Il gioco del Biliardo

Un mondo da scoprire

Il  10 marzo, alle ore 21, presso il Circolo Appassionati del Biliardo, di via Cicogna Mozzoni di Milano, si è svolto l’incontro per il girone di ritorno del Campionato Italiano di Biliardo senza buche, a 5 birilli. I concorrenti della serata, Maurizio Sala, del Magic Green di Desio, circuito professionisti, attualmente vice campione del mondo, nel cui percorso ventennale di attività sportiva ha annoverato 7 campionati italiani, singoli e a squadre, e un campionato europeo, e  Santi Caratozzolo,  del Circolo Appasionati del Biliardo, senza dare nulla per scontato hanno dato prova del loro magistrale talento. Con l’augurio “che vinca chi gioca meglio” l’incontro si è concluso con la vittoria di Santi Caratozzolo. 

Salvatore Aiello, appasionato amatore nonché socio del Circolo Appassionati del Biliardo, ha illustrato con poche parole l’attività intensa che l’Associazione sportiva dilettantistica ha svolto nel corso di questi ultimi due decenni, partecipando, anche come sede, ai diversi Campionati italiani, con tanto di trasferte e gironi di andata e di ritorno e vincendone gloriosamente due come ha sottolineato, non senza una punta di orgoglio, Cosimo Nigro, presidente dell’ Associazione.

 

Alida Parisi

 

 

 

 

Il tocco dell’anima ovvero la voce del  biliardo

«Per pescare, bisogna avere la mente sgombra. Come a biliardo. Si guarda la palla. Ci si concentra sulla traiettoria che le si vuole far fare, e poi si imprime alla stecca la forza che si desidera. Con sicurezza e determinazione». [Jean-Claude Izzo]

C’è un luogo che una volta si chiamava, con una punta di orgoglio, Villaggio Montecatini, oggi compreso nel quartiere Bovisasca, capace di incuriosire o stupire ogni volta che si passa davanti.

Una porta posta in mezzo alle due ampie vetrate verdi, testimonianza di antichi negozi un tempo molto frequentati dagli abitanti del Montecatini, dove c’è sempre un via vai di gente: prevalentemente uomini ma non mancano le donne e i giovani del quartiere. Hanno con sé una stecca, una borsa con qualche oggetto personale, il passo spedito e un’espressione sul volto profondamente concentrata dalla quale si capisce dove stanno andando. Non guardano nessuno davanti a loro perché in testa hanno solo “la partita al biliardo”.  Sanno già come colpire e che effetto dare alla palla; già si figurano le geometrie che tracceranno sul panno verde e forse sognano il “colpo perfetto”. Tra loro comunicano attraverso un linguaggio tecnico non sempre comprensibile. Dopo la partita, fiumi di parole; durante è solo silenzio e concentrazione estrema, quasi esagerata. Lo sguardo fisso sul rettangolo di tessuto verde, cinque birilli per la partita all’italiana, 9 per la goriziana.

Siamo in via Cicogna Mozzoni, prossimi all’angolo con via Bovisasca, il luogo dove si svolge questo rito quotidiano da quando, nell’ormai passato 1998, decollò l’attività del Circolo Sportivo Biliardo, meglio definitosi poi in Circolo Appassionati del Biliardo, ad opera di Cosimo Nigro e Rosetta Ferletti i quali, dopo un’importante esperienza nel mondo del calcio giovanile del quartiere, capirono che il biliardo, in Montecatini, avrebbe attirato persone ma, soprattutto, aperto  un nuovo orizzonte di impegno, di svago e di aggregazione. Essenzialmente introspettivo e contemplativo.  Nel corso del tempo il Circolo ha acquisito una certa importanza per un complessivo di 120 giocatori, tutti della Zona, di cui 40 atleti,  partecipanti a tornei ufficiali della Fibis, e 80 “amatori”.  L’obiettivo del Circolo oggi è far conoscere lo spirito del biliardo ad una fascia sempre più ampia di persone, in particolare le donne e i giovani, perché, contrariamente a quanto si pensi, si tratta di un’attività intelligente ed educativa per i suoi innumerevoli motivi tecnici e non solo. Si svolge nel silenzio, della contemplazione, dello studio, in tempi dilatati e in attesa del tiro perfetto. Tutto il contrario del mondo frenetico che vive fuori da quella sala. Per questo gli amici del Circolo reclamano con un grande orgoglio di essere “educativi” e di voler aprire il loro sport anche ai più giovani. Questa è la loro visione, il loro valore aggiunto alla vita della nostra Zona: aggregare con intelligenza, misura e serenità.

 

Walter Cristiani