Uno spunto di riflessione per i 5 giugno

Dietro la facce rispettabili dei candidati alle prossime amministrative

Con la definizione da parte dei partiti della delle liste dei candidati al Consiglio Comunale e ai vari Municipi è di fatto al via la campagna elettorale per prendere i voti dei Milanesi. Sarà tutto un fiorire di “santini” (cartoncini formato biglietti da visita con l’immagine dei candidati e l’invito ad essere votati, da conservare come promemoria in cabina elettorale), di dépliant, o pieghevoli, con vita e “miracoli” di ogni concorrente e i tanti manifesti, che speriamo vengano incollati solo negli appositi cartelloni predisposti dal Comune. A proposito, ricordate cari lettori di guardare in fondo al cassetto per recuperare la tessera elettorale, se non lo avete già fatto in occasione del recente referendum sulle trivelle. Speriamo di non assistere all’incivile spettacolo di manifesti e volantini appiccicati su muri, monumenti e pali, che deturpano le nostre vie. Incominciamo la selezione da qui: rifiutiamo a questi “sporcaccioni” il nostro consenso. In questo tripudio di bigliettini, cartoncini e dépliant, impareremo a conoscere i vari personaggi che si propongono per amministrare la nostra città a Palazzo Marino e nei vari Municipi (ex Zone). Saranno tantissimi e la selezione -se non abbiamo già una nostra idea su chi votare, magari persone da noi già conosciute- non sarà facile e forse varrà la pena di perdere un po’ di tempo ad informarsi su ognuno, una volta individuata l’area (partiti, movimenti o liste varie) scegliere tra questi le persone che a noi sembreranno più adatte a governare.

Come in tutti i mestieri, questo è purtroppo diventato quello di tanti candidati, bisogna esserci portati ed avere esperienze professionali e amministrative, nel senso più largo dei termini, per proporsi alla carica, per esempio di sindaco o presidente di municipio, o a quella dei tanti consiglieri che possono essere chiamati al ruolo di assessori o presidente di commissioni. Insomma mentalmente quando scegliamo il nostro candidato “a pelle” facciamo una riflessione sull’utilità del nostro voto, che è prezioso e che in cabina elettorale ha sì un forte potere, ma anche una forte responsabilità: mandare la persona giusta al posto giusto. E poi nella scelta c’è il criterio di visione generale, che è quello di vedere e capire, per esempio, chi c’è alle spalle (o dietro le quinte) del candidato sindaco o presidente di municipio, se spuntano cioè dietro la faccia pur rispettabile del noto designato, partiti e movimenti improvvisati o di dubbia matrice democratica; vecchie conoscenze, con baffi e baffetti, barbe e barbette, pelate e visi rasati di vecchi e nuovi marpioni.

A tutte queste cose non facciamo caso subito, perché sotto le luci c’è la star candidato che, una volta eletto, si porta dietro tutta una pletora di personaggi i quali, entrati nelle stanze del potere, inesorabilmente, influenzano e condizionano la vita amministrativa della città, a volte purtroppo, con presenze imbarazzanti o dimostrando inettitudine a governare. Insomma, cari concittadini, andiamo a votare consapevoli della scelta, cercando nel limite del possibile, di votare informati, pensando al futuro della città.

 

Gierre