Mafia, crisi e corruzione in Zona 9

Crisi e corruzione in Zona 9

L’associazione Civitas Virtus, in collaborazione con il prof. Rocco Sciarrone e i ricercatori Joselle Dagnes e Luca Storti dell’Università di Torino, ha condotto un’indagine sulla percezione dei commercianti di Zona 9 su infiltrazione mafiosa, criminalità e corruzione. L’indagine, svolta grazie ai dati raccolti con 467 questionari, è stata effettuata in stretta collaborazione con il Consiglio di Zona 9 (e la sua Commissione Commercio), l’Assessorato al Commercio del Comune di Milano e la Commissione Consiliare Antimafia. Il risultato della ricerca è stato esposto presso l’Auditorium Cà Granda con un invitato di eccezione: Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, uno dei maggiori esperti e testimone sul campo dei fenomeni malavitosi e in special modo di mafia e ‘ndrangheta.

Al tavolo dei relatori oltre al dott. Gratteri e naturalmente al prof. Sciarrone, c’erano la Beatrice Uguccioni, presidente del CdZ 9, David Gentili presidente della Commissione Consiliare Antimafia, Andrea Quattrociocchi, presidente della Commissione Commercio Zona 9. Lo studio statistico sociale era incentrato sul confronto Torino-Milano, con spunti di riflessione sociologica e di prevenzione, in quanto i dati della ricerca si riferiscono alla percezione dai soggetti intervistati, perlopiù negozianti e commercianti delle due città (per Milano la Zona 9).

Emerge dall’indagine: consapevolezza e preoccupazione per una situazione che mette a rischio l’economia locale; mancanza di conoscenza sull’esistenza di strumenti di allerta e difesa; richiesta di un migliore governo del territorio (riqualificazione urbana) da parte delle amministrazioni locali.

Il confronto Milano-Torino si traduce in una più accentuata possibilità dei milanesi di poter sconfiggere la mafia, ma con lo stesso pessimismo di fondo di chi sa che i fatti criminosi sono insiti nell’uomo, come d’altronde spiega alla platea dei convenuti, con la sua pluriennale esperienza il procuratore Gratteri. Riportiamo qui in pagina succintamente cenni sui risultati oggetto della ricerca, che potrete però trovare per esteso sul sito www.abcnewsredazione.it.

Sicurezza nei quartieri. In genere si percepiscono livelli abbastanza soddisfacenti delle condizioni di legalità: la voce “abbastanza sicuro” è la più frequente, anche se la percezione di maggior insicurezza sembra essere Niguarda- Pratocentenaro.

Percezione dell’illegalità. L’andamento dei fenomeni illegali viene percepito difformemente tra i quartieri. Forte la richiesta di una maggiore severità nelle pene (89%) e di più presidi delle Forze dell’Ordine (84,7%).

Mafia e presenza mafiosa. Consapevolezza che si tratti di una forma di criminalità organizzata che si irradia nell’economia e nella politica (53,6%), con danni economici gravi (87,1%).

Prevale l’idea che per sconfiggere la mafia occorre: aggredire le forme di collusione (68,1%) e i patrimoni mafiosi (32,4%); denunciare i mafiosi (22,1%).

Pizzo, usura e legislazione. Per il 65% sono percepiti come un problema rilevante; il 18,7% conosce una vittima di estorsione a Milano; l’8,4% è o ne è stato vittima. Scarsissima la conoscenza dei benefici di legge per chi denuncia l’attività usuraia.

Corruzione. Politica ed economia sono quelle più sentite come corrotte o corruttibili. Il 15% dichiara di avere ricevuto pressioni indebite da parte di funzionari della pubblica amministrazione, politici locali, o figure ispettive.

Fiducia nelle Istituzioni. Gli intervistati ripongono maggiormente fiducia: nella famiglia (92%), Forze dell’Ordine (68,3%); volontariato (65,7%). Tra gli Enti Locali godono di maggiore fiducia il Comune e il CdZ (18,9%). Agli ultimi posti ci sono le banche (14,4%), lo Stato (13%), il Parlamento (9,9%) e i Partiti (7,7%).

 

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