Spazio comune Iseo

Presso il campo sportivo Ripamonti

Finalmente tre anni fa è stato restituito al quartiere il Centro Sportivo Iseo e, come prima cosa, il 27 ottobre 2013 è stato inaugurato Spazio Comune, un progetto fortemente voluto da Milly Moratti con la delega del sindaco (Pisapia, ndr) e la collaborazione dell’ex Consiglio di Zona 9. L’idea è stata quella di creare uno spazio condiviso e di scambio di informazioni, aperto a tutti, dove ogni cittadino, , ma anche un’associazione o un comitato, può organizzare incontri, eventi, riunioni e allo stesso tempo partecipare a tutte le iniziative.

 

In via Iseo 4 i bambini da 0 a 10 anni possono accedere a varie attività, tra cui anche laboratori, e avere a disposizione uno spazio dedicato per le feste di compleanno.

Lo spazio, disponibile per tutti e gratuito, appartiene al Comune, ed è gestito in collaborazione con Milano Sport che ha la conduzione del centro sportivo. Tutto il materiale, tra cui anche i giochi, è stato donato dai genitori e dalle associazioni che si sono offerti per agevolare questa iniziativa; chiunque può contribuire.

 

Oltre alle attività per i bambini, nel pomeriggio, ci sono anche corsi per gli adulti, sempre tutti gratuiti: il lunedì, dalle 16 alle 18, il corso di pittura con Margot, redattrice di ABC; ogni due martedì dalle 14 alle 16, il laboratorio Creo bigiotteria e il giovedì dalle 17 alle 18 il Centro di Ascolto, per il sostegno alle famiglie, di Metaeducazione e, ancora il giovedì, dalle ore 14.30 una volontaria esperta si occuperà di orientamento al lavoro. Per le persone oltre i 60 anni viene proposto il corso di educazione psicomotoria tutti i mercoledì dalle 17.30 alle 18.30.

 

Per iscrizioni o maggiori informazioni ci si può rivolgere alla sig.ra Antonietta in via Iseo durante l’orario di apertura, dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 19, oppure telefonando allo 02.884.41.622 o scrivendo a spaziocomune@comune.milano.it.

Spazio Comune cerca volontari e cittadini che abbiano voglia di mettere in gioco le proprie competenze al fine di migliorare la vita del proprio quartiere.

 

Alessia De Mattia (14 anni)

 

 

 

Intervista a Simone Cucchetti

Partito il Progetto 9+ a sostegno di bambini e famiglie

Partito il Progetto 9+ a sostegno di bambini e famiglie

Giovedì 19 maggio, noi di ABC Junior -Maria, Alessia e Dawid- siamo andati ad intervistare il dott.

Simone Cucchetti, psicologo, responsabile dei progetti de La Lanterna onlus.

 

Cosa è La Lanterna?

La Lanterna è un’ associazione di volontariato che si occupa di interventi educativi a sostegno dei

bambini, dei ragazzi e delle famiglie.

Parliamo del Progetto 9+ in fase di realizzazione in Zona 9, che vedrà la partecipazione di

tante istanze del territorio e di cui vogliamo capirne di più. Da dove nasce questo progetto?

Il progetto nasce dalle considerazioni che il nostro territorio raccoglie un importante bacino di

associazioni del terzo settore che, lavorando da anni in sinergia, produce ogni giorno importanti

benefici per tutta la Zona 9. Per questo motivo, in considerazione dei bisogni naturali, emergenti dei

nostri quartieri, sono stati pensati interventi che nei prossimi tre anni vogliono favorire la crescita di

famiglie, ragazzi, scuole e comunità sociali.

 

Come si articola il progetto?

Il Progetto 9+ si articola su tre macro-comunicazioni: Famiglie e Comunità, Scuola e Comunità,

Adolescenti e comunità.

 

Qual è l’idea di base che ha ispirato il progetto?

L’idea è la creazione di una “Comunità auto educante” e La Lanterna lavorerà al fianco degli altri

partner del progetto e alle scuole per coinvolgere sempre di più i cittadini. Nei quartieri di Affori è

già stato attivato il polo Affori C’entro presso Villa Viva! per ascoltare i bisogni del territorio e

sostenere i genitori nel loro quotidiano impegno educativo.

 

Come Le sembrano i nostri quartieri oggi?

La Zona 9 di Milano è attualmente una delle più popolose della città e le proiezioni demografiche ci

parlano di un ulteriore crescita della popolazione in ulteriori anni. La Zona inoltre è il territorio con

il minor numero di stranieri residenti. I nostri quartieri periferici presentano molte difficoltà in

ambito sociale, che però sono in buona parte compensate da un’efficiente rete di associazioni.

 

Cosa può fare questo progetto per i bambini?

Il progetto nasce proprio per sostenere bambini, ragazzi e famiglie di fronte alle difficoltà

quotidiane; per fare ciò propone attività che possano produrre benefici per il territorio anche

partendo dal coinvolgimento diretto delle persone. Il progetto inoltre attiverà in tutta la Zona 9

interventi di supporto didattico, ampliamento delle attività all’interno delle scuole, servizi a

sostegno dell’integrazione delle persone straniere, offrendo un aiuto concreto ai ragazzi che si

avvicinano al mondo del lavoro.

 

Dawid Carrera (8 anni), Maria Sharoubim (13 anni), Alessia De Mattia (13 anni)

 

 

Gita a Consonno… città fantasma

Se avete sempre sognato di visitare una città fantasma questo è il posto giusto: Consonno è una

 

frazione del Comune di Olginate, in provincia di Lecco, dove intorno agli anni ‘60 l’imprenditore

Mario Bagno costruì una cittadina con l’obiettivo di creare una Las Vegas lombarda. Nel 1962

sorsero alberghi, ristoranti, negozi e una pista da ballo all’esterno. Venne costruito anche un

minareto per richiamare una moschea musulmana.

 

Purtroppo, a causa delle varie modifiche

ambientali, si verificò una frana, che bloccò la strada per principale impedendo ai turisti di

raggiungere Consonno. La via fu liberata soltanto vent’anni dopo quando ormai il paese era in

decadenza e nessuno ci andava più. Nel 2007 è stato organizzato un rave party (discoteca

all’aperto), dove sono stati danneggiati gli edifici presenti e riempiti di graffiti.

 

Oggi Consonno si presenta in uno stato di abbandono e molte strutture sono state chiuse per

pericolo di crollo. A me dispiace molto vedere la cittadina in queste condizioni, perché ha un certo

fascino e sarebbe magnifico vederla di nuovo in funzione e illuminata come dovrebbe essere, come

 

Alessia De Mattia (13 anni)

 

 

Alla Scuola

La scuola ai bambini non piace, si sa,

ma questa poesia smentirla potrà.

Iniziamo da Italiano, la lingua dei dotti

che in verbi e nomi può render i cervelli rotti.

Se pensiamo alle tante eccezioni

non possiamo elencarle neanche in mille canzoni.

La Matematica è molto difficile e complicata

ma non è un valido motivo per essere odiata.

Tra più, tra meno, tra per e diviso

uno splendore di gioia si dipinge sul viso.

Scienze è la disciplina di quegli studenti

che hanno il sorriso stampato sui denti.

Quando un insetto aprire potrai

se non resisti di certo sverrai.

Musica è libera e divertente

è facile e si fissa subito in mente.

Con la tromba, il piano e il tamburo

si può suonare il suono dolce e duro.

Come vedete si può fare tutto

a patto che voi studiate di brutto.

                                             Sofia Stecchi

 

                                             IC Media Scialoia

 

 

Caro Diario

Cari lettori di ABC, mi chiamo Jasmine e frequento la seconda media. Oggi è stata una giornata speciale perché mi sono presentata alla Redazione ABCJunior. È stato emozionante anche perché scrivere sul giornale dei nostri quartieri dà la possibilità di esprimere quello che senti.

Mi piacerebbe scrivere articoli di cose interessanti e anche di temi specifici, come il bullismo, o anche del sociale e del volontariato, che sono argomenti importanti per il Paese e i suoi abitanti.

 

Come prima cosa voglio raccontarvi la mia storia di bullismo, che ho vissuto in prima persona. Dalla prima media i miei compagni mi prendevano in giro senza conoscermi, mi dicevano parole offensive e insulti. Credevo che sarebbe stato bello andare alle medie, invece sono stata odiata e isolata. Ero molto timida e, se cercavo di difendermi, la situazione peggiorava sempre di più.

 

Ho finito la prima, sperando che tutto cambiasse e andasse meglio e, per fortuna, al ritorno dalle vacanze, è successo qualcosa di incredibile: ho realizzato il mio sogno di essere amica di tutti. Rientrando in classe i miei compagni mi hanno chiesto «vuoi essere nostra amica?», al che ho risposto: «Sì, amici». Al mese prossimo, con affetto.

 

Jasmine (13 anni)

 

 

Cambia la società, cambia la scuola

Intervista a Ida Morelli Istituto Comprensivo Scialoia Milano

La Redazione ABCJunior, tutor la nostra redattrice Cristina Mirra, ha intervistato la professoressa Ida Morelli dirigente scolastico dell’IC Scialoia Milano, che comprende classi della scuola d’infanzia, della primaria e della secondaria e che rappresenta un unicum educativo pubblico che accompagna la crescita, l’educazione e l’istruzione dei nostri figli e nipoti, dalla prima infanzia sino all’adolescenza, in un percorso formativo di futuri cittadini, non solo di origine italiana ma anche di etnia europea ed extraeuropea presenti nella nostra città. Quindi una scuola inclusiva quella dell’IC Scialoia, che ABC segue da tempo proprio per il gran lavoro di formazione della società del futuro, nelle sue sfaccettate forme ed evoluzioni.

 

Prof.ssa Morelli, “cambia la società - cambia la scuola” vuole essere il titolo di questa intervista e allora Le domandiamo: qual è il Suo punto di vista nel contesto attuale?

Di fronte ai cambiamenti rapidi della società la scuola deve sapersi continuamente rinnovare per rispondere ai bisogni delle nuove generazioni. Bambini e ragazzi devono trovare a scuola ambienti adatti alle proprie esigenze e personale preparato a questo.

Nell’IC Scialoia quest’anno tante sono le azioni tese al miglioramento: adesione al Piano Nazione Scuola Digitale; attuazione della settimana dell’innovazione metodologica e tecnologica; attività di formazione per docenti; attività di potenziamento e recupero per studenti; attività di informazione e formazione per i genitori; ampliamento ed attuazione del piano dell’inclusione per il pieno recupero dei minori portatori di bisogni speciali.

 

Quali sono i problemi più scottanti che si trova ad affrontare l’Istituzione Scuola?

La Scuola, essendo inserita in un contesto socio-economico, riflette e rappresenta tutte le problematiche del territorio di riferimento: per esempio, in un quartiere multietnico i docenti devono saper gestire gruppi classe plurilingue e ciò impone una preparazione adeguata, che necessita di continuo aggiornamento.

È inoltre necessario rinnovare le attrezzature tecnologiche, ma non sempre questo è possibile a causa delle risorse economiche insufficienti. In rete con altre istituzioni scolastiche e altri soggetti del territorio abbiamo programmato progetti per rispondere a queste esigenze.

 

Come l’Istituto da Lei diretto si inserisce nel territorio?

L’IC Scialoia è ben inserito nel territorio e ciò è provato dalle numerose e costruttive collaborazioni con il Consiglio di Zona, le associazioni, le parrocchie e le agenzie educative che operano nel quartiere e nella città. Per esempio istanze quali MetaeducazioneLa Lanterna, la Cooperativa AbitareMission BambiniFondazione Monserrate collaborano attivamente per la realizzazione di progetti tesi ad implementare ed ampliare il piano dell’offerta formativa dell’Istituto.

Sono convinta che di fronte alla complessità dell’organizzazione della scuola e ai continui cambiamenti che la società ci impone, una risposta valida sia data proprio dalla collaborazione tra la scuola e il territorio e naturalmente la stampa locale, come il giornale ABC, per far giungere ad un più vasto pubblico notizie del lavoro educativo svolto dal nostro Istituto. La messa in comune delle risorse umane di ciascuna agenzia educativa permette ai bambini e ai ragazzi di fruire di opportunità educative adatte ai loro bisogni.

 

 

Visita al Museo di Storia Naturale

Il 25 gennaio 2016 le maestre, i miei compagni ed io, insieme alle altre due terze classi, siamo andati con il pullman a visitare il Museo di Storia Naturale di Milano. Lì abbiamo conosciuto la nostra guida: è una paleontologa di nome Emanuela. L’abbiamo visitato vedendo anche alcuni dinosauri ad esempio: t-rex (tyrannosaurus rex), il triceratopo, l’iguanodonte, lo pterodattilo, il velociraptor, il dimetrodon, il glipodonte… Ma lo pterodattilo non è un dinosauro, bensì un discendente. Abbiamo visto alcuni fossili, ho visto anche delle pietre, le ammoniti, le impronte di trilobiti, ho osservato un’immagine che rappresentava gli uomini primitivi.

 

Ci hanno spiegato che, se un fossile è su una montagna, vuol dire che lì prima c’era un mare. Dopo abbiamo visto la Milano di tantissimo tempo fa. Wow! Prima c’era il mare. Poi abbiamo fatto una pausa-merenda. Ci stavamo avviando verso… Stavamo attraversando una bella stradina. C’erano un lago e alcuni alberi. Oh, oh, oh, oh, oh… Arrivati! Il posto si chiama Paleo Lab. Abbiamo incontrato un signore di nome Paolo. Lì abbiamo partecipato a dei laboratori.

 

Ci hanno insegnato una nuova parola, “calchi”, impronte di un dinosauro o di una pianta rimaste su una roccia o su una montagna… Poi ci hanno fatto scavare per trovare i fossili. Ci hanno diviso in coppie da tre (3): Irene e Sara erano con la mia. Abbiamo scavato nella sabbia per trovare dei fossili compresi denti, ossa legno, conchiglie (tutto lo scheletro che, però, si sparge…).

 

Emanuela ce ne ha fatto scegliere uno, avevamo tutti e tre: “i denti di squalo”. Poi in TV ci ha fatto vedere varie cose al microscopio. Abbiamo fatto un quiz e… sorpresa! Ci siamo portati a casa i fossili e sulla porta della nostra classe (la 3ª B) abbiamo appeso un diploma. Mi é piaciuta questa esperienza perché ho imparato cose nuove.

 

Dawid Carrera (8 anni)

 

 

Ad ABCJunior si parla di geopolitica

In occasione dell’8 Marzo la Redazione ABCJunior ricorda i bambini e le bambine vittime delle mine antiuomo

Il 23 marzo scorso la Redazione ABCJunior ha ospitato Luigi Tranquillino, presidente della Commissione Sanità e Servizi Sociali di Zona 2 e rappresentante del Comitato contro la Guerra di Milano che, in questo primo incontro, ci ha introdotti alla conoscenza della Geopolitica (politica internazionale) per cercare di capire meglio quei meccanismi che sono alla base dei conflitti, ma anche di fenomeni come l’immigrazione e il terrorismo. Prima di tutto ci ha raccontato quanto sia costosa la guerra, oltre che per la perdita di vite umane, anche in termini economici. Ci ha spiegato poi che ci sono diversi tipi di guerre: le guerre di conquista e le guerre di difesa e di liberazione. Ci ha spiegato che attualmente le operazioni militari vengono eseguite con i droni, velivoli robot senza pilota, in grado di compiere operazioni militari. Ci ha parlato del colonialismo, quello antico dove si conquistavano territori e il neocolonialismo attuale, che serve per controllare le proprie ex colonie, o i paesi sottosviluppati, attraverso strumenti economici al posto della forza militare. A conclusione ci ha fatto riflettere sul significato del termine mainstream (tendenza dominante), suggerendoci di non farci omologare dal pensiero corrente senza prima aver approfondito, riflettuto e cercato di sviluppare, perché è una ricchezza inestimabile per tutta la società, il nostro essere creativi, originali, diversi, e soprattutto in nostro essere noi stessi.

 

Lucrezia Tognoni (12 anni), Clara Filippi (10 anni), Ella Grisendi (12 anni), Elsa Grisendi (13 anni)

Il Condominio solidale di Bruzzano

In via Urbino, nel quartiere di Bruzzano a Milano, si trova il Condominio solidale, che all'apparenza sembra un comune complesso di case, ma che invece al suo interno è organizzato per un nuovo modo di “vita condivisa”. L’edificio è formato da tre palazzine contenenti due realtà sociali differenti: una composta da sette famiglie e l’altra da persone affette da malattie psichiche, ex ospiti del Paolo Pini, avente come valore fondamentale il bene comune come l’aiutarsi a vicenda nella vita di tutti i giorni, aprirsi maggiormente all’esterno e consolidare il valore dell’accoglienza, l’integrazione nella società del malato psichico e combattere il degrado cittadino. Attraverso la condivisione degli stipendi accumulati in un unico conto bancario, da cui ogni famiglia preleva il necessario per sé senza abusi, ma per realizzare progetti per l’intero condominio. Questo atto ha portato alla realizzazione di spazi comuni e passerelle per facilitare l’incontro e lo scambio tra i vari inquilini  delle palazzine e poter accedere alla dispensa comune. Il loro motto è «La diversità diventa la nostra ricchezza». Io vi consiglio di andare a visitarlo e vedere con i vostri occhi il lavoro che svolgono i residenti di questo condominio i quali, aiutandosi  tra di loro, garantiscono una vita normale ai malati che sono stati lasciati da parte dalla società per oltre 20 anni. 

Alessia De Mattia (13 anni)

Basta bullismo! Quando la finirete?

Un giovane professore grida tutto il suo sdegno di Enrico Galliano*

Una ragazza della mia città ha cercato di uccidersi. Si è buttata dal secondo piano.
No, non è morta. Ma la botta che ha preso ha rischiato di prenderle la spina dorsale. Per poco non le succedeva qualcosa di forse peggiore della morte: la condanna a restare tutta la vita immobile e senza poter comunicare con gli altri normalmente. «Adesso sarete contenti», ha scritto. Parlava ai suoi compagni. Allora io adesso vi dico una cosa. E sarò un po’ duro, vi avverto. Ma ho una cosa dentro ed è difficile lasciarla lì.

Quando la finirete?

Quando finirete di mettervi in due, in tre, in cinque, in dieci contro uno? Quando finirete di far finta che le parole non siano importanti, che siano “solo parole”, che non abbiano conseguenze, e poi di mettervi lì a scrivere quei messaggi -li ho letti, sì, i messaggi che siete capaci di scrivere- tutte le vostre «troia di merda», i vostri «figlio di puttana», i vostri «devi morire». Quando la finirete di dire «Ma sì, io scherzavo» dopo essere stati capaci di scrivere «non meriti di esistere»? Quando la finirete di ridere, e di ridere così forte, quando passa la ragazza grassa, quando la finirete di indicare col dito il ragazzo “che ha il professore di sostegno”, quando la finirete di dividere il mondo in fighi e sfigati? Che cosa deve ancora succedere, perché la finiate? Che cosa aspettate? Che tocchi al vostro compagno, alla vostra amica, a vostra sorella, a voi? E poi voi. Voi genitori, sì. Voi che i vostri figli sono quelli capaci di scrivere certi messaggi. O quelli che ridono così forte. Quando la finirete di chiudere un occhio? Quando la finirete di dire «Ma sì, ragazzate»? Quando la finirete di non avere idea di che diavolo ci fanno otto ore al giorno i vostri figli con quel telefono? Quando la finirete di non leggere neanche le note e le comunicazioni che scriviamo sul libretto personale? Quando la finirete di venire da noi insegnanti una volta l’anno (se va bene)? Quando inizierete a spiegare ai vostri figli che la diversità non è una malattia, o un fatto da deridere, quando inizierete a non essere voi i primi a farlo, perché da sempre non sono le parole ma gli esempi, gli insegnamenti migliori? Perché quando una ragazzina di dodici anni prova a buttarsi di sotto, non è solo una ragazzina di dodici anni che lo sta facendo: siamo tutti noi. E se una ragazzina di quell’età decide di buttarsi, non lo sta facendo da sola: una piccola spinta arriva da tutti quelli che erano lì non hanno visto, non hanno fatto, non hanno detto. E tutti noi, proprio tutti, siamo quelli che quando succedono cose come questa devono vedere, fare, dire. Anzi urlare. Una parola, una sola, che è: «Basta!».

 

*(Fonte: pagina FB del prof. Enrico Galiano di Pordenone www.facebook.com/enrico.galiano) 

Riparte il Palaiseo

Da mercoledì 10 febbraio è riaperta ufficialmente la Piscina Iseo, dopo quasi un anno e mezzo di chiusura, dovuta a lavori di rinnovamento. Presenti all’evento gli assessori del Comune di Milano, Chiara Bisconti e Marco Granelli, e la presidente del CdZ 9 Beatrice Uguccioni. Per festeggiare è stata offerta, per questa prima giornata, la possibilità di nuotare gratuitamente. È un bene che questa struttura sia stata riaperta, perché uno spazio comune per divertirsi e svolgere attività ricreative non poteva rimanere chiuso. Tutti noi ci auguriamo che prenda di nuovo piede nel quartiere, perché restituisce vita alla Zona, sperando che sia trattato bene anche da noi utilizzatori, nel rispetto verso di noi stessi e verso chi si è impegnato a restituircelo.

 

Alessia De Mattia, 13 anni

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