La gabbia dei topolini

Ai primordi della ricerca sociologica c’era la gabbia dei topolini, nella quale, ribattezzati scientificamente cavie, ne venivano studiati i modi di agire in varie situazioni, tutti codificati, e dall’esperimento se ne ricavavano teorie comportamentali elementari. 

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GENNAIO

 

Ventidue anni fa, era il 1992 e l’Italia era da qualche anno, inconsapevolmente (da noi è sempre così), in una crisi nera tamponata con una finanziaria lacrime e sangue, messa su con urgenza (da noi è sempre così) dal “tecnico” Amato e che servì a superare, provvisoriamente (da noi è sempre così), il fallimento e l’impoverimento della Nazione.

 

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FEBBRAIO

 

Leonardo Cribio è un giovane (a 29 anni per questa società gerontocratica è un adolescente) militante di Rifondazione comunista, i cui istinti emotivi sono come allo stato primordiale se a sfide o azioni carichi di odio e disprezzo risponde con la stessa moneta, ma coniata con i colori dell’annientamento fisico del nemico. 


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MARZO

 

La lotta politica ha un trofeo che si chiama consenso. Una volta si definiva consenso popolare quella somma di voti che nascevano da un profondo radicamento di idee, di valori e di appartenenza politica e culturale. Sono decenni ormai che questo fenomeno è superato dalla mobilità e dalla frammentazione dei partiti che interpretano il loro ruolo specialmente nella declinazione elettorale.

 

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APRILE

 

Come senza un perché, in una serena domenica di Pasqua, ancora col gusto del caffè tra la lingua e il palato, leggendo i giornali mi è venuta in mente una favola che mi ha dato lo spunto per riflettere insieme a voi, cari lettori, sui nostri giorni, storditi come siamo dal suono di mille pifferi e di mille pifferai della politica, che si aggirano per l’Italia e per l’Europa.


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MAGGIO

 

Chi come noi si apprestava a preparare anche mentalmente appunti per il proprio pezzo del giorno dopo, nella notte tra domenica 25 e lunedì 26 maggio, ha dovuto cambiare continuamente titolo e il tono del proprio articolo, perché è successo un fatto non prevedibile: una vittoria netta e strabiliante, senza precedenti, del PD di Matteo Renzi che con il 40,81% ha surclassato tutti, compreso lo tsunami Grillo, suo vero competitore, che dichiarava che con il suo Movimento sotto il 25% si sarebbe ritirato dalla politica.

 

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