anni, durante un bombardamento, ho perso mio padre rimanendo solo io e mia sorella maggiore. Perciò  ci hanno preso in casa i nostri zii che erano già anziani.

Non c’erano orientamenti, l’unico era la sopravvivenza fino alla sera o fino al giorno dopo. Un altro orientamento comune era il regime fascista che imponeva regole fisse come presentarsi tutti i ‘sabati fascisti’ per fare ginnastica al campo sportivo Ripamonti. Sotto quel regime, non potevi pensare come volevi o avere pensieri filosofici perché mancava la libertà di pensare e agire a modo proprio.

La religione era comune per tutti, cioè il Cristianesimo e si viveva secondo le tradizioni dei parenti. In quel tempo era il Cristianesimo l’unica religione praticata perché Affori era senza stranieri. Gli estranei, i cosiddetti ‘forestieri’, erano le persone che venivano da Niguarda o Bruzzano.

Non c’era neanche una grande differenza sociale perché tutti erano uguali in condizione di povertà.



Alessia De Mattia

Maria Sharoubim

(continua)

 

 

Il personaggio

*Luigi Ripamonti, oltre che collaborare nella pubblicazione della più che centenaria rivista parrocchiale La Buona Parola è autore di numerose monografie e libri sul quartiere di Affori e da anni collaboratore di ABC sul quale pubblica regolarmente magici articoli che ricordano i tempi, belli e meno belli, della costruzione della nostra comunità locale, che è poi la storia della nostra Nazione.


In redazione con i libri!!!

 

Qualche settimana fa sono venute a trovarci in redazione le fondatrici dell’associazione “Destinazione libri” Alessandra Monaco e Veronica Archenti:  all’inizio si occupano principalmente di recensire autori emergenti. I progetti strada facendo sono diventati intensi, così ci  hanno parlato delle loro iniziative e dei progetti che portano nelle scuole. Il 10 Maggio cominceranno una nuova avventura  all’Accademia del Gioco dimenticato presso la Fabbrica del Vapore, una ludoteca con possibilita’ di fare feste, svolgere laboratori,  giocare e fare i compiti.

 

Nell’Istituto Comprensivo Cesare Cantu’ hanno svolto un progetto molto interessante dal titolo “ Amiamo la lettura e creamo insieme un libro”. L’intento è quello di avvicinare  tutti i bimbi, anche i piu’ piccoli al mondo della lettura e della scrittura. Ci hanno detto che gli alunni si sono impegnati molto in un clima sereno e collaborativo, hanno creato dei libri che verranno pubblicati all’interno del blog.

 

Il 10 Maggio Alessandra e Veronica vi aspettano  All’Accademia del gioco dimenticato presso la Fabbrica del Vapore dove, insieme a Giorgio Reali  continueranno una bella avventura con uno spazio ristrutturato e tanti progetti.

www.destinazionelibri.com


AL NIGUARDA UN GRUPPO DI RICERCATORI CHE STUDIANO E SOGNANO

La redazione ABC Junior ha ospitato Gloria Saracino, ricercatrice presso il Centro di Nanomedicina e Ingegneria Tissutale dell’Ospedale Niguarda, che ci ha raccontato non solo come si svolge una ricerca scientifica ma la loro ricerca.

Gloria: Nel nostro laboratorio si progettano materiali, che somigliano a gel, che vengono utilizzati  nella rigenerazione del tessuto nervoso nelle lesioni del midollo spinale.

In caso di incidente e lesione della spina dorsale la trasmissione nervosa viene compromessa perché, al suo interno, il materiale che la consente viene danneggiato o rimosso. Questo può comportare l’impossibilità di movimento dalla vita in giù.

L’ approccio della medicina rigenerativa è quello di stimolare appunto la “rigenerazione” del tessuto scomparso/danneggiato creando, grazie all’inserimento di materiali opportuni, un ambiente che “piace” alle cellule rimaste favorendone crescita e proliferazione .


Questi materiali vengono sviluppati partendo dall’idea fino al materiale vero e proprio.

Tutto parte dagli amminoacidi, i mattoncini che costituiscono le  proteine del nostro corpo. Questi mattoncini possono essere usati per sintetizzare in laboratorio piccole sequenze, i peptidi, capaci di assemblarsi spontaneamente in strutture organizzate a livello nanometrico (10-9 m).

Immaginate tanti peptidi dispersi in acqua un po’ come tanti piccoli pezzetti di spaghetti. Sono davvero tanti, si cercano, e per soddisfare la loro voglia di stare insieme, si sistemano stretti stretti in maniera regolare fino a diventare un’impalcatura nella quale le cellule possono sistemarsi e riprendere le loro naturali funzioni.


Si formano così dei lunghi nastri di peptidi che possono impilarsi o affiancarsi tra loro fino a formare delle fibre che, a loro volta, possono ancora aggregarsi: da disordinati troveranno un ordine.

Ecco, quanto più riusciamo a controllare la loro capacità di questi peptidi di ordinarsi, tanto più possiamo far sì che assumano la disposizione più adatta alle cellule che dovranno ospitare. Nel nostro caso le cellule da ospitare sono quelle nervose e se nel materiale ben strutturato ci si trovano bene, si può sperare che si ricrei la connessione nervosa: in questo modo i comandi che partono dal nostro cervello potrebbero ricominciare a  passare di li e ad arrivare a destinazione, fino alle gambe.

Da quanto tempo lavorate a questa ricerca?

Gloria: Io da quattro anni, la ricerca è cominciata 15 anni fa.

Come si svolge la ricerca?


Gloria: Si comincia al computer. Ci sono software che rappresentano la sequenza a cui siamo interessati e che permettono di simularne il comportamento, sulla base delle forze che si attivano quando i peptidi interagisono, nelle condizioni sperimentali in cui vorremmo lavorare. Si tratta di una situazione virtuale, un po’ come in un videogioco. In questo modo possiamo cominciare a rispondere ad alcune domande: se cambio la sequenza come si comportano i peptidi? e se ne cambio la concentrazione? Quali tipi di strutture si possono formare? Tutto ciò permette di dare delle interpretazioni e/o a fare delle previsioni sulla base di rigorose leggi fisiche.

Al computer quindi cominciamo a capire se quella sequenza è adatta. Si passa poi al sintetizzatore che grazie ad un’apposita strumentazione combina i mattoncini fino a creare il peptide. Il campione ottenuto viene purificato, analizzato, ridotto in polvere e infine disciolto in acqua per l’assemblamento. Anche le proprietà  del materiale vengono poi caratterizzate guardando ad esempio che consistenza prende.


Quanti siete a lavorare su questa ricerca?

Gloria: Nel mio gruppo di lavoro siamo in cinque.

In quanti anni pensi si possano curare davvero le persone?

Gloria: I materiali che sviluppiamo danno dei risultati interessanti ma oggi non siamo ancora in grado di quantificare i tempi. L’obiettivo finale è molto ambizioso e per non perderci d’animo abbiamo imparato a nutrirci anche dei piccoli successi intermedi.

Facendo questo lavoro che idea ti sei fatta del mondo?

Gloria: Che in ogni cosa e a qualunque livello agiscono forze vitali, la vita è ovunque.


Grazie e buon lavoro.


Redazione ABC Junior.