La Bruzzano che vorrei…

La Festa di Bruzzano 2017 dal titolo A Bruzzano ci penso anch’io ha sollecitato le persone a prendersi a cuore il luogo in cui vivono e a partecipare alla vita del quartiere.

Attraverso un questionario (on line e cartaceo), diffuso durante la festa del 15 ottobre scorso, sono state raccolte le opinioni degli abitanti e dei frequentatori di Bruzzano per identificarne gli aspetti positivi e quelli invece da migliorare.

I risultati dei circa 500 questionari raccolti sono stati analizzati dal comitato organizzatore e commentati da Piergiorgio Lucioni, giornalista del Corriere della Sera, in un’assemblea pubblica che si è tenuta il 17 novembre e a cui hanno partecipato molti cittadini e i rappresentanti delle associazioni impegnate sul territorio e delle Istituzioni.

I partecipanti al sondaggio, che ringraziamo, dichiarano di essere molto legati e soddisfatti di vivere a Bruzzano. Ritengono adeguati i collegamenti con gli altri quartieri, gli spazi verdi e le scuole, ma vorrebbero più sicurezza, pulizia e manutenzione. Riconoscono che la solidarietà e il volontariato sono molto sviluppati, ma evidenziano una mancanza di senso civico degli abitanti e di cura del bene comune.

Durante l’assemblea i cittadini si sono incontrati e confrontati sulle criticità emerse e hanno presentato alcune proposte interessanti per rendere più vivibile il nostro quartiere.

Un primo segno concreto di partecipazione è già stato realizzato durante la Festa di Bruzzano, quando i bambini delle scuole hanno dipinto i giochi a terra nelle aree verdi pubbliche.

La serata si è conclusa con il desiderio di coinvolgere anche altri cittadini che vogliono lavorare insieme a favore del nostro quartiere, perché «dove c’è il bello si vive meglio!».

Per informazioni, e-mail bvassuntacultura@gmail.com

Comitato organizzatore

Festa di Bruzzano

 

 

La lettera

E il sottopasso ciclopedonale di via Oroboni?

Nel numero di ABC di ottobre, a pag. 10, l’articolo Difendere i quartieri dal traffico, alla voce Bruzzano, non viene menzionata la realizzazione del sottopasso ciclopedonale di via Oroboni.

Se c’è una cosa per «difendere i quartieri dal traffico» ed aggiungo dall’inquinamento atmosferico ed acustico, è la realizzazione del sottopasso ciclopedonale e la definitiva chiusura dell’anacronistico passaggio a livello sempre di via Oroboni. Se ne è parlato, parlato e parlato ancora, ma di fatti concreti ancora niente. L’anacronistico passaggio a livello di Bruzzano (immagino l’unico rimasto in Milano) in orari normali risulta essere più chiuso che aperto; non parliamo delle ore di punta, praticamente sempre chiuso con lunghe code di autoveicoli da ambo le parti del passaggio a livello. Code di autoveicoli, ed aggiungo camion e pullman, con motori accesi (anche se la normativa vigente lo vieterebbe, ma in pochi la conoscono e la rispettano) portano ad un alto tasso di inquinamento atmosferico in tutta la via. Ed inoltre con i tempi biblici di chiusura del passaggio a livello, la gente di ogni età lo attraversa (in)coscientemente. Chissà se qualcuno delle Istituzioni preposte sta studiando e pensa di realizzare qualcosa per ovviare al problema.

Come sempre accade, spesso e volentieri in Italia, si aspetterà alla prima tragedia di qualcuno che rimane investito dal treno, ed allora si apriranno dibattiti del bla-bla-bla ed il solito torneo di ping pong sulle responsabilità e sulla mancanza di fondi per non risolvere il problema. Saluti.

Ferri P.

Tempi lunghi ma non biblici

L’articolo a pag. 10 di ABC di ottobre aggiornava degli sviluppi circa i mezzi pubblici.

L’opera alla quale si riferisce il lettore, il cosiddetto sottopasso Oroboni, è un’infrastruttura e come ci informa l’assessore alla Mobilità e Ambiente, Marco Granelli, il tutto è ancora in Regione, dove però è stato approvato il progetto definitivo. Si dovrà poi procedere all’elaborazione del progetto esecutivo da parte di FN e quindi all’appalto. Poi ci saranno i tempi per la realizzazione. I tempi sono inevitabilmente lunghi, ma non biblici.

GIERRE

Lettera a Omero

Epistola semiseria del Mondo globalizzato al (ex) Liceo classico di Bruzzano

Caro vegliardo anticonformista, oggi più che mai ho necessità del tuo aiuto, aiuto che, volente o nolente, sarai costretto a darmi, poiché, in caso contrario, avverrà la delezione della tua presenza sul territorio nostrano. Ho una grande esigenza di rimpinguare le mie amate aziende con giovani lavoratori, i quali sono stati scelti anche dalle tue scuole. Non devi allarmarti, non vi sarà alcun bisogno di attuare un percorso formativo analogo ai tempi precedenti, non mi servono affatto lavoratori perspicaci, pronti a porsi domande sulla finalità del loro occupazione, così come non ho motivo di avere una clientela esigente; tutt’altro direi!

Il consumatore attento, critico e selettivo non è ben accetto; lui come il produttore non deve interrogarsi, deve solo comprare. Dunque, se vuoi che i tuoi puelli sopravvivano in questo nuovo straordinario mondo, non porli nella condizione di poter acquisire facoltà che non gli servono.

Sarò franco con te stavolta! Ti consiglio di bruciare questa lettera una volta assimilati pienamente i seguenti concetti: istruzione e cultura sono oggi per me, cioè per tutti, superflui e, soprattutto, sono un ostacolo periglioso, poiché questi fattori gravano sullo sviluppo del mio progetto. Sei ormai un’eccezione nel panorama mondiale e non sei, e sempre meno lo sarai, facilitato dai reggitori degli stati, che, su mio caloroso e gentile monito, hanno eretto le lingue straniere a pietra angolare della nuova civiltà, insistendo ossessivamente sul loro apprendimento; ma, più di tutto, hanno innalzato a motore immobile di questo nostro amato pianeta le tecnologie, nuovo patrimonio culturale dell’umanità.

Solo queste due nozioni basilari sono richieste ai miei dipendenti-clienti, questo è lo strabiliante passe-partout per l’inserimento in società. Come puoi vedere, non ti resta che gettare la spugna.

Sono brillantemente stato in grado di far retrocedere il sistema scolastico di alcune nazioni, ho convinto la politica a porre il suo collo sotto il giogo dell’economia, la cui supremazia è nota ad entrambi. È chiaro, sono i poteri economici ad avere il monopolio della vita di tutti noi, perciò non ti gioverebbe schierarti dalla parte sbagliata, la tua sconfitta sarebbe repentina. Solo di una cosa ti devo dare atto, come l’Araba Fenice, rinasci sempre; tuttavia perirai anche tu, sebbene -ahimè- per ultimo.

Vorrei ora che tu notassi una mia caratteristica pregnante: l’ars oratoria. Per questa mia dote, acquisita con gli anni, devo solo ringraziare il destinatario di questa lettera. Ebbene sì, sei stato proprio tu ad avermi generato, insieme a tante altre menti eccelse. La tua istruzione parolaia e retorica, però, ora non serve più, hai compiuto il tuo dovere. Le strabilianti qualità dei tuoi studenti, prima fra tutte il senso del divenire storico, non servono più, perché permettevano loro di distinguersi dagli altri con la propensione alla riflessione e al ragionamento. Non mi occorrono menti in grado di criticare analiticamente la società.

Per queste ragioni, dì ai tuoi pochi “Odisse” di non tentare di opporsi al mio programma; il semplice smascherarmi non li ha portati lontano, anzi, ti ha distrutto più velocemente. Nessun uomo è in grado di sovvertire l’ordine costituito, perché -come tu mi hai insegnato- πάντα ῥεῖ (tutto scorre) e il tuo tempo è finito.

È ora opinione diffusa che tu sia cenere sotto lo zerbino della nuova abitazione, che è il mondo moderno, adatto a pochi specialisti non disposti ad abbandonare un glorioso passato. Nulla potrà riportare indietro le lancette dell’orologio, è il mio turno, fatti da parte.

Che le voci fuori dal coro non aprano più bocca! Spero caldamente di essere stato cordialmente convincente. Con la speranza di un tuo licenziamento.

Il mondo globalizzato

 

alias Elisa Cofano

Gli incendi di Bruzzano

Quello di grosse proporzioni di via Senigallia 55 e quello più piccolo, ma non meno preoccupante, nelle cantine e box delle Torri di via Vincenzo da Seregno

In questa super torrida estate italiana in cui, come quasi in tutto il Paese, abbiamo praticamente vissuto come in una grande fornace per le alte temperature che madre natura (aiutata dall’incuria dolosa dell’uomo per l’ambiente) ci ha “regalato”, si sono verificati terrificanti incendi, da Nord a Sud, del patrimonio boschivo e faunistico, che ha distrutto centinaia di migliaia di ettari della nostra bella penisola con danni incalcolabili per l’ambiente e per l’ecosistema.

Incendi “domestici”, ma preoccupanti per l’aspetto ambientale e sociale, si sono verificati anche nei nostri quartieri, ultimamente a Bruzzano, il quartiere più colpito.

Via Vincenzo da Seregno

Riferiamo in poche righe di quello più recente, ma meno preoccupante per vastità, da non lasciar cadere come evento ambientale e sociale. È successo che nel pomeriggio di martedì 29 agosto hanno preso fuoco i contenuti di alcune cantine e box, perlopiù trattate come depositi e discariche, del complesso delle Torri di via Vincenzo da Seregno. Ci siamo recati sul posto, all’ingresso del complesso edilizio, in via Grassini, allarmati da nostri lettori, e abbiamo notato come la presenza di mezzi e uomini dei Vigili del Fuoco era notevole (4 carri antincendio, ambulanze e mezzi di rilevamento, vedi foto sopra), tanto da far pensare a qualcosa di più serio. Interloquendo con alcuni abitanti e curiosi dalle loro parole si capiva che un autocombustione era l’evento meno probabile, quindi si presuppone un dolo. Eventi del genere non sono stati rari in quei luoghi e la questione di degrado e di scarsa sicurezza in alcuni ambiti dei caseggiati Aler sono stati da noi riportati ultimamente negli articoli apparsi su ABC di marzo e aprile 2017. 

Via Senigallia 55

L’incendio più vistoso ed allarmante si è avuto il 24 luglio scorso in via Senigallia 55, dove ha sede una discarica di rifiuti non pericolosi (ma altamente infiammabili e inquinanti in caso di incendio), la Carluccio srl. A nostra memoria, non è la prima volta che questo succede, allora (22 maggio 2013), la ragione sociale della ditta era EcoNova srl, ma questa volta le fiamme sembravano indomabili tanto che, nonostante il pronto intervento dei Vigili del Fuoco, complessivamente l’incendio è durato due giorni interi, dalle ore 19.30 del 24 luglio sino alle 19 del 26 luglio scorso. Successivamente ARPA (Agenzia Regionale per l’Ambiente) ha tenuto monitorato il territorio sino al 1° agosto, per complessivi otto giorni, rilevando per gli ultimi sei giorni di misurazioni valori al disotto di quelli ammissibili, quindi rassicuranti. Di seguito ecco quanto riportato dalla scheda ARPA. «I campioni sono stati posizionati -sul territorio del Comune di Milano per determinarne gli effetti nei quartieri di Bruzzano, Comasina, Affori, Dergano, Bovisa, Maciachini- fino al 1° agosto 2017, cioè per gli 8 giorni successivi all’inizio dell’incendio e per 6 giorni consecutivi hanno dato valori al di sotto di quelli di riferimento». Questi dati e la relativa relazione vengono inviate a tutte le istituzioni da ARPA con comunicazione e relazione dell’11 agosto 2017, con cui ARPA considera conclusa, per quanto di propria competenza, la fase post emergenziale.

«Si conferma, pertanto, quanto già affermato da ATS Città metropolitana di Milano e cioè che tali esposizioni non sono in grado di generare effetti acuti sulle persone. ATS Città metropolitana di Milano conferma che i “Pronto Soccorso” delle strutture sanitarie ospedaliere della zona «non hanno riscontrato alcun caso correlato all’episodio dell’incendio». Vedere sito del Comune di Milano e di ARPA.

Naturalmente a prendere in mano la questione dal punto di vista operativo-istituzionale è stato il Comune di Milano, che sin dai primi momenti si è attivato tramite l’Assessorato alla Sicurezza e Protezione Civile, del quale è titolare l’assessora Carmela Rozza, mentre l’assessora e vicesindaco Anna Scavuzzo coordinava lo spostamento delle attività del nido presso altra sede.

L’assessore Marco Granelli, responsabile di Mobilità e Ambiente, giunto sul posto, ha coordinato le operazioni a salvaguardia del territorio e ha organizzato per il giorno dopo, il 25 luglio, alle ore 13.30 presso Palazzo Marino, un incontro per effettuare un secondo coordinamento inter-istituzionale di aggiornamento sulla situazione e per assumere decisioni in ordine alla comunicazione e alle informazioni da dare ai cittadini, anche in merito ai comportamenti precauzionali da attivare. All’incontro hanno partecipato Regione Lombardia, con l’assessora all’Ambiente Claudia Maria Terzi, Vigili del Fuoco regionali e provinciali, ATS Milano, ARPA Lombardia, Città Metropolitana di Milano, Comune di Milano, Protezione Civile e Assessorato Ambiente, Comuni di Novate e Cormano e naturalmente il Municipio 9, nella persona del presidente Giuseppe Lardieri che coinvolgeva tutta la Giunta municipale.

Questi in sintesi gli eventi tecnici; naturalmente restano aperti tutti i problemi ambientali e di opportunità a che una tale struttura (discarica, dimostratasi nel tempo poco sicura) resti in un posto abitato, nelle vicinanze di tre scuole tra le quali l’asilo nido di via Senigallia.

L’indagine dei luoghi “inquinati” ha riguardato le aree verdi presso il nido di via Senigallia, le scuole dell’infanzia e primaria di via Dora Baltea e nell’area verde di via Forni di fronte al civico 4. I rischi considerati: ingestione di suolo, contatto dermico, inalazioni polveri outdoor, esposizione per ricettori sensibili come bambini. Testuale dalla comunicazione ATS: «Dagli esiti di tali valutazioni, non emergono rischi sanitari imputabili ai contaminanti ricercati in tutti i punti di indagine e per tutti i ricettori considerati. Con la presente, pertanto si ritiene conclusa, per quanto di competenza della scrivente Agenzia, anche la fase post emergenziale dell’evento».

«Il Comune di Milano (e pensiamo anche il Municipio 9, ndr), che già era contrario, lavora per individuare maggiori sicurezze e modalità e località più adeguate per questi impianti, necessari e utili, ma non vicino alle scuole e alle abitazioni e comunque con adeguate e vere e testate misure di sicurezza». È questo l’impegno di Palazzo Marino.

La causa dell’incendio non sembra dolosa, pensiamo sarebbe già emersa, e comunque aspettiamo le definitive conclusioni delle indagini degli enti preposti. La cura e il decoro del territorio e del paesaggio è il più evidente segno di civiltà di una comunità e di un popolo.

Giovanni Russo

 

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La favola di via del Volga

La definitiva chiusura del Liceo Omero a Bruzzano

Hanno sempre voluto chiuderlo e alla fine ce l’hanno fatta. Si sapeva già, secondo alcuni doveva chiudere (il Liceo Omero, ndr) da quando è nato. In certi momenti, una volta fuori, ho anche provato a scherzarci su, con tutta la goffaggine di chi si è speso fino all’ultimo per far sì che non succedesse, di chi ha fallito; ho provato a riderne, per farmi beffe del candore che avevamo nel difenderlo, nel provare a far sì che questo giorno non arrivasse mai.

L’appartenenza è un sentimento cruento, non la scegli e non te ne puoi liberare. Ho provato a non tornarci mai, per non soffrire, per la paura di incontrare i fantasmi della spensieratezza fra i corridoi, quelle illusioni che da sole danno un senso alla vita.

Era brutto, era fatiscente, non mancava di mostrare i propri lati deboli: era umano, troppo umano. Ma era reale, ed era nostro. Ricordo ancora quando in quarta ginnasio gli alunni più grandi favoleggiavano degli anni d’oro dell’Omero, un’arcadia irraggiungibile, dietro le spalle, andata. Poi mi sono trovato a dire la stessa cosa, in terza liceo, e solo ora realizzo che gli anni d’oro li avevamo negli occhi appena varcate le mura, quando la vita era una smisurata occasione, un groviglio di possibilità.

Tutto ciò che ci precedeva era il mito, che diventava prosa mano a mano che si cresceva e si macinavano giorni con la testa sui libri. Forse non ci sono mai tornato perché ho voluto imprimere quell’immagine aurea sulle mie retine; non ho voluto girarmi per non condannare Euridice, facendo svanire l’illusione: ma alla fine tutti, presto o tardi, ci giriamo.

Magari un giorno, fra cinquant’anni, capiterò in via del Volga e dell’Omero non ci sarà nemmeno una traccia se non quella che porto dentro, quella che sopravvive alle macerie e alla polvere.

C’era una volta l’Omero, sembra l’inizio di una favola o di un’odissea. Qui sono stato felice. Qui sono stato.

 

Michele Farina

Dal Centro Anziani Cassina Anna

Maggio per me il mese più bello dell’anno è arrivato ed un gradevole profumo di rose ha portato e noi per le feste dell’anniversario ci stiamo preparando. Tutti i mercoledì e le domeniche divertendoci abbiam ballato e sempre in tanti eravamo. Il 4 maggio al Sempione con il nostro infaticabile Mario e la guida siano stati: è stato tutto molto interessante. Il gioco giornaliero delle carte continua alacremente e noi tutti siamo molto contenti. Arriviamo così alla settimana del 28° anniversario. Con il lunedì 22 finale del gioco di bocce individuale con vincitori del 1°, 2°, 3° posto, tutti applauditi dai soci presenti; verso sera per tutti un rinfresco eccellente. Martedì 23 nell’Auditorium il nostro gruppo Viver si è esibito con canti e commediole ben sentiti e lungamente applauditi; per finire succoso rinfresco con pizza per tutti i presenti. Il 24 su richiesta il ballo è stato fatto con allegria, nell’intervallo un gran rifresco con tutti i soci presenti a conclusione del bel pomeriggio a Cassina trascorso. Il 25 nell’anfiteatro all’aperto il nostro gruppo di ballo si è esibito con il proprio repertorio, ottenendo uno strepitoso successo. Anche il gruppo del CAM si è esibito con altrettanto successo. Alla fine tutti assieme ad un bel rinfresco partecipiamo e tutti ben contenti mangiamo e beviamo ed a casa soddisfatti andiamo. Il 26 nel rustico sono stati premiati i vincitori delle bocce e delle carte, tutti contenti per il regalo ricevuto; per finire sono state distribuite per tutti focacce e bibite di ogni qualità. Al sabato gran finale serale con cena e ballo. Fine della settimana festiva dell’anniversario. La fine del mese si avvicina ma il mercoledì è l’ultimo giorno del ballo che abbiam fatto ed in tanti partecipato. Sempre buon divertimento a Cassina.

 

Carletto

 

 

 L’associazione AMEB - Mother and Child Care

 

A Febbraio, vi abbiamo invitato ad una cena per raccogliere i fondi per una bambina somala affetta da Tetralogia di Fallot ,una malformazione cardiaca rara, che doveva essere operata all’ospedale Niguarda ora…

Cena in festa

 

Aswad, la bambina somala di nove anni, e sua madre sono arrivate in Italia. La bimba è stata operata a Niguarda a fine maggio. Adesso è ora di festeggiare insieme a loro per farle sentire il calore della nostra comunità e sostenere il periodo di riabilitazione e ritorno  a casa

 

Sabato 1luglio ore 19.30

Oratorio S. Luigi 12 

(Bruzzano)

 

12 Euro Adulti – 3 Euro Bambini

 

 

 

Questo cuore  continua a battere anche grazie a te!

Vi Aspettiamo Numerosi

 

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Custodi sociali

Nuove forme di solidarietà nei quartieri di Bruzzano e Comasina

Sono trascorsi oltre 15 anni da quando l’Amministrazione Comunale ha avviato il servizio Custodi Sociali cioè le prima esperienza di presenza di operatori sociali tra le case popolari per un aiuto il più possibile “vicino” alle case e alla vita quotidiana degli anziani, delle persone in difficoltà e delle famiglie.

Le “quattro torri” di via Vincenzo da Seregno a Bruzzano e i palazzi di piazza Gasparri in Comasina sono stati i primi caseggiati dove si è avviato il progetto di “prossimità”, che poi si è esteso in tutta la città. Nei due quartieri oggi sono presenti circa 1.600 alloggi popolari: in questi 15 anni i custodi sociali hanno incontrato “i diversi volti” della fragilità e delle povertà, ma hanno anche saputo scoprire e rafforzare buoni legami di aiuto tra le persone. Raccontano Luz e Lorella, tra i primi operatori ad avviare il servizio: «Abbiamo iniziato a creare semplici rapporti di buon vicinato, a favorire la conoscenza tra le persone attraverso le nostre prime proposte di incontro nella portineria sociale; abbiamo trovato tante persone sole in casa e abbiamo iniziato a costruire attorno a loro gli aiuti possibili».

Sulla questione “disagio nelle case popolari” i Custodi Sociali hanno iniziato a lavorare in stretta collaborazione con i Servizi Sociali del Comune e hanno saputo coinvolgere enti ed associazioni diverse: la Caritas delle due parrocchie, l’associazione VSP Bruzzano, le Suore Poverelle, l’associazione Contatto, i comitati degli inquilini di alcuni caseggiati, i centri socio ricreativi (Sempreverdi di Comasina e Cassina Anna di Bruzzano). Una tessitura paziente di relazioni, di collaborazioni, di piccoli gesti e micro progetti costruiti con la consapevolezza che solo insieme è possibile contrastare la solitudine e le nuove forme di povertà. Alcuni eventi realizzati periodicamente, come le “feste di vicinato” e Porta una sedia in cortile, sono l’espressione di quanto di bello e di positivo i cittadini e le varie realtà sociali possono realizzare per rendere i quartieri più belli, più gioiosi, più aperti e solidali.

Don Paolo, parroco di Bruzzano, ci dice «una delle sfide più grandi è quella di creare unità all’interno del quartiere, dove per storia e struttura urbanistica la divisione tra case popolari e non popolari segna a volte mura e steccati molto evidenti». Racconta che quando a dicembre 2015 ha realizzato la fiaccolata della Stima reciproca, che è partita dalle Torri ed è arrivata in Oratorio «mi sono sentito chiamato a creare vicinanza, stima e fiducia reciproca tra le persone, scovare e valorizzare il positivo tra gruppi di persone». Don Aurelio, parroco della Comasina, aggiunge «oggi i nostri quartieri sono interessati da forti esperienze di immigrazione; e le migrazioni fanno parte della nostra di fede, basta ricordare l’esperienza di Abramo o dell’Esodo. Pertanto laddove c’è qualcuno che si muove lì c’è l’opera di Dio. Se è così, noi dobbiamo essere presenti e fare nostro questo movimento di popoli, che sta attraversando i nostri quartieri».

Questo impegno a costruire il positivo ha sollecitato tutti noi ad immaginare e progettare nuove esperienze di solidarietà. Ci siamo accorti sempre più che non basta fare assistenza occorre porre in atto nuove forme di intervento. Ne presentiamo tre.

«Il mercatino solidale per la prima infanzia -raccontano Loretta e Tiziana, promotrici dell’iniziativa che per il momento si realizza nel quartiere Comasina- è un’attività che è nata da noi mamme: ci siamo rese conto che era importante iniziare ad evitare lo spreco di giochi, vestiti e materiale per bambini piccoli, per avviare invece esperienze di risparmio e riciclo attraverso il baratto di passeggini, vestitini e giochi. Tante mamme italiane e di origine araba hanno accolto la proposta e una volta al mese il nostro mercatino funziona alla grande!».

L’emporio solidale è la seconda esperienza di prossimo avvio che si sta concretizzando grazie alla collaborazione tra i centri di ascolto delle due parrocchie, il servizio custodi sociali e il progetto di coesione sociale B.B.C., promosso e finanziato dal Comune di Milano - Assessorato alla Sicurezza. «Siamo andati a vedere un’esperienza già avviata nella parrocchia SAMZ del Decanato Gratosoglio -raccontano alcune volontarie della Caritas- e ne siamo rimaste entusiaste. Dobbiamo superare il nostro modo tradizionale di aiutare attraverso la distribuzione del pacco viveri, per realizzare nel centro di ascolto un “super mercatino”, nel quale le persone in difficoltà, titolari di una apposita tessera rilasciata dal centro di ascolto, possono scegliere i viveri di cui hanno bisogno. Ci sembra un modo nuovo per ridare dignità a chi si trova in grave difficoltà economica e per dare loro una maggior autonomia e responsabilità».

La terza esperienza è nata nell’ambito del progetto Nove + Welfare di Comunità, che coinvolge tutto il Municipio 9 grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquilone, Coop. Diapason, La Lanterna e Amico Charly, oltre ad alcune imprese locali. «Abbiamo voluto dare maggior ascolto -raccontano Gregorio e Ilaria, due operatori del progetto- ad adolescenti e giovani che non studiano più e non cercano lavoro. Attraverso i due percorsi formativi Scuola Bottega e Employability, vogliamo che i ragazzi si ‘rimettano in gioco’ nella vita: raggiungere la licenza media, trovare un nuovo orientamento professionale, sperimentarsi in un primo tirocinio lavorativo in azienda».

Piccole esperienze concrete che coinvolgono le persone nella loro vita quotidiana e che nascono da un lavoro di squadra, che rimette al centro la questione educativa come snodo essenziale per realizzare cambiamenti.

Sara Pizzetti, Tania Ballarino

 

Fondazione Aquilone onlus

4° Trofeo Eurotarga

Bocciodromo “F. S. Coppi” di Bruzzano

Anche quest’anno da marzo ad aprile si è svolta nel Bocciodromo Fausto e Serse Coppi di Bruzzano la gara di bocce regionale, denominata 4° Trofeo Eurotarga: la sua organizzazione ci è stata affidata, unitamente ad un sostanziale contributo, da Luigi Micca e famiglia.

Alla gara hanno aderito 64 giocatori della categoria A e 344 delle categorie B e C: i primi organizzati in formazione individuale e i secondi in formazione a coppie, con finali separate. La gara ha richiamato per 15 serate un foltissimo pubblico, che ne ha seguito con competenza e passione le giocate e, colgo questa opportunità che mi offre il giornale ABC molto letto nei nostri quartieri, per dire grazie a giocatori e pubblico della correttezza e sportività dimostrata durante tutto lo svolgimento delle gare.

La serata finale, incominciata alle 20 e conclusasi alle 23.30, è stata diretta magistralmente dal direttore di gara sig. Renzo Abbiati. In finale, per la categoria A, Gianvittorio Chiodini della Vittuone ha battuto con merito il due volte campione italiano (2014 e 2016) Walter Crespi della Paolo Colombo Milano, che si è sempre segnalato per la sua bravura nel gioco, ma soprattutto per il suo comportamento: mai un segno di stizza, mai una discussione, si rimette sempre alle decisioni dell’arbitro, insomma un campione dentro e fuori dal campo, da indicare come esempio alle nuove generazioni. La finale di categoria B e C ha visto prevalere la coppia neo campione regionale Danilo Garbi e Sergio Gallitognotta della Missaglia di Lainate contro la coppia Vittorio Tebano e Tolmino Gnetti della Vittuone.

Il Bocciodromo per le finali si è presentato con una illuminazione potenziata dalle lampade a led, una scelta voluta dal sottoscritto e da Antonio Gambarini, presidente della cooperativa CMC, nonostante l’impegno sforzo economico, ottenendo il plauso generale. Tra le persone intervenute nella serata finale, il consigliere della FIB di Milano (prossimo presidente) Costantino Faedda e Giuseppe Lardieri, presidente del Municipio 9.

La premiazione degli otto finalisti con coppe e medaglie in oro a ricordo della manifestazione si è svolta in modo veloce e ordinato. Con sorpresa anche il sottoscritto ha ricevuto una targa per l’impegno profuso in questi anni a favore della bocciofila, cosa che mi ha commosso, dopo di che tutti si sono serviti al rinfresco offerto dai gestori dell’attiguo ristorante e alle torte preparate dalle donne della nostra bocciofila. Per chiudere voglio esprimere la personale soddisfazione per la presenza del presidente del Municipio 9, Giuseppe Lardieri. È la prima volta che una persona politica di un certo livello interviene alla nostra manifestazione, nel momento in cui questi luoghi diventano vetrina e punti avanzati di aggregazione, dando vita ad una incredibile rete di competizioni sul territorio, che esprimono al meglio il concetto di sport per tutti.

Vincenzo De Luca

 

Presidente Bocciofila ASD F.S. Coppi

Dal Centro Anziani Cassina Anna

Aprile, il quarto mese dell’anno, è arrivato e tutto questo è stato fatto. Bene speriamo. Come consueto il mercoledì e la domenica il ballo è stato fatto come era programmato e contenti ci ha lasciato; così dicasi di ginnastica, canto e attività varie. Al lunedì Incontriamoci: sempre in più siamo e raccontiamo quello che nel mondo è successo e commentiamo in felice armonia. Ed io ogni volta un mio piccolo racconto porto e lo leggiamo; poi lo lascio al Centro. Il 4 aprile, accompagnati dal nostro Mario, con la guida abbiamo visitato la Chiesa della Fontana con il famoso chiostro con acqua benedetta. Sempre tutto interessante e bello, per finire con la visita al museo della Vecchia Fonderia lì vicina. Anche la sottoscrizione a premi delle Palme e di Pasqua è stata fatta e qualcuno è stato fortunato. Il 13 aprile tombola di Pasqua con scambio di auguri con bellissimo rinfresco. Sabato, domenica e lunedì chiusi per dar modo a ognuno di noi di passare le feste di Pasqua ai monti, al mare e perché no ai laghi o dove vogliamo. Il 22 aprile è partito un pullman di soci per le Cinque Terre ed il 25 son tornati dicendo di aver passato giorni da favola per il posto bello, l’albergo elegante e raffinato e per le tante escursioni tutte ben riuscite. Un ringraziamento agli organizzatori. E così pian piano anche aprile ci ha lasciato con gli ultimi giorni passati a giocare a carte e con un gruppo che si è messo a preparare il biglietto augurale per la Festa della Mamma.

Un piccolo pensiero. Pasquale, troppo repentinamente, ci ha lasciato e in noi un gran vuoto si è creato, sperando che in ciel un posto tu abbia trovato, noi del Centro di Cassina tutti te lo auguriamo. Ciao.

Carletto

Nuova viabilità a Bruzzano

Progetti e aspettative per una soluzione condivisa

Lunedì 22 febbraio, presso il salone dell’Oratorio San Luigi di via Acerbi 12, si è svolta un’assemblea pubblica durante la quale è stato presentato un progetto di mobilità sul quartiere di Bruzzano che prevede, prima ancora della chiusura del passaggio a livello di via Oroboni, la realizzazione di tutte le opere necessarie agli spostamenti veicolari (mezzi pubblici, auto e bici) oltre che pedonali.

L’incontro, organizzato del Consiglio di Zona 9 e dal Comune di Milano, ha visto gli interventi introduttivi degli assessori Pierfrancesco Maran e Marco Granelli, la presidente del CdZ 9, Beatrice Uguccioni, Luca Simi presidente Commissione Territorio Zona 9, l’ing. Stefano Riazzola del Comune di Milano, l’ing. Valeria Chinaglia della Regione Lombardia, l’ing. Antonella Volta di Nord_ing, l’ing. Roberto Ceresoli delle Ferrovie Nord.

Si tratta di un ampio progetto, che recepisce tutte le osservazioni e le necessità più volte espresse, in tre occasioni, dai cittadini di Bruzzano, il quale non può rimanere un quartiere senza sbocchi fruibili da persone e merci, e rimanere isolato dal resto della città. Basta con il concetto di periferia -Milano è territorialmente piccola- e i nostri quartieri sono, urbanisticamente e culturalmente, parte e centro della nostra città. Come sappiamo le Ferrovie Nord dividono ancora i quartieri di Bruzzano, Affori e Comasina, frutto di scelte non lungimiranti effettuate negli ultimi decenni (Giunta Albertini e Regione Lombardia di Formigoni, in primis), da chi ha amministrato i nostri territori. I nostri lettori ricorderanno le lotte che abbiamo fatto come cittadini, anche su questo giornale in prima linea, per interrare i binari delle FNM e rendere i nostri quartieri più fruibili, uniti e normali. Ma la politica di allora (il centrodestra aveva in mano tutto: Comune, Provincia e Regione) fu sorda e prona alle esigenze delle FNM, che spadroneggiavano e dettavano legge, fregandosene della città e dei suoi abitanti.

 

Ad Affori fu perpetrato un vero e proprio “genocidio” urbanistico, che ancora grida vendetta, creando grossi problemi di mobilità con i quartieri Bovisasca e Comasina e con i vari servizi e luoghi di ritrovo. Per non parlare dei disagi creati a chi abita nei pressi dell’orrenda passerella di via Taccioli. Ora tocca a Bruzzano e, forti della negativa esperienza su Affori, noi di ABC siamo completamente solidali e allineati nella lotta che i cittadini, le associazioni e i comitati di Bruzzano metteranno in atto per rendere il quartiere e la Zona con una mobilità accettabile. Siamo tutti Bruzzanesi!, per dirla con un’espressione alla moda. A conclusione dell’incontro gli assessori Marco Granelli e Pierfrancesco Maran, con la presidente del CdZ 9 Beatrice Uguccioni, si sono impegnati a valutare quanto emerso dalle diverse voci dei cittadini per chiedere ulteriori miglioramenti ed eventuali cambiamenti in fase di progettazione e hanno chiarito che il sottopasso sarà in ogni caso collegato esclusivamente alle vie di quartiere e non con ipotesi di altre strade di collegamento. Il Comune e la Zona porranno la massima attenzione all’impatto ambientale, alla riduzione del consumo di suolo, alla limitazione del traffico nel sottopasso e nelle strade ad esso collegate, sia nella parte del quartiere di Bruzzano vecchia, che nella parte del quartiere di Bruzzano nuova. La Regione Lombardia approverà il progetto definitivo durante la prossima conferenza regionale dei servizi.

 

Gierre

APPUNTAMENTI LETTERARI A BRUZZANO