Intervista raccolta il 17 maggio scorso presso la scuola elementare Pareto di via Magreglio, nel quartiere Gallaratese, in occasione della costruzione di un Orto Sinergico. L’iniziativa, caldeggiata dalle insegnanti e sostenuta pienamente dal dirigente scolastico dott. Angelo Lucio Rossi, è stata realizzata con l’aiuto dei bambini e sotto la guida attenta di Pary Burlando.

Orti Sinergici

Un metodo naturale e in economia di produrre cibo

Tutto ciò che non sappiamo su questa modalità di coltivazione, vecchia come il mondo, lo chiediamo a Pary Burlando, architetto ma oramai appassionata esperta e conoscitrice della materia, che ci racconta in modo naturale tutti i segreti, regalandoci nel contempo una dimostrazione pratica della sua realizzazione, sviluppata nell’arco di qualche ora nel giardino della scuola.

«L’orto sinergico è un modo di coltivare la terra che imita i sistemi naturali. Infatti vediamo che in natura le piante vivono tutte insieme, si aiutano e si difendono tra loro e riescono a creare un equilibrio tale per cui tutto prospera. Nell’orto sinergico noi facciamo la stessa cosa: trapiantiamo e seminiamo piante che stanno bene vicine. Ad esempio mettiamo pomodori, melanzane e peperoni, le solanacee, che hanno bisogno di azoto e vicino seminiamo fagioli, fagiolini, fave e piselli, le leguminose che fissano l’azoto nel terreno».

 

E quindi non c’è bisogno di tutti quegli interventi chimici che un po’ intossicano i prodotti?

Non si usa nulla di chimico né come fertilizzanti né come antiparassitari perché le piante stesse fertilizzano il terreno per mezzo dei loro essudati radicali, inoltre si aiutano a vicenda e si difendono dai parassiti. Si imita semplicemente la natura, ad esempio il bosco e gli altri sistemi naturali. Per fare questo la terra dove coltivare non deve essere calpestata, deve essere morbida e ricca di radici. Si creano perciò delle aiuole, dette bancali, in sostanza si tratta di cumuli di terra alti circa 45 centimetri su cui coltiveremo senza più zappare e rivoltare il terreno. Queste aiuole verranno colonizzate con piante di diverso tipo, le cui radici penetrando nella terra aiuteranno a mantenerla idratata e morbida. Per fare questo saremo aiutati anche dai lombrichi che scavano gallerie e, con il loro continuo scavare, fanno un po’ quello che fanno gli uomini con la zappa ma in modo più gentile e senza disturbare i microrganismi che vivono nel terreno. Inoltre lo rendono fertile e produttivo. Un altro passaggio importante è che la terra non deve essere mai nuda: la terra nuda è sterile, la terra sterile è il deserto. Il bosco ad esempio è coperto di foglie, il prato copre la terra e così anche nell’orto sinergico la terra, il bancale, deve essere sempre coperto da materiale organico, come la paglia, il fogliame, l’erba secca, in questo modo si mantiene l’umidità evitando l’evaporazione. Sotto la paglia, a contatto con il terreno, viene inserito un sistema di irrigazione a goccia, che garantisce un’idratazione profonda del terreno, mentre la coltre vegetale, chiamata pacciamatura, evita la dispersione dell’umidità.

 

La perplessità, un po’ di tutti, è che la paglia o le foglie secche possano facilitare lo sviluppo di eventuali incendi soprattutto nella stagione calda e secca.

Oggi abbiamo ultimato un piccolo orto sinergico completo e abbiamo usato la paglia per ricoprirlo. Nel giro di poco le piante cresceranno e in breve la paglia non si vedrà quasi più perché ricoperta da vegetazione. Ricordiamo inoltre che la pacciamatura serve a mantenere l’umidità e che sotto di essa la terra è sempre umida, perciò non c’è alcun rischio di incendio. Piano piano la pacciamatura si degraderà e aiuterà la fertilità della terra. Quando raccoglieremo i prodotti dell’orto, tutto quello che non servirà a noi verrà lasciato sul bancale e incrementerà la copertura vegetale.

 

Che cos’è invece la permacoltura?

La permacoltura è un metodo, un sistema di progettazione che parte dall’osservazione dei sistemi naturali per creare sistemi sostenibili, può essere applicato a vari livelli: dall’orto ad un eco-villaggio, all’orto sul balcone, a una città, a una scuola, a un sistema sociale.

L’Orto Sinergico rappresenta un sistema permacolturale perché le energie che entrano, come l’acqua, vengono utilizzate al meglio e non sprecate. Tra le piante si crea inoltre una sinergia per cui queste si aiutano e difendono, intrecciando i bisogni di una con le risorse dell’altra. Questo sistema di progettazione si è sviluppato grazie a Bill Mollisono e David Holmgren, due agronomi australiani che negli anni ‘80 hanno iniziato a studiare un modo di produrre cibo in abbondanza imitando i sistemi naturali in cui tutte le energie sono utilizzate al meglio e la biodiversità crea ricchezza ed equilibrio.

In sostanza si tratta di progettare un sistema intelligente, produttivo e sostenibile. Si fonda su tre principi fondamentali: il rispetto dell’uomo, il rispetto dell’ambiente e la sostenibilità. Questa parola significa non essere avidi delle risorse disponibili, soprattutto di quelle limitate, in modo da lasciarne anche per chi verrà dopo di noi. Questa attenzione per i bisogni della terra e delle future generazioni può veramente aiutare a cambiare il mondo, da anni si sta diffondendo ovunque per creare degli insediamenti che funzionino e per recuperare la fertilità della terra ad opera di persone che hanno una stessa visione: creare un modo di vivere in armonia con l’ambiente.

 

Oltralpe immagino che la situazione sia molto diversa e siano molto avanti.

Nei paesi anglosassoni ma soprattutto in Australia stanno facendo delle cose incredibili già da anni. Ad esempio c’è una icona della permacoltura, Geoff Lawton, (www.geofflawton.com), che per mezzo di questo sistema di progettazione è riuscito in pochi mesi a trasformare una terra assolutamente sterile e completamente salina, come può essere quella in Giordania in un’area vicino al Mar Morto e su cui peraltro era stato sperimentato ogni tipo di concime e fertilizzante, in una in cui crescono piante da frutto di ogni tipo. Anche in Italia ci sono delle esperienze interessanti. Il segreto comunque è che quanto più si colonizza con le piante il terreno, tanto più l’umidità viene trattenuta e ancor di più si sviluppa quella sinergia che porta poi alla fertilità.

 

È possibile applicare questo sistema alle grandi colture in vista di una produzione industriale?

Ci sono già delle sperimentazioni nei paesi anglosassoni, dove si stanno producendo anche dei macchinari adatti che non vangano più il terreno, in modo da non disturbarlo più una volta che è preparato. Per cui la chimica alla fine non è assolutamente necessaria.

 

 

© Riproduzione riservata Alida Parisi

Quando è nata l’idea di un Orto Sinergico


In una sera di novembre, in una sala di Villa Litta, Cristina Mirra e Pary Burlando, dell’Associazione Metaeducazione, dopo un pomeriggio trascorso ad aiutare i ragazzi nei compiti, hanno accarezzato il sogno di riportare l’agraria nelle scuole, insegnare ai bambini, oltre che con le nozioni attraverso l’esperienza diretta. Dice Cristina: «Vorremmo insegnare ai ragazzi ad aver cura di qualcosa, ad osservare quotidianamente la natura comprendendone profondamente i meccanismi, dalla consapevolezza nasce anche il rispetto».

Con il tempo ed il lavoro, il sogno si è trasformato in progetto, patrocinato da ABC, dall’Associazione Amici di ABC, dal CdZ 9, da Padiglione Italia Expo 2015, dall’Associazione Quartieri Tranquilli e dall’Associazione Metaeducazione.

In questi mesi già alcune scuole hanno scelto di impiantare un orto sinergico nella propria.

 

 

© Riproduzione riservata Alida Parisi