Se fossi le nazioni                        Semiserie considerazioni, in forma di versi di un ragazzo di 12 anni

Se fossi la Francia smetterei di fare la vanitosa.

Se fossi la Germania smetterei di essere così severa.

Se fossi la Siria smetterei immediatamente la guerra.

Se fossi la Gran Bretagna voterei no brexit.

Se fossi la Costa d’Avorio non farei lavorare i bambini.

Se fossi i Paesi Bassi smetterei … di fumare qualsiasi cosa.

Se fossi l’America guarirei tutti senza alcuna distinzione.

Se fossi la Cina smetterei di copiare e comprare tutto.

Se fossi Malta (così poco accogliente) mi vergognerei.

Se fossi la Spagna abolirei la corrida.

Se fossi il Brasile smetterei di festeggiare così tanto.

Se fossi la Mongolia… cambierei il nome.

Se fossi la Svizzera non sarei poi così preciso.

Se fossi l’Italia sarei una nazione un po’ più seria.

 

Luca Rotunno

Andrea Pellegrini                        Assessore Municipio 9 alla Sicurezza, Cura del Territorio, Sport e tempo libero, e Turismo

La nostra Redazione ABCJunior -che si riunisce quasi tutti i mercoledì presso la Biblioteca Cassina Anna di Bruzzano- ha intervistato l’assessore Andrea Pellegrini, che ha risposto gentilmente e in modo esauriente alle domande poste sulle funzioni del Municipio 9 e sullo svolgimento delle sue deleghe in Giunta.

 

Assessore Pellegrini, come funziona il Municipio e come è cambiato rispetto al vecchio Consiglio di Zona?

Il Municipio è un organismo di governo di una porzione del territorio comunale ed è costituito da una parte amministrativa e da una parte politica. Mentre la prima -composta da impiegati e funzionari amministrativi- svolge le attività di gestione ordinaria secondo le direttive degli uffici centrali del Comune, la parte politica è eletta dalla cittadinanza e nell’ambito delle sue prerogative collabora con il Comune in vario modo: raccoglie le istanze dei cittadini, promuove e patrocina iniziative sportive, ludiche e sociali, che si tengono nel territorio di competenza, sollecita l’intervento degli assessori comunali per la risoluzione delle criticità rilevate.

Quali sono i confini del Municipio 9 e di cosa si occupa?

Il Municipio 9 comprende un vasto territorio che abbraccia i quartieri Bruzzano, Isola, Bicocca, Niguarda, Comasina, Bovisasca, Pratocentenaro (ma anche Affori, Montalbino, Segnano, Testi-Zara, Dergano e Derganino, Porta Nuova, Garibaldi, ndr); il Consiglio di Municipio (la parte politica) è composto da 31 consiglieri compreso il Presidente di Municipio 9. Rispetto al vecchio Consiglio di Zona 9, il Consiglio di Municipio è una struttura più snella con 31 consiglieri rispetto ai 41 del CdZ. Ha però ampliato le proprie prerogative (con la manutenzione diretta del verde, la gestione completa degli spazi multi uso, l’edilizia scolastica, la sicurezza) e collabora direttamente con il Comune mediante lo strumento della delibera. Tuttavia la riforma non può dirsi compiutamente realizzata secondo l’intento originario di una più completa autonomia decisionale e di azione, in quanto per il momento il Municipio spesso delibera di chiedere al Comune la realizzazione di qualcosa, perché non ha facoltà di gestire in modo diretto, essendo in molti ambiti dipendenti dagli assessori comunali.

In cosa consiste la Giunta della quale Lei fa parte, come funziona?

La Giunta di Municipio è l’organo esecutivo ed è costituita da tre assessori nominati dal Presidente del Municipio; delibera proposte presentate dagli assessori sulle materie a loro delegate e successivamente inviate agli assessori competenti comunali per la loro eventuale attuazione. Realizza gli indirizzi generali stabiliti dal Consiglio di Municipio, collabora con il Presidente col quale predispone il programma e la previsione annuale e triennale, in cui vengono individuate le risorse finanziarie necessarie per le funzioni attribuite o delegate al Municipio dal Consiglio Comunale, propone la destinazione delle entrate derivanti da concessioni temporanee di orti e di locali municipali (spazi multiuso) o da sponsorizzazioni per eventi o attività organizzate dal Municipio, promuove iniziative per favorire la partecipazione dei cittadini alle scelte importanti per la comunità e per informarli circa le principali attività e deliberazioni. Sono inoltre attive sei commissioni istruttorie composte dai commissari (consiglieri municipali), che rappresentano tutte le forze politiche e valutano linee di indirizzo da proporre al Consiglio di Municipio.

Quali sono le cose di cui lei si occupa?

Le deleghe a me assegnate sono la sicurezza, la cura del territorio, sport, tempo libero e turismo. Ma la delega più impegnativa è quella relativa alla sicurezza, in quanto negli ultimi tempi la situazione è nettamente peggiorata per le rapide trasformazioni della società e della crisi economica ancora, in larga parte, in atto e non solo in Italia. Per questo sono in costante e diretto contatto con il Comando della Polizia Locale, i commissariati di zona e le caserme dei Carabinieri, ai quali invio richieste di intervento e segnalazioni inerenti alle criticità anche delicate. Come assessore municipale ho presentato alcune proposte di delibere per contrastare alcune situazioni di disturbo della quiete pubblica o di degrado nei quartieri del nostro Municipio, come ad esempio: la richiesta al Comune di installare portali per impedire l’accesso di camper o roulotte di nomadi nei parcheggi comunali (Cimitero Bruzzano, via Pasta, via V. da Seregno, via Racconigi, largo Missionari Comboniani); la richiesta di messa in sicurezza dell’area ex Manifattura Tabacchi; la richiesta al Comune di incrementare il personale di sicurezza per rafforzare il presidio e il controllo nei parchi e nelle aree urbane; la richiesta di istituzione di un nucleo agenti di PL per pattugliamenti durante la notte nel periodo primavera ed estate per contrastare i reati e gli atteggiamenti incivili e i danneggiamenti nelle aree pubbliche a verde. Per lo sport e il tempo libero, cerco di promuovere iniziative che valorizzino lo sport nelle scuole e nei quartieri, organizzando anche eventi e manifestazioni aperti alla cittadinanza, in collaborazione con associazioni ed enti sportivi. In merito alla cura del territorio, svolgo funzione di raccolta delle segnalazioni dei cittadini relative a degrado o abbandono di rifiuti ed inoltro richiesta ad Amsa per un immediato intervento di bonifica o, se il caso, agli Enti preposti alla cura del territorio. Infine, per il turismo mi impegno a valorizzare le bellezze del nostro Municipio, come Villa Clerici ad esempio, cercando di realizzare manifestazioni o eventi con l’emissione di bandi per la scelta dei soggetti (operatori o associazioni) che li organizzino.

Quale è la situazione dei nostri quartieri e le problematiche riguardanti la sicurezza e l’ambiente?

Il territorio del Municipio 9 è molto vasto con quartieri che hanno problematiche diversificate; tuttavia la sicurezza è una criticità che li riguarda tutti ed è purtroppo sempre più attuale. Furti, aggressioni, scippi e rapine sono infatti purtroppo in aumento, come anche le truffe e i raggiri a danno degli anziani, lo spaccio di sostanze stupefacenti, i bivacchi di nomadi, il degrado e l’abbandono di rifiuti per la città. Inoltre, molte persone senza fissa dimora o occupazione stabile vagabondano incontrollate nei quartieri, nei parchi e giardini pubblici del nostro Municipio 9, non sempre con buone intenzioni. In generale, pertanto, è necessario intensificare i controlli e i presidi, così da rendere più sicuro il territorio.

Quali sono le attività del tempo libero più frequentate?

Le attività del tempo libero più frequentate sono in genere quelle rivolte a persone anziane, perché dispongono di molto tempo libero da impiegare utilmente. Perciò molto “gettonate” sono le iniziative di musica, ginnastica dolce, ballo liscio e manifestazioni teatrali e culturali, patrocinate dal Municipio 9, spesso frequentate da persone anziane anche per avere occasioni di socializzazione e attività ricreative, molto importanti per la terza età.

 

La Redazione ABCJunior

ABC Junior intervista la “Pace”

Abbiamo intervistato Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo, appena ritornato da Stoccolma all’indomani della cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Pace 2018 a ICAN-International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, di cui Senzatomica e Rete Italiana per il Disarmo sono partner in Italia. «C’erano almeno 250 campaigner (attivisti, ndr) di ICAN, persone da tutto il mondo, in rappresentanza delle varie realtà locali, che hanno supportato la campagna; stiamo sfruttando questo appuntamento come momento di lavoro per programmare le future attività; il Nobel è un riconoscimento importante, ma il lavoro da fare è ancora tanto».

In cosa consiste il vostro impegno?

Dobbiamo cercare di conoscere oggettivamente tante realtà, capire dove sono le fabbriche di armi e da dove vengono i soldi che servono a crearle, capire come far fronte a questo importante e tragico problema. Una cosa molto importante, se si vuole agire efficacemente, è il collegamento con realtà simili in tutto il mondo, cioè costruire contatti internazionali a livello europeo e mondiale. Ed è per tutto questo che ICAN è stata insignita del Premio Nobel per la Pace 2018. Collegata a ICAN agiscono Senzatomica e Rete Italiana per il Disarmo come partner in Italia. La nostra rete fa parte di tante campagne: quella contro le mine, quella contro il commercio delle armi nucleari, quella contro il traffico delle armi in genere.

Come si opera in un’organizzazione come la vostra?

Ci sono quelli che sono più bravi ad agire, a studiare, a mobilitarsi. Poi ci sono quelli che sono più bravi a raccontare, come fate voi che siete giovani giornalisti, a parlare con i media che ascoltano quello che abbiamo da dire e che poi riportano le notizie in maniera corretta, perché le tematiche di cui ci occupiamo non sono facili e capita, se non si è molto interessati, di scrivere senza approfondire. Il rischio però è -se lo si fa su tematiche complesse e importanti- di sbagliare tanto, e come avranno spiegato anche a voi che scrivete per ABC, scrivere bene richiede studio e tempo. Cerchiamo di spiegare i nostri contenuti a giornali, radio e TV, perché raccontino quello che succede in questi paesi.

Quali sono i Paesi maggiormente colpiti?

I paesi maggiormente coinvolti in queste tragedie sono la Siria e lo Yemen. In Yemen in particolare c’è una spaventosa tragedia umanitaria, le bombe distruggono gli ospedali e nei paesi in guerra la prima cosa che salta è l’acquedotto. Infatti, la cosa più importante che manca alla gente in guerra è l’acqua: quindi immediatamente prendono piede malattie e malnutrizione. La maggioranza delle persone che muoiono nelle guerre non sono quindi i militari ma i civili, la maggior parte dei quali muoiono per le ferite e le malattie che non possono essere curate. Oltre allo Yemen e alla Siria, altre zone di guerra sono l’Africa centrale, meridionale e subsahariana, dove oltre alle guerre ci sono tanti morti dovuti alla criminalità.

Dopo tanti anni ha capito quali sono le cause principali delle guerre?

Pensiamo che la guerra sia un sistema, un sistema fatto di scelte politiche che la favorisce. Immaginate per esempio che il sistema che forma la vostra classe o la vostra famiglia sia strutturato per dialogare e per attutire le differenze: con un simile sistema quasi mai litighereste. Il sistema guerra agisce in situazioni di criticità, di povertà nel quale ognuno usa il metodo dei litigi per far prevalere i propri interessi. Quello della guerra è quindi un sistema che ha necessità di tante armi e di eserciti, ci sono e per questo si usano. Faccio sempre questo esempio: se vuoi dovete mettere una vite nel muro e non avete il cacciavite e le tenaglie, ma il martello, martellerete la vite come se fosse un chiodo, ma non è il modo giusto di piantarla nel muro. Se invece avete a disposizione solo il martello, lo userete per fare qualsiasi cosa. Quello che dovremmo fare noi per evitare i conflitti è creare gli strumenti giusti per gestire le situazioni problematiche.

L’Italia come si posiziona in questo ambito?

L’Italia, purtroppo, è uno tra i più importanti paesi produttori ed esportatori di armi. I paesi in guerra, come l’Arabia Saudita e altri, stanno bombardando lo Yemen e distruggono ospedali, scuole, colpiscono le popolazioni civili. Quello che noi chiediamo è che si utilizzino le risorse anche di ingegno delle persone non per produrre armi, ma per inventare una nuova macchina che salva la vita, per costruire le scuole, cose molto più utili e molto più preziose.

Abbiamo letto che avete presentato un esposto in Procura a Roma e in altre città italiane, con il quale si chiede di verificare l’esistenza di reati per la fornitura di armi all’Arabia Saudita, che è in guerra con lo Yemen.

Noi ci proviamo tutti i giorni e l’esposto ne è un esempio; cerchiamo di fare tutto quello che è necessario e che si può fare. Ci sono circa 7.000 armi nucleari nel mondo che, se venissero usate, lo distruggerebbero 50 volte. Noi cerchiamo di farle mettere al bando e ogni tanto ci riusciamo. Quest’anno il Nobel per la Pace hanno deciso di darlo alla nostra rete. Stiamo cercando di fermare le guerre convincendo i governi e la politica, cioè quelli che decidono. Ma dobbiamo convincere anche le persone, perché infine chi decide opera in base a cosa gli dice il proprio elettorato.

Si può fare qualcosa per provare a fermarle?

C’è una legge italiana che dice che non si possono mandare armi dove c’è una guerra; abbiamo fatto partire un’inchiesta che è ancora in corso, stiamo cercando di capire a che punto è. Una delle persone per noi di riferimento, di cui avete sentito parlare, è il Mahatma Ghandi, che diceva «pensa globalmente ed agisci localmente». La responsabilità è la cosa più importante che c’è, ciascuno deve fare la propria parte, indipendentemente da quello che fanno gli altri, se penso non sia giusto, e che sia importante, io le armi non le mando.

Lo scorso 27 ottobre il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rimandato in Parlamento una proposta di legge riguardante le mine antiuomo, ci può spiegare?

Il Presidente della Repubblica ha facoltà, una volta sola, di rimandare indietro una legge perché secondo lui non è aderente alla Costituzione. La legge rimandata alle Camere conteneva una norma contenente delle disparità nell’attribuzione delle pene.

Redazione ABC Junior

 

Lucrezia Tognoni, Margherita Pittella, Rebecca Gensabella, Nor Hamed, Mohamed Elshewy, Francesca Passoni