Intervista a Beatrice Uguccioni

Intervista di fine mandato

Presidente Uguccioni, questa sarà l’ultima sua intervista ad ABC nella veste istituzionale di capo del CdZ 9, ruolo che ha svolto per ben 10 anni, due mandati, prima come “mosca rossa”, in quanto unico Consiglio di Zona a presidenza di centrosinistra, sotto la Giunta di centrodestra di Letizia Moratti, e in questi ultimi cinque con la Giunta Pisapia, che scade tra pochi mesi. Che valutazione dà rispetto alle cose che si sono potute realizzare e a quelle invece che per varie ragioni sono ancora nel cassetto o avviate e che lascerà al suo successore?

Di alcuni progetti realizzati sono particolarmente orgogliosa: lo sportello Alzheimer, avviato con l’Ospedale di Niguarda e la collaborazione intrapresa con le associazioni che si occupano di una patologia così degenerativa; oppure l’Università della Terza Età, il Consiglio di Zona dei Ragazzi e delle Ragazze che, dalla Zona 9 in cui è nato ormai quasi 10 anni fa, si è esteso a tutte le Zone della Città, la valorizzazione dell’Auditorium Ca’ Granda a disposizione della cittadinanza per organizzare eventi e utilizzato anche dalla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, che ha sede proprio nella nostra Zona. Non posso non citare il percorso intrapreso con la cittadinanza e le associazioni, per comprendere quali fossero le tipologie di servizi e di attività più richieste da inserire all’interno dello spazio che abbiamo recuperato dal degrado, ossia quello che tutti conoscevano come ex Asl di Affori e che ora hanno imparato a conoscere come Villa Viva!.

Villa Litta è in fase avanzata di restauro e, al termine dei lavori, riavremo il gioiello che la Città e la Zona si meritano, con una Sala Polifunzionale in cui allestire mostre, organizzare presentazioni di libri, programmare incontri e assemblee ed anche celebrare matrimoni civili, in un luogo accogliente, circondati del Parco. Poi starà a tutti noi -all’Amministrazione e a tutta la cittadinanza- averne cura. Come non segnalare la Casa delle Associazioni realizzata in Bovisasca e i vari orti e giardini condivisi, in cui le persone si possono incontrare. Certamente è da rivendicare la riqualificazione del Centro Sportivo Ripamonti dopo l’incendio del 2011, ossia dopo che la struttura era stata oggetto di infiltrazioni ‘ndranghetiste e le diffuse e svariate iniziative sulla legalità organizzate dal Consiglio di Zona 9 con le associazioni che quotidianamente operano sul nostro territorio.

Lo sforzo fatto per il riordino dei nostri quartieri come quando è stata aperta la fermata della M3 in Comasina senza un parcheggio di corrispondenza che, invece, ora c’è. L’offerta di posti di sosta va comunque ampliata: in questo senso ci sarà da lavorare con l’Amministrazione centrale per trovare la soluzione più adeguata che garantisca anche una miglior viabilità nel quartiere. Nello stesso quartiere c’è stata la sospirata riqualificazione di via Calizzano e il recupero della struttura dell’ex CBM, che diventerà una struttura polifunzionale con nuovi servizi per il quartiere.

A Bruzzano c’è, finalmente, una nuova ed efficiente scuola materna in via del Volga. La riqualificazione è certamente durata troppo tempo per vari intoppi burocratici, ma ha restituito al quartiere e soprattutto ai suoi piccoli cittadini una struttura accogliente. Ora si sta affrontando con molta responsabilità la questione della futura chiusura del passaggio a livello di via Oroboni. Sono stati fatti incontri con la cittadinanza per valutare i progetti in campo, per garantire la cosiddetta permeabilità tra le due parti di Bruzzano. Si sono tenute nel tempo assemblee pubbliche accese, ma molto utili per poter capire le necessità di chi vi abita. Si era partiti dall’ipotesi di realizzare un sovrappasso ciclopedonale in via Oroboni, che però risultava eccessivamente invasivo nei confronti dei residenti e -dopo un confronto pubblico- si è convenuti di realizzare un sottopasso ciclopedonale ampio, come fosse una piazza ribassata, e con un percorso breve in modo tale da garantire la sicurezza di chi lo percorre. Ora siamo nella fase di valutazione rispetto all’ipotesi di realizzare o meno anche un sottopasso veicolare: lo decideremo con i cittadini.

Su Dergano e Bovisa si sono attivati progetti con l’Università, così come in Bicocca; si sono avviate collaborazioni con realtà commerciali e associative ed è in atto l’iter che porterà finalmente alla riqualificazione dell’area ex Gasometri e a Niguarda della ex caserma Mameli; e poi il quartiere Isola con la Casa della Memoria e le sue nuove piazze, luoghi di passaggio e di turismo. Naturalmente un mero elenco delle cose portate a termine in Zona 9, in questi ultimi cinque anni, sarebbe molto lungo e comunque incompleto. C’è ancora molto da fare. Occorre continuare ancora più tenacemente con il recupero e il riutilizzo di spazi abbandonati e degradati; è necessario una maggiore incisività su tutta la questione case popolari: la scelta del Comune di trasferire la gestione del proprio patrimonio a MM è stato un primo passo importante ma serve una svolta perché le assegnazioni siano più veloci. Sulla sicurezza serve valorizzare il ruolo della Polizia Locale e potenziarne la presenza nelle strade e proseguire con l’installazioni delle telecamere collegate con le Forze dell’Ordine. Un progetto che stiamo valutando in questi giorni e che potrà essere testato nei prossimi mesi è quello del controllo di vicinato.

Infine mi lasci in questa occasione, nella mia veste di Presidente del CdZ 9, ringraziare pubblicamente i Presidenti, i membri delle Commissioni e tutti i Consiglieri di Zona 9, per aver sostenuto questi e tanti altri progetti, perché è evidente che il lavoro di squadra è stato ed è fondamentale per l’interesse generale.

 

Tutto cambia in questa tornata elettorale: nascono a Milano nove Municipi (al posto dei CdZ) con presumibili “nuovi” e più estesi poteri amministrativi. Lei, che per regolamento interno al PD, non è candidabile per un terzo mandato in Zona, ha però in questi ultimi anni partecipato alle varie fasi per le nuove Istituzioni locali, ci sa dare un sintetico parere su quanto è stato elaborato dal gruppo di lavoro e qual è il salto vero da Zona a Municipio?

I Consigli di Zona sono sempre stati le Istituzioni più prossime ai cittadini, quelle a cui ci si può rivolgere direttamente per segnalare questioni e proporre progetti. La legge 56 del 2014, che istituisce le nuove Città Metropolitane, prevede anche per Milano la trasformazione delle attuali Zone in vere e proprie Municipalità. Il cammino verso questa nuova realtà è iniziato qualche anno fa e, ora, giunge a compimento con la modifica dello Statuto e del Regolamento comunali, in modo tale che alle prossime elezioni di giugno si voteranno i Municipi con un Presidente o “Prosindaco” (che formerà una Giunta snella formata da 4 componenti) e un Consiglio di 31 membri (compreso il presidente) e non più di 41 come per gli ex CdZ. Ci sarà l’elezione diretta del Presidente o “Prosindaco” del Municipio, proprio come avviene per il Sindaco dei Comuni. Nel concreto, Municipalità vuol dire maggior controllo del territorio, maggiore autorevolezza, una struttura tecnico-amministrativa dedicata al proprio territorio, con scelte non “a caduta” -cioè provenienti dall’Amministrazione centrale- ma autonome nei limiti dello Statuto e del Regolamento, con maggior consapevolezza delle problematiche che si hanno di fronte. Tutto ciò allo scopo di migliorare la qualità della vita dei concittadini, non solo attraverso attività culturali, sociali e aggregative -anche se molto positive e necessarie per rendere vivo ogni quartiere- ma stabilendo le priorità sulle quali investire risorse economiche, umane e capacità politiche.

 

Che giudizio dà delle deleghe e cioè del potere reale che giunge alle nuove Istituzioni locali? Come inciderà sulla Zona e sull’Amministrazione centrale l’elezione diretta del presidente di Municipio e sulla possibilità di avere una Giunta molto più snella (max 4 membri e/o assessori) rispetto al pletorico “Ufficio di Presidenza” della ex Zona che ha dovuto gestire per 10 anni?

Il lavoro svolto è stato corale e ha portato ad un primo fondamentale passo verso un nuovo modo di amministrare. Ci vorranno un paio d’anni per andare a pieno regime ed è evidente che è solo un inizio e che alcuni contenuti potevano essere più coraggiosi; certamente, già dire che saranno i Municipi a dare gli indirizzi e a individuare le priorità degli interventi da fare è una piccola rivoluzione. I Municipi non avranno più un mero ruolo consultivo, ma si occuperanno in modo diretto di verde, edilizia scolastica, manutenzione, biblioteche e centri anziani. Mi auguro che questa rinnovata Istituzione possa raccogliere tutto il successo che merita la passione politica e l’entusiasmo degli eletti e l’attenzione e il rispetto dei cittadini elettori, ai quali va dedicato ogni sforzo da parte della politica e della struttura amministrativa. Sì, certo, la costituzione di una Giunta velocizzerà alcuni passaggi e diventa ben definito e distinto il ruolo del Presidente del Consiglio e quello del Presidente (Prosindaco) del Municipio.

 

Quale bilancio personale e umano ne ricava da questa sua lunga esperienza (Lei ha fatto il Presidente a tempo pieno per 10 anni interi) e come inquadra il suo futuro, anche alla luce del fatto che, secondo notizie indirette non difficili da ottenere, Lei si candiderà nella lista del PD per il Consiglio Comunale alle prossime elezioni del 5 giugno?

È stata certamente un’esperienza importante e intensa iniziata quando avevo 35 anni e i miei tre figli -oggi ormai giovani e adolescenti- avevano 8, 6 e 2 anni. Far quadrare tutto era piuttosto complicato ma non mi lamento. La mia famiglia mi ha sempre supportata e incoraggiata. È stato un percorso che mi ha permesso di conoscere molte persone con tutto il loro bagaglio di competenze e di problematicità, mi ha costretto a considerare più aspetti contemporaneamente, a non fermarmi ad un solo punto di vista, ma a valutare le differenti posizioni per cercare di arrivare ad una visione comune. Mi ha insegnato a prendere decisioni in tempo reale, ma anche ad ascoltare molto. Una cosa non è mai cambiata in 10 anni: ogni giorno entro in ufficio con l’idea di fare alcune cose e poi l’agenda immancabilmente viene stravolta da nuovi eventi e necessità. Un lavoro e un ruolo che ha il suo fascino e per il quale ringrazio prima di tutto i cittadini e i tanti colleghi e collaboratori, dai quali ho avuto la fortuna di essere sostenuta e aiutata. Con lo stesso spirito spero di poter ancora svolgere un ruolo in altri ambiti istituzionali al servizio della mia Città.

 

Accetti, Presidente, gli auspici più favorevoli e brillanti per il suo futuro da parte della Redazione di ABC, che La ringrazia per aver voluto in tante occasioni agevolare il nostro lavoro di informazione ai cittadini (ora possiamo incominciare a dirlo), sul 9° Municipio di Milano.

La ringrazio per i buoni auspici e auguro a Lei e alla Redazione -sia junior che senior- buon lavoro.

 

Gianni Russo