Milano a lezione da New York

Dalla nostra inviata - Il Central Park, grande nove volte il parco Sempione come modello per Milano.

Un precedente articolo apparso due mesi fa su ABC (marzo 2016) aveva preannunciato che si

sarebbe riparlato presto del verde a Milano: infatti nel fine settimana dal 13 al 15 maggio si è svolto

in città Green City Milano, una manifestazione dedicata al verde, partecipata e diffusa dal Comune.

L’evento, ormai consolidato negli ultimi due anni da una attiva partecipazione di pubblico,

fortunatamente quest’anno con belle giornate senza pioggia, ha avuto come scopo quello di far

riflettere sul tema della Natura che entra in città, raccontando i progetti per una Milano più verde

attraverso incontri e attività in collaborazione con associazioni, comitati, enti o semplici cittadini.

La Zona 9 ha partecipato attraverso iniziative tenute al Museo Botanico di via Margaria e a Villa

Lonati in via Zubiani, con visite guidate e lezioni agli orti in via Candiani alla Bovisa, in via Tremiti

a Niguarda, in via Cascina dei Prati alla Bovisasca, senza dimenticare le visite guidate al Cielo

Verde, cioè l’orto terrazza degli uffici Lufthansa in via Imbonati a Dergano sulla falsariga delle

visite alla Unicredit Tower di piazza Gae Aulenti.

Qual è lo scopo dichiarato? Mirare a stabilire un buon rapporto tra amministrazione e cittadino e

accorciare le distanze tra chi ha la cura diretta e chi partecipa al bene comune. Siamo dunque

ritornati sul tema centrale della partecipazione come fattore indispensabile, perché le nuove

programmazioni, che inevitabilmente ci aspettiamo dalla nuova giunta che verrà eletta (il 5 giugno,

ndr), siano davvero rispondenti alle nostre esigenze di cittadini di Milano. In questo senso mi ha

incuriosito la proposta fatta dalla film-maker Sarah Marder, americana, ma ormai italiana di

adozione, che si è chiesta e ci domanda: «Vogliamo una Milano grigia o verde?». Rievocando la sua

esperienza infantile newyorchese, lancia il messaggio a tutti i cittadini milanesi attraverso un video,

in cui ci stimola a chiedere per Milano un nuovo parco come il Central Park

(www.facebook.com/MilanoCiSto/videos).

Cogliendo l’occasione delle nuove elezioni e le opportunità che si possono intravvedere attraverso

le opere di dismissione in programma, ci viene da chiedersi se sia davvero giunto il momento per

Milano di trasformare il suo tessuto urbano facendo sistema attorno ad un progetto che potrebbe

cambiare il volto e l’anima della città. Non è quindi solo decidere se scegliere tra il verde o nuove

costruzioni, piuttosto far capire e fare proprio il senso di genesi di un parco e di un sistema verde

che interpreti la città. Il discorso è analogo quando si parli anche solo di Zone di Milano, anzi in

questo caso è ancor più importante fare proprio nel profondo la necessità di pulire l’aria che

respiriamo, di preservare gli spazi pubblici, di promuovere delle imprese creative e artigianali non

per forza solo manuali; penso agli spazi condivisi come uffici da gruppi di giovani che mettono

insieme le proprie esperienze ed idee. Si tratta di voler rendere la Città con la C maiuscola più

attraente, come fosse una bella donna, e più salubre per il legame stretto che c’è tra la nostra salute

e quella dei luoghi in cui viviamo. Nel suo video Sarah Marder cita come la spinta propulsiva per la

creazione del Central Park a New York sia partita da un gruppo di giornalisti americani in tempo di

elezioni nel lontano ‘800, i quali utilizzarono testate importanti come il New York Post e il New

York Herald. Ciò è vero in parte perché, se i giornalisti fecero opera di divulgazione e di

formazione di un opinione pubblica, i progetti partirono da un voce autorevole come quella

dell’architetto paesaggista Federick Law Olmsted (1822-1903), che disse chiaramente che solo un

polmone verde avrebbe potuto dare valore anche economico al centro di New York.

Quale lezione trarre da tutta questa esperienza? Che occorrono sia una volontà politica che una

opinione pubblica informata, ma tutte e due con lo sguardo rivolto al futuro. Un promemoria per noi

cittadini e i prossimi Municipi.

 

NOTA DI REDAZIONE: -Nel prossimo numero la cronaca del convegno.

 

Marinella Mandelli

Progettista Giardini

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