Le ragioni del NO alla Gronda Nord

Risposta all’articolo pubblicato su ABC di aprile 2017

Rispondendo all’articolo pubblicato nell’aprile scorso dal titolo Una vecchia storia di aborto urbanistico, teniamo a ribadire che l’Associazione Cittadini Bovisasca e il suo presidente Vito Bricolo, insieme ai Comitati di Affori, Niguarda e Quarto Oggiaro -che agivano a nome dei tantissimi abitanti di queste zone- hanno lottato per trent’anni contro la famigerata Gronda nord, non certo per motivi ideologici, ma perché il progetto avrebbe avuto un impatto negativo in un contesto estremamente urbanizzato.

Ricordiamo infatti che si trattava di costruire una strada a scorrimento veloce, con due corsie per ogni senso di marcia e diverse rotatorie, che avrebbe dovuto passare per quartieri ad alta densità abitativa, tagliandoli in due.

Fior di urbanisti hanno attestato nel tempo che la Gronda Nord (o Strada Interquartiere, come ribattezzata in seguito) non avrebbe ridotto l’inquinamento ambientale e acustico ma, anzi, ne avrebbe provocato molto di più.

Proprio per queste ragioni l’infrastruttura originaria non è mai decollata, anche per la mancanza della Valutazione di Impatto Ambientale (via) e i lavori sono stati al palo per decenni. Solo in epoca più recente (e in vista dell’Expo) il progetto è stato spezzettato in tre diversi segmenti da realizzarsi in diverse fasi insieme a piani di trasformazione urbana.

Così il pezzo di Niguarda, anche con l’alibi della realizzazione del Pronto Soccorso, era stato già realizzato da tempo; il ponte Martin Luther King è di fatto una strada di collegamento e il tratto Eritrea- Expo è stato realizzato in parte in trincea e tunnel, cosa che ha così mitigato non di poco gli impatti ambientali sul quartiere Quarto Oggiaro. Per quanto riguarda Affori si ricorda che la Strada Interquartiere avrebbe rovinato il Parco delle Favole che non è un “piccolo parco marginale”, ma un bellissimo polmone verde in mezzo alle case e al servizio di anziani e bambini o di chiunque voglia rigenerarsi occhi, orecchie e polmoni. Per quanto riguarda la Bovisasca, la strada sarebbe passata sulla testa di edifici grandi e popolosi, eliminando inoltre gli orti condivisi e il Parco Walter Chiari.

Queste le ragioni principali della lotta compiuta dai Comitato Anti-Gronda di cui l’Associazione Cittadini Bovisasca è stata parte integrante sostenendo le ragioni del no.

Va da sé che l’associazione e il suo presidente condividono i progetti che uniscono i quartieri tra di loro, non per snaturarli, ma per migliorare la qualità della vita di chi ci abita.

Vito Bricolo

presidente Associazione Cittadini Bovisasca