La natura entra in città

Per una città a misura d’albero

Non c’è dubbio: siamo già nella fase di fervore preelettorale e fare il punto sulla situazione attuale in tanti settori, su quanto è stato e/o lo deve essere ancora fatto, è quasi un passo obbligato.

In questo ambito di buone intenzioni e di promesse per il futuro si può far rientrare anche l’incontro che si è svolto martedì 13 marzo alla Fabbrica del Vapore con tema Paesaggi Futuri, Milano: spazi aperti in una visione metropolitana, organizzato dall’Assessorato al Benessere, Qualità della vita, Verde e Servizi generali e dall’Assessorato all’Urbanistica e Agricoltura del Comune di Milano.

L’incontro, che ha richiamato molti addetti ai lavori -architetti, urbanisti, paesaggisti, agronomi, oltre che a professionisti responsabili di iniziative che si svolgeranno soprattutto a partire da questa primavera a Milano, ma anche solo appassionati del tema- è stato un discreto successo perché comunque ha dato modo di fare il punto della situazione in un settore in cui e di cui tanto si parla, ma poco poi si opera per porre delle basi stabili e ragionate per un vera cultura del paesaggio, inteso come ambito godibile.

Quello che mancava era il pubblico degli utenti, anche se, per correttezza, bisogna dire che non era nelle ipotesi di partenza. Ma il pubblico, sia la popolazione che gode degli spazi aperti, sia i molti che ormai da anni hanno la passione della coltivazione degli orti cittadini, sia gli scolari che a volte, e sono i più fortunati, hanno un’insegnante che li introduce ai temi dell’ecologia (cercando almeno di dare un senso ad alcune parole come biodiversità), sia chi ama talmente la propria città da dedicarle il tempo libero come il caso delle Guardie Ecologiche o perché no dei guerrilla gardening, ebbene tutti questi dov’erano? Probabilmente non ne erano informati. E, proprio per questi aspetti divulgativi, rimane strategica l’informazione locale, come quella che in modo indipendente esercita questa testata.

Anche se il suddetto incontro non era rivolto al grande pubblico, pensiamo però che il concetto di spazi aperti a Milano, in una visone metropolitana, interessi tutti, cittadini e associazioni ambientaliste, e sarà bene che vengano messi in lista come invitati d’onore nei prossimi workshop che i responsabili del Comune hanno intenzione di organizzare a breve. L’incontro è stato interessante: ha dato una visione generale e si è soffermato nel particolare con interventi mirati alle varie aree della città. Per quanto riguarda direttamente le aree a Nord della Città (in particolare in Zona 8 e in Zona 9), è stato fatto il punto su quanto realizzato, e non solo in questi ultimi anni, relativamente al Parco Nord, a Bosco in Città e alle iniziative curate al quartiere Isola dal Gruppo Catella, alcune delle quali ancora in divenire come ad esempio la Biblioteca degli Alberi. Speriamo in futuro di poter portare il parere di ciascuna di queste istituzioni come documento chiaramente intellegibile anche attraverso interviste raccolte per i lettori di ABC.

A questo punto sorge a noi spontanea una domanda: ma come pensiamo noi cittadini il paesaggio futuro delle nostre Zone e in particolare di Affori? In questo paesaggio (in senso lato) come possono e devono interagire tra loro entità rilevanti come ad esempio il Parco Nord o il Parco di Villa Litta con l’edificio in restauro, o Villa Lonati e le sue nuove iniziative legate al verde pubblico? E allora avanziamo la domanda chiave: «Il paesaggio è fatto solo di alberi? O gli alberi sono lo scheletro che deve sostenere un corpo urbanisticamente e socialmente attivo?» Una possibile risposta che proviamo a dare: «C’è un’espressione divenuta un’etichetta ormai importante e che cade a proposito in questo caso: progettazione partecipata». È un po’ faticoso farla passare come metodo, ma dove ci si è riusciti i risultati sono stati ottimi.

Val forse la pena per il futuro di impegnarsi in una comune esercitazione di lessico familiare del bravo cittadino, ovvero comprendere che un albero è sì un albero, ma non solo. Riflettere che è bene partecipare alla progettazione del paesaggio che ci circonda e arrivare alla conclusione che tutto ciò ci aiuta a vivere felici e contenti. Come nelle migliori fiabe. Ma tutte le più belle realtà sono partite da un sogno.

 

Marinella Mandelli