La nuova sfida culturale della Bovisasca

L’Associazione Cittadini Bovisasca, con sede in via Gabbro 2, ha intrapreso un progetto culturale dedicato all’esplorazione del linguaggio dei classici greci e latini, attraverso lavori che uniscono la creatività artigianale al teatro e allo storytelling, ovvero raccontare delle storie del passato in modo semplice e divulgativo, cercando nello stesso tempo di ricreare suggestioni utili alla riflessione.

Tre rappresentazioni dedicate ad Omero e alla scoperta dell’Odissea, che hanno riscosso un lusinghiero gradimento, hanno stimolato l’Associazione a continuare su questa strada, con il patrocinio del Municipio 9 e con il supporto importante della Casa delle Associazioni di via Bovisasca 173.

Ultimamente il 12 maggio scorso si è tenuto lo storytelling Tucidide e la guerra del Peloponneso, in cui si è voluto utilizzare un testo storico che si riferisce ad un episodio della guerra del Peloponneso (431-404 a.C.) ma che è perfetto ancora oggi in quanto racconta la dinamica utilizzata nelle relazioni tra gli uomini.

La partecipazione del pubblico è stata numerosa ed ha accolto favorevolmente l’iniziativa, applaudendo Walter Cristiani e Anna Castoldi per la messa in scena e Ilaria Bronzini per le scenografie.

L’ambizioso programma dell’Associazione, sotto l’attenta regia di Walter Cristiani, comprenderà altre rappresentazioni. Una per tutte sarà lo storytelling su Catullo: quello che ci agita quando amiamo, che sarà rappresentato sempre alla Casa delle Associazioni di via Bovisasca 173, il prossimo 9 giugno, alle ore 21. In autunno, per Bookcity 2018 si sta allestendo lo spettacolo dedicato a Romeo e Giulietta, confronto con la splendida fiaba orientale di Piramo e Tisbe di Ovidio.

 

Associazione Cittadini Bovisasca

Festa patronale in Bovisasca

Dal 25 al 28 maggio si svolgerà in Bovisasca la tradizionale festa patronale della parrocchia di San Filippo Neri (il 26 maggio auguri a tutti i Filippo). Saranno giornate per stare in compagnia con giochi, alla sera, per grandi e piccini; inoltre saranno allestite mostre a tema, organizzati momenti di animazione, balli di gruppo, baby-dance, karaoke, tornei sportivi pomeridiani e l’immancabile pesca di beneficenza. E poi pranzo domenicale con tigelle e gnocco fritto; non mancheranno patatine, salamelle e crepes. 

Anniversario in concerto

L’associazione culturale La Camera Chiara, per festeggiare i venti anni dalla fondazione, organizza un concerto di musica da camera tenuto dal Trio Kanon (Lena Yokoyama al violino, Alessandro Copio al violoncello, Diego Maccagnola al pianoforte) vincitore del concorso internazionale On stage competition 2017 e che propone due capolavori del periodo classico-romantico di Beethowen e di Dvorak. Il concerto avrà luogo sabato 10 giugno, ore 17, presso il Salone delle Arti di Villa Litta in viale Affori 21. Coordinamento di Charlotte Zeiher.

Una vecchia storia di aborto urbanistico

Tanti ricorderanno la vecchia storia della Gronda Nord, con la quale già nel 1956, più di 60 anni fa, si voleva rendere Milano una città moderna e fruibile sull’esempio di tante capitali europee che risorgevano nel dopoguerra prodromo del periodo di pace più lungo per l’Europa, che centinaia d’anni ricordano. In quel tempo del secolo, il Novecento, reso breve da due guerre mondiali, in Italia incominciava quello che poi verrà ricordato come boom economico, traino dello sviluppo e del benessere nel nostro Paese. Cori di contestazione a quanto appena scritto si eleveranno a questo punto da parte di attempati lettori, che invece ricordano come mitico il periodo della contestazione e del culto ambientalistico che elevava i fili d’erba a totem della salvezza dell’umanità.

E proprio in questo ambiente culturale e politico, con l’andare del tempo, il progetto del collegamento est-ovest, nella parte alta della nascente Milano che affrontava il periodo più controverso della sua espansione, entrò -quella che con scandalo venne per sempre chiamata, sotto qualsiasi forma presentata, Gronda Nord- nella lotta politica gestita da radicali ideologie usate come clavi per abbattere, da tutti i fronti, partiti, cose, uomini e pensieri anche urbanistici.

Questa parte di Milano, dopo più di mezzo secolo da quel primo tentativo di ricucitura del territorio, stando così le cose, non può usare più nemmeno il rammendo che Renzo Piano propone e invoca, ma che la politica, che è la mano delle idee, dovrebbe materializzare. Così oggi via Zanoli è ancora una camera a gas, via Brusuglio e via Cormano ancora sono la vera Gronda Nord e il quartiere Bovisasca, tagliato fuori dalla sciagurata soluzione della chiusura del passaggio a livello Assietta-Taccioli, cerca disperatamente un rammendo tra i quartieri e nella fattispecie con Affori, dalla quale passa, a qualche centinaio di metri, in linea d’aria la metropolitana più vicina, la M3. Per questo abbiamo riesumato il feto urbanistico (della Gonda Nord), abortito in modo totale dalla Giunta Pisapia appena giunto a Palazzo Marino (glielo avevano messo nelle promesse elettorali che inesorabilmente dovette mantenere).

La lettera che segue questo articolo, inviata in redazione da Cesare Grossi, vuole essere un tentativo di rammendo ma, come i lettori potranno vedere, ancora risonante con un’impostazione di fronti contrapposti (come echi di occasioni perdute) delle opinioni in merito. Vogliamo sperare, ora che i partiti sono scomparsi e le ideologie morte, che superstiti e nuove energie, muniti tutti di buona volontà, possano trovare la via (sic!) di un rammendo possibile da proporre a Palazzo Marino e togliere il quartiere Bovisasca dal suo isolamento, unendolo da quella parte ad Affori, per un reciproco “abbraccio”.

 

Giovanni Russo

Riceviamo e pubblichiamo

Caro Direttore, leggo con piacere (ABC di marzo 2017, pag. 11) che il presidente Bricolo (Associazione Cittadini della Bovisasca) e l’architetto Simi (ora consulente dell’assessore alla Mobilità Granelli ed ex presidente della Commissione Territorio del CdZ 9) hanno cambiato idea circa la costruzione di una nuova strada che colleghi il ponte Martin L. King, tramite via Pozzuoli, via Cialdini e via Don Grioli, con via Pellegrino Rossi (M3 Affori Centro, Esselunga). Meglio tardi che mai!

La nuova strada, lunghezza inferiore a mt. 200, sacrificherebbe una marginale parte del deposito del Comune che da oltre sette anni insiste all’interno dell’area del parchetto a fianco della Ricicleria (Pedroni, ndr). Peraltro tutto il deposito è in questi giorni in fase di smantellamento.

Il progetto (mappa all. 1) è stato da me presentato al CdZ 9 il 9 agosto 2015 nel più ampio contesto di riqualificazione di via Moneta e di via Zanoli e di tutta la viabilità di Bovisasca e Affori… senza esito.

Il progetto è poi stato ripresentato in una sessione del “bilancio partecipativo” del 15 ottobre 2016 proprio alla Casa delle Associazioni di via Bovisasca, organizzata non dall’Associazione Cittadini della Bovisasca. Lo stesso presidente Bricolo è sempre stato contrario, anche in una riunione ristretta di 3-4 mesi fa, nel timore (infondato) potesse rappresentare una riproposizione del progetto Gronda Nord. Da ultimo in un documento ufficiale del 30 marzo 2017 (2 settimane fa!) a firma Bricolo al Comune di Milano si legge: «… riqualificazione a parco pubblico dell’area di deposito cantiere impresa Salini adiacente il parchetto di via Pedroni …».

Cesare Grossi


VIA CHIASSERINI RESIDENTI IN RIVOLTA PER AVERE UN MARCIAPIEDE 

Alcuni cittadini di via Chiasserini, zona Bovisasca, segnalano ad ABC il pericolo giornaliero che corrono nell’attraversare la strada in prossimità della vecchia cascina e della storica chiesa di San Mamete. Ci dicono che spesso sono costretti a camminare in mezzo alla carreggiata per raggiungere la fermata del bus e le scuole di via Gabbro. Il problema per i residenti consiste  nella pericolosità della  strettoia alla curva, all’altezza dell’ incrocio con via Bovisasca. «Il tratto di strada è molto pericoloso perché molto trafficato, soprattutto da grandi camion» ci dice un residente della zona, il quale sottolinea che « più volte abbiamo chiesto alle istituzioni locali l’installazione di due semafori, o in alternativa al semaforo di fare un senso unico alternato, o un marciapiede. Per ora non abbiamo ricevuto nessuna risposta, siamo stanchi di questa situazione».


Marco Feliciani