Una ferita urbanistica ancora oggi aperta

La Gronda Nord è morta e sepolta, ma come un simulacro attraversa Affori

Un fatto è certo, i nostri quartieri non dispongono ancora di una viabilità e quindi di una mobilità decorosa tra est e ovest di questa parte a nord di Milano, e sono gli unici quartieri, Bovisasca, Affori e Niguarda, tanto per tracciare una linea ideale, che subiscono gli effetti non certo salutari -dal punto di vista ambientale e della salute, anche psichica: nevrastenia da traffico- delle non scelte o degli aborti urbanistici perpetrati. In questo senso il nostro articolo apparso su ABC di aprile scorso ha riesumato l’immagine della Gronda Nord provocando la reazione (attesa) di coloro che hanno opposto nel tempo un fermo “no!” alla strada di interconnessione, tra i quali Vito Bricolo, presidente del Comitato Cittadini Bovisasca. Pubblichiamo infatti, a pag. 3 di questo numero, un lungo articolo del presidente Bricolo che rifà e rivendica, lecitamente, tutta la gloriosa lotta anti-gronda, con chiara e lucida coerenza.

Solo poche parole a commento della lettera sopra citata: nel tempo e nelle occasioni avute la “cosa” si poteva fare in tanti modi (anche in versione domestica), senza stravolgere alcunché -anche sotterranea: dal pronto soccorso di Niguarda sino in via Pedroni, per ultimo approfittando di Expo- ma oggi conveniamo che è troppo tardi e il coraggio e la visione politica e amministrativa, che intanto ha abbandonato anche i “migliori” dei nostri politici, è così inesistente che ben meritiamo le vittorie populistiche.

Per ritornare invece alle cose pratiche e fattibili, e fuor di polemica, con il nostro articolo dell’aprile scorso, approfittavamo di una lettera giunta in redazione a firma di Cesare Grossi, uno studioso delle questione (pag. 7, ABC aprile 2017), sollecitavamo la realizzazione di un tratto di strada, forse poco più di un chilometro, tra Bovisasca (Pedroni) e Affori (don Grioli), che toglierebbe dall’isolamento il quartiere Bovisasca e lo collegherebbe ad Affori (e viceversa): magari due straduzze da metri 3,5 a traffico 30 (all’ora) e, se proprio si volesse strafare, con pista ciclabile annessa.

Venire in Bovisasca sarebbe un lampo con vantaggi anche per gli esercizi commerciali, così all’inverso: andare alla M3 Affori Centro, sarebbe molto comodo per lavoratori e studenti.

Il tutto dando un ruolo e un senso al sacro suolo dell’ex Gronda. E non scriviamo in conflitto di interesse, tanto per chi subisce tutti i giorni i tormenti del traffico nelle ore di punta sulla tratta Zanoli-Brusuglio-Cormano, veri eredi della Gronda Nord, il tratto più inquinato da CO2 e polveri sottili di Affori, le cose non cambierebbero, ma ci verrebbe almeno un moto di sollievo per essere sì inquinati, ma utili ai quartieri e alla città, e solidali con gli amici concittadini della Bovisasca.

 

Giovanni Russo