Parco Nord

Il presidente Roberto Cornelli in Municipio 9

Si parla spesso dell’importanza dell’ecosostenibilità e della tutela delle aree verdi. Ci vogliamo aggregare alla discussione in una prospettiva più territoriale. E quale modo migliore per parlare di verde, se non facendo riferimento del parco più grande che possiamo trovare all’interno del Municipio 9, il Parco Nord. Con riferimento all’interessante intervento del presidente dell’ente, Roberto Cornelli, avvenuto in febbraio presso il Consiglio del Municipio 9, abbiamo potuto farci un’idea dei principali temi e problemi che riguardano una realtà locale che spesso non viene presa abbastanza in considerazione. Nel corso del suo intervento, Cornelli ha elencato otto cruciali punti su cui si svilupperà l’impegno futuro della sua amministrazione. Li elenchiamo qui brevemente: 1) collegare le aree verdi intorno a Milano per creare un unico grande “parco metropolitano”; 2) valorizzare il lavoro interno al Parco; 3) estendere le qualità del Parco alle aree di degrado ancora presenti all’interno di esso (con particolare riferimento alla zona circostante via Giuditta Pasta); 4) sviluppare le piste ciclabili in connessione con quelle già presenti all’esterno; 5) consolidare i rapporti con le associazioni, le aziende e più in generale con i cittadini; 6) rafforzare la biodiversità; 7) realizzare eventi che favoriscano l’aggregazione e la diffusione della cultura; 8) rafforzare l’identità del Parco per renderlo un luogo appetibile per i turisti in visita a Milano.

Successivamente la parola è passata ai membri del Consiglio del Municipio 9 che hanno espresso dubbi e perplessità riguardo alcuni argomenti spinosi per il Parco Nord. Il tema delle critiche maggiormente trattato è stato senza dubbio quello della sicurezza. Alcuni consiglieri, fra cui lo stesso assessore alla sicurezza Andrea Pellegrini, hanno denunciato la necessità di una maggiore collaborazione con la Polizia Locale per controllare il Parco ed evitare atti di vandalismo o di disturbo della quiete pubblica, che rappresentano un problema importante. Sono poi stati fatti notare alcuni disagi dovuti alla mancanza di illuminazione nelle zone limitrofe del Parco come ad esempio quella che costeggia la stazione ferroviaria di Bruzzano.

La risposta di Cornelli non si è fatta attendere. Il presidente ha fatto notare come, nonostante vi sia effettivamente bisogno di sistemi di illuminazione in alcune aree poco sicure, essi non possono essere installati poiché il Parco Nord è a tutti gli effetti un parco naturale e la fauna ne risentirebbe in modo negativo. Per quanto riguarda la sicurezza, la strategia è quella di agire per vie trasversali, eliminando quelle che lui stesso definisce “zone grigie”, ossia aree in cui permane uno stato di degrado generale.

Un discorso a parte va invece fatto per la questione del Seveso. I problemi che il fiume ha causato nel corso degli anni sono ben noti a tutti, fra esondazioni fin troppo frequenti e inquinamento. Cornelli, forse per evitare polemiche e contestazioni, ha fin da subito affermato come in realtà il controllo e la cura del Seveso non siano una competenza diretta del Parco Nord che si è impegnato a collaborare alla sistemazione degli argini avvenuta negli ultimi mesi. A quanto pare gli interventi sul corso d’acqua rientrerebbero nelle possibilità e nei doveri dei Comuni attraverso cui esso passa, compreso lo stesso Comune di Milano. Non sono però chiare le dinamiche con cui si potrebbe andare ad agire concretamente. Ad aggravare la situazione ha poi contribuito una lettera dell’Associazione Amici Parco Nord, emanata in data 31 marzo, che ha denunciato la presunta presenza di 1420 scarichi abusivi nel fiume ed ha vivacemente esortato le autorità preposte ad intervenire in tutela del territorio e dei cittadini.

Posto che non rientra nella nostra intenzione fare polemica contro nessuno (ABC, negli anni, ha dedicato ampio spazio a questo tema), sosteniamo comunque la richiesta di fare chiarezza sulla questione in quanto abbiamo a cuore la cura del nostro territorio e la salute dei nostri cittadini. Tornando invece all’intervento di Cornelli, nel corso della discussione è venuto a crearsi un clima di tensione, a nostro parere ingiustificato, che non ha portato nella giusta direzione, ossia quella di una pacifica collaborazione fra Municipio 9 e Parco Nord.

Come specificato all’inizio del suo discorso dal presidente, il Parco Nord è un parco di Milano e non dei Comuni limitrofi e in quanto tale deve essere sostenuto da un impegno congiunto. Per quanto le critiche e le problematiche denunciate da alcuni consiglieri siano concrete ed oggettive, forse sarebbe stato opportuno mostrare un’apertura maggiore verso le entità amministrative del Parco, offrendo un supporto da parte del Municipio che per certi versi sembra essere ancora insufficiente. In generale vi è probabilmente la necessità di cambiare prospettiva su quella che è a tutti gli effetti una risorsa molto importante, non solo per il Municipio 9, ma per tutta Milano. Sorvolando sugli ovvi effetti positivi che un parco naturale di tali dimensioni può avere sul benessere e sulla salute dei cittadini, il Parco Nord può e deve diventare un luogo simbolo della nostra città, sia dal punto di vista dell’attrattività che da quello culturale. Per fare in modo che questo accada bisogna necessariamente partire dai cittadini, educandoli ad un maggiore cura per l’ambiente in cui vivono e rafforzando il legame fra loro ed il territorio. Da questa collaborazione, che rientrerebbe negli interessi di tutti, il Municipio non deve assolutamente esimersi.

 

Niccolò Mangone

Iniziate le opere per l’illuminazione del Parco di Villa

Riportiamo con soddisfazione la notizia dell’inizio dei lavori per la realizzazione dell’illuminazione del Parco di Villa Litta di Affori e l’installazione delle previste telecamere, che ne aumenteranno la fruibilità anche nelle ore serali. Con un nostro servizio apparso sul numero di ABC del marzo 2017, riferivamo del sopralluogo fatto dai tecnici comunali e di A2A e lo stesso 21 marzo con gli assessori comunali Granelli e Rabaiotti e con il presidente del Municipio 9, Lardieri. I lavori della posa delle tubazioni e della dorsale elettrica, che interesseranno tutto il perimetro del Parco (vedi planimetria in pagina), termineranno (speriamo) nel maggio di quest’anno e a seguire l’infilaggio dei cavi e della posa dei lampioni. Tutto a tempo di record: nel giro di un anno preciso tra progetto e appalto dei lavori.

 

Intanto sono state impiantati nuovi alberi, formate nuove aiole e un ulteriore giochi bambini e l’area Parco si è allargata oltre le vecchie mura a nord fin sotto il nuovo condominio ormai in parte già abitato. Con il prossimo numero forniremo ulteriori informazioni.

Sportello Educazione e Sicurezza - Una stanza tutta per noi

Con il contributo del Municipio 9

«Sono stata ipocondriaca anni fa, non smettevo di fare visite e sentirmi malata, fino a quando un giorno nella mia vita è esplosa la passione: ho cominciato a far vivere i miei desideri profondi, a renderli concreti. Le idee per progettarli hanno trasformato il tempo della paura in tempo dedicato a fare ciò che amo. I pensieri legati alla paura di ammalarmi sono diminuiti fino a scomparire, perché ha preso il sopravvento un pensiero non solo diverso ma immensamente più forte e predominante sugli altri, che ha cambiato la percezione del mio passato: me lo fa rileggere in modo diverso, mi fa tornare indietro senza tristezza e mi ha trascinata prepotentemente via da quelle vecchie paure. Oggi guardo alla paura di ammalarmi con coraggio, sorridendone. Il mio maestro di arti marziali Enzo Rossi diceva sempre che le emozioni e i sentimenti presenti in ognuno di noi sono presenti anche in tutti gli altri, ma distribuiti in modo diverso: impararne l’alfabeto e comprenderli nel profondo è il primo passo per modificarli per sempre».

Questa è la mia esperienza e lo Sportello Educazione e Sicurezza - Una stanza tutta per noi vuole essere una lettera aperta per capire come trasformare ciò che ci fa soffrire in qualcosa che possa invece portare nutrimento e crescita alla nostra vita e che ci permetta anche di creare una rete di collaborazione nei nostri quartieri, un vero e proprio Centro d’ascolto per la città.

Allo Sportello Educazione e Sicurezza, attivo dal 27 settembre, parleremo insieme del mondo della scuola e dell’educazione, affronteremo i temi legati alla fobia scolare, le difficoltà di apprendimento (DSA) e l’orientamento per la scelta della scuola superiore, ci confronteremo nell’ambito delle relazioni personali (prevaricazione, bullismo, cyberbullismo), familari, sociali, culturali (immigrazione ed emarginazione), offriremo assistenza nella preparazione del  curriculum ed orientamento al lavoro.

Cristina Mirra

 

Sportello Educazione e Sicurezza - Una Stanza Tutta Per Noi, ogni mercoledì dalle 18 alle 20 presso la Redazione di ABC - via Osculati 5 - 20161 Milano.

 

Per informazioni e appuntamenti in altri giorni e orari tel. 366.2601354, e-mail: info@metaeducazione.it.

Tutti i Municipi saranno cardio protetti

Al Municipio 9 il primo defibrillatore salvavita donato dall’associazione “In campo con il cuore”

Da giovedì 26 ottobre tutti i Municipi di Milano sono “cardio protetti”. Si è cominciato dal Municipio 9 dove, in via Guerzoni 38, si è tenuta la posa del defibrillatore salvavita di ultima generazione donato dall’associazione In campo con il Cuore, che già aveva fatto lo stesso con le altre amministrazioni decentrate del Comune. Alla cerimonia, che chiude le iniziative della Settimana europea per la rianimazione cardiopolmonare, hanno partecipato il presidente del Consiglio Comunale Lamberto Bertolè, il presidente del Municipio 9 Giuseppe Lardieri, il direttore di AREU 118 Niguarda Giovanni Sesana e i vertici di In campo con il Cuore con il suo presidente Gianfranco Fasan. Il defibrillatore verrà posizionato all’ingresso della direzione del Municipio. Nella parte sottostante del totem, la grafica descriverà le fasi di manovra del soccorso cardiopolmonare riportate in italiano e inglese e redatte con la collaborazione di AREU 118 Lombardia. «Milano sta diventando una città più sensibile, informata e preparata al primo soccorso, la cui precocità di intervento è decisiva per salvare la vita a chi ha un malore dovuto a problemi cardiovascolari», commenta il presidente del Consiglio Comunale Bertolé. Ad oggi sono stati donati alla Città e posati oltre 20 defibrillatori, tra cui il recente totem telecontrollato 24 ore al giorno al Parco Sempione. Info www.incampoconilcuore.it.

G.R

Milano nel futuro - Scali ferroviari

Sottoscritto l’accordo per il grande piano di riqualificazione delle sette aree dismesse

Il 22 giugno scorso è stato firmato l’Accordo di programma presso lo Scalo Farini, da Comune di Milano, Regione Lombardia, Ferrovie dello Stato Italiane, con Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani, e Savills Investment Management Sgr (proprietaria di una porzione di area all’interno dello Scalo Farini). L’Accordo interessa tutte le strutture ferroviarie dismesse della città e riguarda la riqualificazione dei sette scali, che insieme occupano una superficie di 1.250.000 mq, di cui circa 200.000 rimarranno a funzione ferroviaria. L’Accordo recepisce le richieste indicate lo scorso novembre dal Consiglio Comunale e dalle istanze emerse durante il lungo percorso di partecipazione e di dibattito pubblico che ha visto il coinvolgimento di oltre 60.000 persone e dei rappresentanti del Municipio 9 (maggioranza e opposizione) con in testa il presidente Giuseppe Lardieri, il quale della materia (Circle Line) è competente essendo un dipendente, in aspettativa, proprio delle FS. «Si tratta del più grande piano di rigenerazione urbana che interesserà Milano nei prossimi 20 anni, uno dei più grandi progetti di ricucitura e valorizzazione territoriale in Italia e in Europa» ci tiene a specificare il sindaco Giuseppe Sala.

Di tutta la superficie di 1.250.000 mq riportiamo di seguito i punti più sensibili e oggetto di discussioni e trattative, tra FS, Comune di Milano e i Municipi interessati. Nei prossimi numeri di ABC ci occuperemo, con l’approfondimento che merita, dell’ormai ex Scalo di via Farini.

Verde e Spazio Pubblico

L’Accordo prevede di destinare almeno il 65% della superficie territoriale totale, pari ad oltre 675.000 mq, ad aree verdi e spazi pubblici. Si tratta di un incremento di circa 130.000 mq rispetto alla precedente ipotesi di accordo. Oltre ai 675.000 mq saranno realizzati circa 200.000 mq di connessioni ecologiche lungo i binari ferroviari, compreso il progetto Rotaie Verdi sulla cintura sud della città e il percorso ciclopedonale lungo i binari in direzione Chiaravalle. Tutti gli scali dovranno avere almeno il 50% delle aree a verde. In particolare, verranno realizzati un grande parco unitario di oltre 300.000 mq allo Scalo Farini, che diventerà così il terzo più esteso della città insieme a Parco Montestella dopo Lambro e Sempione, un parco di 90.000 mq a Porta Romana e un’oasi naturalistica di 140.000 mq (pari al 100% della superficie totale dello scalo) a San Cristoforo.

Circle Line

La realizzazione della Circle Line (praticamente una metropolitana ferroviaria intermilanese) è un elemento centrale per lo sviluppo sostenibile della Città Metropolitana (ex Provincia). Nel prossimo decennio Ferrovie dello Stato Italiane investirà circa 1 miliardo di euro sul sistema ferroviario del nodo milanese. Legati all’Accordo vi sono 97 milioni di euro di investimenti finalizzati alla costruzione e all’ammodernamento delle stazioni lungo la Circle Line. Oltre ai 50 milioni generati dalle plusvalenze (incremento di valore, ndr) che si avranno a seguito dell’alienazione (vendita, ndr) delle aree. Infatti, 22 milioni andranno a finanziare le nuove stazioni di Tibaldi e Romana, 5 milioni integreranno gli investimenti per migliorare l’accessibilità della stazione di Greco Pirelli, 20 milioni saranno destinati alla nuova stazione di Dergano (previo studio di fattibilità) o in alternativa ad un altro intervento sulla linea.

I 50 milioni, garantiti da FS anche qualora le plusvalenze risultassero inferiori, consentiranno di finanziare lo studio di fattibilità per lo sviluppo della cintura nord della Circle Line, che confermerà l’esatta collocazione delle nuove stazioni, costruire la nuova stazione di Stephenson e realizzare i necessari adeguamenti per le stazioni di San Cristoforo, Greco-Pirelli e Romolo. Il 50% delle plusvalenze, che potranno aversi oltre i 50 milioni già citati, inoltre, andranno a finanziare ulteriori interventi sul nodo ferroviario milanese.

Oneri ed Extraoneri

Oltre ai 133 milioni di euro di oneri di urbanizzazione che, secondo le stime, gli operatori dovranno versare all’Amministrazione, sono previsti extra oneri pari a 81 milioni di euro (80 milioni da parte di FS e 1 milione da parte di Savills Investment Managment Sgr) -suddivisi in 46 milioni per la trasformazione di Farini, 30 milioni per Romana e 5 milioni per Porta Genova- destinati alla realizzazione di opere di accessibilità e riconnessione delle aree. Saranno quindi 214 milioni di euro gli investimenti legati all’urbanizzazione delle aree.

Volumetrie

L’Accordo prevede un indice di edificabilità medio dello 0,65 (pari all’Adp 2015), con la ridistribuzione delle volumetrie previste precedentemente al fine di garantire un migliore mix abitativo negli scali di maggior dimensione e la concentrazione degli alloggi nelle aree con maggior disponibilità di servizi e trasporti.

I più e i meno rispetto alla prima proposta. Si costruirà meno a Lambrate (-10.000 mq, riduzione del 30%), a Greco (-4.000 mq, riduzione del 14%) e a Rogoredo (-4.000 mq, riduzione del 20%). L’incremento volumetrico si realizzerà invece allo Scalo Romana (+ 14.000 mq, aumento del 9%) e a Porta Genova (+4.000 mq di edilizia sociale, aumento del 10%).

Funzioni non residenziali. Oltre il 32% delle volumetrie complessive saranno destinate a funzioni non residenziali (uffici, commercio, manifattura, artigianato, logistica, servizi privati e altro). In precedenza il vincolo riguardava solo il 6% delle volumetrie. L’incremento più significativo riguarda gli scali di Farini e Romana, mentre viene confermato il vincolo del 70% di non residenziale a Porta Genova.

Divieti. Confermato il divieto di costruire centri commerciali e grandi strutture di vendita.

Previsioni. Incremento popolazione e fabbisogni. Tutte le previsioni sulle trasformazioni della popolazione milanese degli ultimi 5 anni e le stime sui cambiamenti futuri concordano in un incremento dei cittadini concentrato in particolare nella fascia 20-40 anni. Per rispondere al fabbisogno delle fasce sociali più deboli, almeno il 30% del costruito (di cui 40% in locazione, pari a circa 1.360 alloggi) sarà destinato ad housing sociale (23%) ed edilizia convenzionata ordinaria (7%).

Housing Sociale. Saranno realizzati circa 2.600 alloggi per una superficie di 155.000 mq, di cui 2/3 (100.000 mq) realizzati negli scali centrali di Farini, Romana e Genova. Tra questi, saranno realizzati 370 alloggi a canone sociale di cui 305 a Farini e Romana. Negli scali di Lambrate e Greco, l’housing potrà essere destinato a residenze universitarie.

Edilizia convenzionata. Rappresenta un’ulteriore novità rispetto alle precedenti ipotesi: si tratta di circa 800 alloggi destinati al ceto medio, in vendita, in affitto o in affitto a riscatto, concentrati a Farini e Romana. Esclusa quindi la parte non residenziale, il 44% degli alloggi da realizzare rientrerà nelle categorie di edilizia sociale o convenzionata.

Edilizia residenziale libera. La quota massima prevista per questo settore è limitata al 38% dell’edificabile.

Funzioni

L’Accordo delinea le vocazioni funzionali per i singoli scali previsti nella mozione di iniziativa consiliare e indicate dai Municipi. Si prevede la realizzazione di un’oasi naturalistica a San Cristoforo, funzioni legate alla moda e al design a Porta Genova, un grande parco unitario a Farini, anche con funzioni pubbliche, attività connesse al mondo universitario a Lambrate e Greco, attività di natura culturale e connesse al distretto dell’agricoltura innovativa a Porta Romana.

Abbiamo riportato molto della documentazione in nostro possesso proprio per dare l’idea al nostro lettore dell’ampia visione che l’Accordo tratta. L’assessore alla Mobilità Marco Granelli spiega come la rigenerazione degli scali ricucirà i vuoti urbani tra centro e periferia, creando nuovi quartieri caratterizzati da un misto funzionale e abitativo, un’infrastruttura verde diffusa e un sistema di mobilità sostenibile capillare.

 

Giovanni Russo

A ciascuno il suo Muro

Nasce il nuovo gruppo “Facciamo bella Affori”

A novembre sono stata a Berlino: non era la prima volta che visitavo la città, anzi potrei dire che molti posti mi sono ormai familiari. Eppure anche nella mia ultima visita non ho resistito e sono tornata a vedere ciò che resta di quello che possiamo dire il “Muro” per definizione e in particolare i disegni realizzati dal lontano novembre 1989, cioè dalla data del suo abbattimento e conseguentemente dalla riunificazione delle due Germanie. Molti murales sono andati persi, altri hanno subito sovrapposizioni e interventi che ne hanno deturpato in parte il significato. Alcuni conservano tutta la forza dirompente che li ha prodotti e ancor oggi emozionano, tanto da essere uno dei richiami turistici maggiori della città.

Perché questo ricordo? Forse per dire che nel grande come nel piccolo, nel sommo come nel modesto, le emozioni a volte sono un elemento di spinta che porta a prendere iniziative che mai avremmo immaginato, come è capitato nel caso del gruppo di Facebook a cui abbiamo di recente dato vita. Il nostro gruppo, apolitico e senza fini di lucro, è sorto in modo spontaneo a maggio di quest’anno, ci siamo ritrovati con un comune interesse: eravamo stanchi di vedere un degrado cittadino ormai tanto persistente da dilagare per le strade e soprattutto così invasivo da togliere dignità ad un luogo amato che ci ha visto crescere, conserva le nostre radici, rappresenta un punto di approdo nella nostra vita. Questo luogo è Affori, una zona detta periferica, ma niente affatto abbandonata, parte del Municipio 9 di Milano. Certamente una zona che ha sempre dimostrato una sua vivace personalità, ha coltivato ed evoluto nel tempo e nel rispetto delle tradizioni un ampio ventaglio di arti e mestieri e non ha mai sofferto di un degrado culturale; ne è riprova recente il fatto che il cuore di Affori, Villa Litta ed il suo parco ottocentesco, dopo un restauro delle strutture murarie, sono rifioriti a nuova vita e ad una nuova funzione, cioè essere lo splendido contesto dove officiare matrimoni civili. Ciò che abbiamo visceralmente sentito come non più a lungo sopportabile è rappresentato dalle “aggressioni” ai muri delle abitazioni. In alcune strade, particolarmente prese di mira, le facciate sono quasi totalmente coperte di tag (sigle) e loghi che si accavallano perdendo ogni significato di identità e di contestazione, che è la cifra propria del miglior grafitismo, quasi in una competizione bulimica tra chi compare più spesso e in modo più invasivo. Convinti che criticare e sperare nell’efficacia di azioni repressive non sempre sia la migliore modalità di intervento e sicuramente non l’unica, abbiamo pensato di lanciare un messaggio a chi come noi ama Affori e la vuole bella invitando a intervenire con l’esempio, praticamente riportando ai colori nativi le facciate delle case più ammalorate e, dove possibile, proponendo interventi con forme di arte di strada ben note, quali i murales e i trompe l’oeil. Un chiaro stimolo visivo legato al segno e un’arte collettiva con profonde capacità comunicative e didascaliche che nasce decidendo di uscire dai musei e di vivere nel contesto cittadino e che si fa portavoce di una storia che accomuna ed appartiene a tutti.

Le strade di accesso alla Villa Litta ci sono sembrate il punto di partenza per elezione da cui iniziare con progetti di restauro, ma è sicuramente il muraglione, solitario residuo dalla demolizione delle stalle e dei magazzini della Villa all’ingresso di viale Affori, il principale simbolo di un’impellente necessità di dare bellezza. Ne siamo tanto convinti che non ci ha bloccato neppure la consapevolezza che occorre affrontare questo compito con forze in campo davvero professionali e con i migliori strumenti di lavoro.

Questi interventi per essere realizzati richiedono tempo per le pratiche burocratiche e le approvazioni, ma soprattutto per la raccolta delle forze umane e delle diverse forme di finanziamento necessarie. Ci piacerebbe essere tra chi compirà il miracolo, in particolare del restauro del muraglione, questo nostro piccolo grande muro memoria del passato, e ancora di più vedere la partecipazione dei giovani di Affori, carichi dello stesso entusiasmo che hanno posto nell’abbellire per esempio con murales l’oratorio. Ma chiunque vorrà provarsi a condividere il tema del restauro avrà tutta la nostra collaborazione.

Il nostro indirizzo Facebook è in linea con l’obiettivo che ci siamo posti ed è infatti Facciamo bella Affori. Maria Anna Caracciolo, Ermes Cordaro, Felice Grassi ed Aleandro Rodriguez sono le menti ed il braccio ed è a loro che si devono le proposte fino ad ora messe sul piatto. Ad oggi siamo più di cento iscritti, ne vorremmo avere a fine estate almeno il doppio. Ci carica condividere questo proposito con l’affetto e la collaborazione di tutti e pensare che c’è un sentimento di partecipazione che si va diffondendo. Dovremmo ripeterci come un mantra: «ciò di cui godiamo tutti insieme nel mondo che mi circonda è parte della mia unica vita e deve essere curato come fosse davvero solo mio».

 

Marinella Mandelli

Riaperte ad inizio giugno le piscine

Da sabato 10 giugno sono rientrate in funzione le piscine di Argelati, Romano, Scarioni, Lido e le vasche esterne del Cardellino, Saini e Sant’Abbondio: rimarranno aperte tutti i giorni fino a domenica 27 agosto (esclusi quelli di chiusura settimanale) dalle ore 10 alle 19.

Il prezzo del ticket d’ingresso a validità giornaliera è di 7 euro durante i giorni feriali e di 8 euro in quelli festivi; il ridotto per bambini e ragazzi di età compresa tra i 5 e i 12 anni è rispettivamente di 5 e 6 euro. Con la tariffa famiglia i ragazzi accompagnati dai genitori pagheranno solo 2 euro. L’ingresso per i bambini d’età inferiore ai 5 anni, invece, è gratuito in tutte le piscine gestite da Milanosport. Oltre alle piscine, riaprono anche i solarium delle piscine Arioli, Cantù, De Marchi, Iseo, Mincio, Murat, Procida, Solari e Suzzani.  Il Lido quest’anno rimarrà aperto fino a domenica 3 settembre. Le piscine Carella Cantù di Quarto Oggiaro e Iseo osserveranno orari di apertura più ampi, ma gli orari ufficiali di Milanosport si fermano fino al 23 luglio. E ad agosto?

Per una Milano Democratica e Progressista

Caro Direttore,

usiamo la sua testata tanto popolare nei quartieri della nostra Zona per dare una risposta ad una campagna di denigrazione della destra milanese e, purtroppo, anche di certa stampa  che con faciloneria cavalca l’onda del tanto peggio, che vuol diffamare la Zona 9, ora Municipio 9, per i dieci anni di amministrazione di Centrosinistra in Consiglio di Zona 9, cinque dei quali  (2006-2011) con a Palazzo Marino una giunta espressione del centrodestra che aveva amministrato Milano per quasi  20 anni , e solo gli ultimi 5  governati dalla giunta Pisapia in modo pulito e trasparente, all’insegna dell’onestà.

Il Centrosinistra non ha mai avuto tra le sue file a Milano personaggi discutibili e/o corrotti e ha cominciato a cambiare indubbiamente il volto alla città . Molto è stato fatto e molto c’è ancora da fare, ma la condizione è che la nuova Amministrazione Comunale che si perfezionerà con il ballottaggio del 19 giugno prossimo, possa continuare il suo lavoro e portare a conclusione, partendo dalle periferie, il cambiamento della città.

Sarebbe veramente una brutta storia se Milano, città Medaglia d’oro della Resistenza, avesse amministratori ai vari livelli permeati della cultura della destra più retriva se non xenofoba.

Per questo invitiamo i nostri concittadini ad  andare a votare perché Milano, con la sua specificità, sia  punto di riferimento per un Centrosinistra largo, rinnovato, innovativo, esempio per il Paese.

 

Per questo invitiamo gli elettori a votare per il candidato a sindaco di Milano Beppe SALA che ha dimostrato di essere nel solco di questa visione e di mettere a disposizione della città le sue capacità, in collaborazione con i Consiglieri Comunali neoeletti

 

Circolo PD Gino Giugni

Politica locale

L’addio di Luca Simi dalla politica locale

Quando fare politica significa passione, generosità e cura del bene comune

A Consiglio di Zona 9 ancora vigente (dopo il 5 giugno sarà sostituito giuridicamente e politicamente dal Municipio 9), siamo ancora in tempo per parlare di un personaggio della nostra comunità che, con il suo impegno politico e amministrativo, oltre a quello professionale, ha dato alla crescita della nostra Zona e della nostra Città un apprezzabile contributo, non solo in campo urbanistico ma anche culturale. Stiamo parlando di Luca Simi, architetto, scrittore e appassionato fotografo, ex consigliere di Zona per il PD e presidente della Commissione Territorio a Villa Hanau. Ne parliamo liberamente in questo periodo elettorale non solo perché Simi non è candidato (né per il Comune, né per il nuovo Municipio), ma perché ci ha particolarmente colpito il suo discorso di saluto di fine mandato fatto in CdZ 9, dal quale prendiamo spunto ancora una volta per manifestare la nostra speranza nella buona politica. Infatti, se sotto i riflettori e nella cronaca dei media ci sono solo casi di mala amministrazione e politica corrotta, sono numerosissimi invece i casi di cittadini (a destra e a sinistra) professionalmente e culturalmente preparati, che in modo disinteressato e generoso dedicano fatiche e tempo al bene comune, sottraendolo alle famiglie, agli affetti e agli interessi personali. Riportiamo quindi integralmente il saluto di commiato di Luca Simi perché vogliamo che rimanga sulle nostre pagine, lette anche da numerosi giovani, come traccia di vita vissuta nel sociale e speranza per una società migliore. Per non disperdere il sapere di Luca Simi del nostro territorio, ABC, con i prossimi numeri, si avvarrà della sua collaborazione sia come urbanista che come uomo di cultura.

Gianni Russo

 

 

Il saluto di Luca Simi al CdZ 9

Gentili consiglieri, sono passati oltre ventisei anni da quando sono entrato in Consiglio di Zona 9, un lungo periodo di impegno responsabile come amministratore della nostra Zona, e di cui gli ultimi cinque anni con la responsabilità di presidente della Commissione Territorio; quindi dopo oltre ventisei anni è giunto anche per me il momento di lasciare ad altri il compito di amministrare questa Zona di Milano, oggi finalmente Municipio. Ho immaginato tante volte come chiudere questa esperienza, che ha rappresentato una parte importante della mia vita. Tutte le cose ciclicamente hanno un inizio e una fine. Come primo pensiero desidero dire con estrema franchezza che ricoprire la carica di consigliere di Zona ha rappresentato una delle più significative esperienze della mia vita.

In ventisei anni ho avuto occasione di conoscere e di approfondire importanti questioni relative alla nostra comunità come quelle sociali, economiche, amministrative; di incontrare molte persone interessanti, che mi hanno consentito di arricchire le mie competenze, di poter accrescere le mie capacità relazionali, soprattutto nel contesto pubblico. Per tale motivo non posso che ringraziare chi mi ha permesso di intraprendere questa esperienza, il mio gruppo politico oggi del Partito Democratico e prima del PDS e ancora prima del PCI, ma soprattutto tutti gli elettori che in questi anni mi hanno sostenuto. Mi sento -lo dico veramente con il cuore- di invitare tutti i cittadini, soprattutto i più giovani, a tentare un'avventura come quella che ho avuto occasione di vivere in questi anni perché, se affrontata con passione, dedizione, spirito di servizio ed amore per il proprio territorio, consente di migliorare se stessi e la comunità.

Se dal punto di vista personale il ruolo di consigliere è stato per me appassionante e formativo, spero altresì che il mio operato pubblico sia stato utile e apprezzabile. Ho dato il massimo dell'impegno in Consiglio di Zona, cercando di organizzare al meglio i tempi del lavoro con quelli dell’Amministrazione. Spesso mi domando il perché di così tanto impegno nella vita politica. E mi rispondo: perché sono riconoscente al luogo che mi ha permesso di crescere e realizzarmi come desideravo e vorrei che le stesse occasioni che ho avuto io si possano creare per il maggior numero di persone. Così interpreto la politica, così ho intenzione di interpretare sempre il mio impegno civico. Un ringraziamento, il più importante alla mia famiglia, che in questi anni mi ha aiutato, stimolato, sostenuto nei momenti di maggiore difficoltà e che hanno condiviso il mio impegno politico. Allo stesso modo, ringrazio i colleghi consiglieri e la presidente Beatrice Uguccioni, che hanno condiviso con me la passione e l’impegno nell’espletamento del ruolo politico amministrativo e ai quali mi lega un sentimento di profonda stima e amicizia. Ringrazio tutti i dipendenti comunali, il cui lavoro è una vera risorsa per la nostra comunità. Un ultimo ringraziamento ai cittadini, i primi nei miei pensieri dell’agire amministrativo. Grazie ancora a tutti. Cordialmente.

Luca Simi

 

Milano 20 aprile 2016

Chiude i battenti la politica in CdZ 9

Dopo il 5 giugno debuttano i Municipi

L’ultima seduta del Consiglio di Zona 9 del 20 aprile scorso può essere definita storica, non tanto per i contenuti, quanto per il fatto che, dopo le elezioni amministrative del 5 giugno prossimo, i CdZ si trasformeranno in Municipi. Come era prevedibile la maggior parte della serata è stata dedicata ai saluti, agli auguri per il futuro di ciascuno dei consiglieri e a qualche polemica tra maggioranza e opposizione sulle opportunità colte o non colte. Faremmo torto a tanti, anche ai nostri lettori, se ci avventurassimo a riferire degli interventi in aula consiliare (che volendo possono essere seguiti sul sito del Comune di Milano - Zona 9 - ultime sedute), ma non resistiamo dal segnalarne tre.

Il primo è caduto in aula come un sasso nell’atmosfera quasi mielosa, che si era in fondo creata tra le tante carinerie e ringraziamenti reciproci di circostanza. Protagonista, non nuovo a questi tipi di interventi, è stato il consigliere del Nuovo Centro Destra, ex Forza Italia, Alberto Tagliabue, architetto, già funzionario di Regione Lombardia e presidente della Commissione Territorio del CdZ 9 negli anni 2001- 2006. «Farò un intervento fuori dagli schemi -esordisce- io non ringrazio nessuno, perché al di là delle differenze politiche avrei voluto un tono diverso e più collaborativo, più di rispetto per le persone in quest’aula e fuori». «Avete litigato (in questi cinque anni, ndr) sul nulla, su argomenti che non c’entravano nulla con la Zona 9». Insomma Tagliabue rimproverava i colleghi (maggioranze e opposizioni, di oggi e di ieri) di praticare quel muro contro muro che non porta a nulla e che non ha mai fatto l’interesse generale. Ma noi di ABC, che siamo stati osservatori attenti per più di 15 anni delle sedute del Consiglio di Zona 9, possiamo testimoniare che nessun partito o politico è mai sfuggito dal mostrare muscoli o dal praticare la cosiddetta “arroganza del potere”, e nemmeno Alberto Tagliabue ha sempre mostrato toni concilianti, quando il centrodestra ha gestito la Zona, anzi, essendo uomo erudito e spiritoso non raramente ha usato tagliente sarcasmo, anche pesante, sino all’offesa (goliardica). Ci siamo dilungati perché queste poche righe sono sintomatiche della dialettica politica (ma non solo) praticata ai nostri giorni dalla politica.

Il secondo dei tre interventi scelti è stato quello breve, ma significativo del consigliere Sandro Codegoni, una gran brava persona -il quale, reduce da quattro turni consiliari in Zona (20 anni), proveniente dalle fila del Partito Socialista Italiano, seguendo i tormenti di questo antico e glorioso partito caduto sotto le macerie di Tangentopoli, è ultimamente approdato nel PD- con il suo intervento riscatta e veste di umanità e generosità tutti i consiglieri, maggioranza e opposizione. «Ringrazio tutti i colleghi, perché tutti mi sono stati vicini nel momento del bisogno (Codegoni è stato vittima di un grave incidente stradale, ma con costanza e senso del dovere civico è tornato, dopo qualche mese, al suo posto in CdZ). Ringrazio tutti, perché nessuno, quando ho chiesto qualcosa o un aiuto, mi ha mai detto di no». Un lungo applauso come momento liberatorio ha sottolineato le parole essenziali, decorose e concilianti del consigliere Codegoni.

Il terzo intervento, che vogliamo segnalare, è quello della presidente del Consiglio di Zona 9, Beatrice Uguccioni. Il suo è stato un discorso istituzionale, che ha ripercorso sinteticamente il lavoro corale di tutto il Consiglio, delle singole commissioni  e degli obiettivi raggiunti in questi ultimi cinque anni di amministrazione di centrosinistra e quelli lasciati in eredità alla prossima Municipalità, non mancando però di rifarsi brevemente al quinquennio precedente (2006-2011) quando la presidente Uguccioni era a capo della Zona 9 con una maggioranza di centrosinistra, indicata (dai fantasiosi media) come la “mosca rossa”, unica a Milano, in mezzo alle altre otto Zone (le mosche bianche) tutte in mano al centrodestra. Un lavoro politico e amministrativo svolto in trincea, contro lo strapotere della Giunta di Letizia Moratti sindaco. Poi a Milano vince Pisapia e sicuramente il lavoro non facile di amministrare con pochi mezzi una Zona di circa 180.000 abitanti diventa più agevole, anche se strappare potere e decisioni a Palazzo Marino è stata sempre un’impresa per tutti. Ora con le Municipalità è augurabile che la musica cambi. Alla fine del suo discorso, quando ormai, abbandonato il testo scritto, arriva ai saluti e agli addii, la presidente Uguccioni si lascia prendere per qualche minuto dall’emozione nel ricordo del suo impegno personale nella massima carica politica della Zona 9 per lunghi 10 anni, dei costi in termini umani pagati (famiglia e qualità di vita), rammarico, soddisfazioni e tenerezze, racchiusi emblematicamente nei suoi tre figli, allora ancora dei bimbi e oggi adolescenti e giovani che affrontano la vita. Da tutti arriva un grazie a tutti e si apre la discussione sugli ultimi punti all’ordine del giorno di questo mandato ormai scaduto, con il solito andazzo delle letture burocratiche di documenti, delibere, degli interventi pro e contro, della campanella che invita i consiglieri al voto e lo sfollarsi man mano dei consiglieri, delle sedie vuote, dei saluti, degli auguri, degli abbracci e anche dei baci, mentre l’imperturbabile Vito, il funzionario gestore del computer di sala e delle votazioni, ritira le tessere che per 5 anni sono state necessarie ai consiglieri per il voto e per il riconoscimento di pubblici ufficiali, ormai semplici cittadini.

Anche per noi di ABC finisce la fatica di seguire questa politica, ma ne inizia subito un’altra che è quella di raccontare ai nostri lettori la nascita dei Municipi, che per i tanti nostri storici quartieri è un ritorno all’antico.

Giovanni Russo