Le azioni concrete per cambiare in meglio

Il “bene” e la voglia di vivere che sono presenti nei nostri quartieri

Nell’ultimo numero di ABC (marzo 2017, ndr), Giovanni Russo nell’articolo La mala che si annida nei nostri quartieri poneva una domanda importante: «Quali azioni si possono fare per arginare il degrado, ma soprattutto per migliorare la vita nei nostri quartieri?».

Fondazione Aquilone onlus, d’intesa con diverse realtà del territorio e in collaborazione con alcuni Settori del Comune, ha avviato azioni diverse, iniziando proprio dalla necessità di ridare vita a spazi pubblici da tempo abbandonati.

Comasina

Abbiamo iniziato con piazza Gasparri 4, nel cuore della Comasina, dove nel 2006 e poi nel 2012, grazie alla collaborazione di Aler, abbiamo ridato vita a due negozi chiusi da molti anni, trasformandoli uno nella sede del Servizio Custodi Sociali (del quale parleremo nel prossimo numero, ndr), l’altro nella sede del Comasina C’Entro. Quest’ultimo luogo -grazie a due progetti, che hanno avuto anche il sostegno economico di Fondazione Cariplo, e alle risorse messe in campo dagli enti che hanno creduto al progetto- è diventato la sede di tante belle e buone iniziative, che stanno coinvolgendo molti cittadini e ridando vita a piazza Gasparri.

Spiega Angela di Fondazione Aquilone, coordinatrice del Centro: «Tutte le attività del Comasina C’Entro nascono con due preposizioni con e per; “con” perché sono pensate e gestite in collaborazione con i cittadini, “per” perché vogliono rispondere a bisogni, desideri e sogni delle persone che abitano il quartiere. Tra le attività più partecipate ricordiamo: i diversi corsi di italiano per immigrati, gestiti dalle volontarie della Parrocchia San Bernardo, in collaborazione con educatori di Fondazione Aquilone; in particolare due corsi hanno previsto anche uno spazio gioco per i bambini. C’è poi il laboratorio di cucito, che coinvolge mamme e nonne di tutto il mondo, e lo sportello di aiuto per le famiglie, uno spazio prezioso per risolvere problemi semplici, ma che a volte diventa molto difficile nella complessità della città. Anche ragazzi e adolescenti trovano risposte nel Comasina C’Entro: lo spazio studio per i ragazzi delle scuole superiori e lo sportello di orientamento per adolescenti e giovani che sono alla ricerca di nuovi percorsi professionali».

L’associazione Contatto ha attivato il laboratorio Collane Matte, che si conclude sempre con la condivisione del pranzo; l’ONG Pace sta realizzando un corso di cinese per studenti universitari. Il Comitato Quartiere Comasina e l’Associazione Genitori “Sorelle Agazzi” sono impegnati in iniziative diverse, che verranno presentate nel prossimo numero di ABC. Marco, responsabile del Circolo ACLI di Comasina, racconta di come in piazza Gasparri i giovani abbiano trovato spazio: con il gruppo giovanile della Parrocchia hanno dato vita all’esperienza di Aggratis, tante piccole idee e attività che mettono in campo la generosità e la creatività dei giovani.

Bruzzano

Il nostro lavoro di riqualificazione di spazi abbandonati si è anche concretizzato nelle case popolari di via del Tamigi 7 nel quartiere di Bruzzano: abbiamo partecipato a due bandi indetti dal Comune e ci siamo aggiudicati due spazi da tempo abbandonati. Il lavoro di ristrutturazione non è stato semplice ed ha comportato non poche spese, ed ha coinvolto più realtà. «Abbiamo pensato che i due spazi potevano essere luoghi di incontro per i più giovani, ma non solo - racconta Beppe che in Fondazione Aquilone coordina le attività per ragazzi e giovani- abbiamo iniziato a coinvolgere i giovani fin dalla ristrutturazione: infatti accanto ai lavoratori di una ditta, che hanno fatto una giornata di volontariato aziendale (venendo a darci una mano a ripulire ed imbiancare anziché andare in ufficio), diversi ragazzi adolescenti del Centro di Aggregazione Giovanile hanno fattivamente collaborato nella posa in opera della pavimentazione, nell’abbellimento del bancone del bar, nella sistemazione del giardinetto e nell’arredamento finale del locale».

Il primo spazio, TamigiSette, è funzionante dal 2012 e ospita diverse iniziative.

«Aspetto volentieri il martedì mattina per andare giù in TamigiSette con gli altri pensionati per provare la pressione e prendere un buon caffè in compagnia: ci sente meno soli, mi è tornata voglia di vestirmi meglio e la mattina passa veloce», racconta la signora Rosa seguita dal servizio Custodi Sociali. TamigiSette è anche la sede di Scuola Bottega, un servizio nuovo che accompagna ogni anno circa 15 adolescenti a raggiungere la licenza media, in collaborazione con diverse scuole del territorio. Sheila, coordinatrice del progetto, spiega così l’iniziativa: «Gli adolescenti a Scuola Bottega imparano non partendo dai libri, ma da esperienze concrete: la falegnameria, la cucina, la musica. Proprio a loro abbiamo chiesto di definire il proprio percorso con degli aggettivi: “utile, curioso, impegnativo, serio, nuovo, diverso, istruttivo” sono alcuni dei loro pensieri».

Lo stesso spazio per quattro pomeriggi alla settimana diventa luogo di incontro e di gioco per giovani con disabilità. Racconta Michele, un ragazzo con disabilità: «TamigiSette è anche la sede del nostro Navigare in città, ci ritroviamo per giocare a calcetto e alla playstation, ma ci ritroviamo anche per poi partire insieme alla scoperta della Città di Milano. Il venerdì diventa “ludoteca” per circa 30 bambini della scuola primaria».

Dal 23 marzo 2016, giorno dell’inaugurazione, per tre pomeriggi alla settimana il secondo spazio di via Tamigi 7 (“Gate”) viene frequentato al mattino da un gruppo di ragazzi con autismo, in un lavoro paziente e delicato che li aiuta a stare insieme ed a rendersi anche utili in piccoli lavoretti di catalogazione di libri e di sistemazione di punti di book-crossing. Al pomeriggio è invece frequentato da adolescenti, sia come spazio studio (con possibilità anche di una assistenza qualificata su matematica e latino), sia come luogo di ritrovo ed aggregazione.

«Importante notare -continua Beppe- che lo spazio è accessibile direttamente dalla strada, permettendo ad ognuno di accedervi, ma la cosa più interessante è che le diverse proposte vengono sviluppate con un bel gruppo di ragazzi, che porta la propria voglia di vivere al meglio l’adolescenza».

Tanto dunque il lavoro condiviso con tante persone per ridare vita a spazi abbandonati; un pensiero ha accompagnato questi percorsi: per arginare il degrado e per migliorare la vita delle periferie occorre creare esperienze capaci di promuovere la speranza nelle persone ed è necessario condividere con i cittadini l’impegno non solo nel prendere in mano le loro vite, ma la vita delle comunità di quartiere di cui fanno parte.

Loris Benedetti

Fondazione Aquilone

 

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