Alla riconquista di una dignità dimenticata

Giovedì 16 novembre, alle ore 21, nella splendida cornice di Villa Scheibler, si è svolto il primo del ciclo di quattro incontri sulla storia di Quarto Oggiaro e dei rioni limitrofi di Vialba, Musocco e Roserio. Historia Quarto Uglerium è il titolo dato a questo primo appuntamento, con la volontà di dimostrare, tracce e prove alla mano, l’origine antica di questi luoghi, risalenti probabilmente a circa due millenni fa. La Redazione di ABC, presente all’incontro, ha potuto godere dell’affascinante racconto condotto con grande passione e competenza da Aaron Paradiso, coadiuvato dall’altrettanto preparatissimo Massimo Pozzi, che dal 2013 conduce un lavoro di ricerca sulla memoria storica dei vari quartieri della periferia Nord-Ovest di Milano. Nel successivo incontro del 22 novembre, Massimo Pozzi ha raccontato la trasformazione del quartiere nel corso degli anni, mentre domenica 26 è stata la giornata dedicata agli anniversari: il 55° della Fondazione Carlo Perini e il 60° della nascita del quartiere Quarto Oggiaro. Il 30 novembre, una retrospettiva di arte visiva sul quartiere concluderà il percorso del racconto. Una comunità in cammino è il titolo, non casuale, dato a tutto il progetto, promosso e sostenuto dalle associazioni Vill@perta e I Vecchi Amici di Quarto Oggiaro e dalla Fondazione Carlo Perini, e finalizzato alla «Valorizzazione storica del Parco di Villa Scheibler»; il progetto è inserito tra le proposte presentate al Bilancio Partecipativo, un’iniziativa del Comune di Milano. Valorizzazione dunque ma anche riconquista, attraverso il recupero della storia delle proprie origini, di una dignità dimenticata.

 

Alida Parisi

CasArché, nuova vita per mamme e bambini in difficoltà

Da circa 25 anni, sia a Milano che in altre città italiane, la Fondazione Arché ha creato una rete di alloggi protetti per accogliere mamme e bambini vittime di maltrattamenti o con problematiche legate a immigrazione, disagio sociale e fragilità psichica.

L’obiettivo della Fondazione è offrire un rifugio sicuro e accogliente alle madri in difficoltà e creare dei percorsi che possano aiutarle a raggiungere un’autonomia sociale, abitativa e lavorativa.

Da circa un anno è stata inaugurata a Quarto Oggiaro CasArché, un progetto innovativo finalizzato all’accoglienza e al reinserimento nella società di ragazze madri, segnate da problemi di varia natura.

CasArchè nasce dalla ristrutturazione e trasformazione di un vecchio asilo in un luogo di accoglienza, un rifugio caldo e sicuro per mamme e bambini, per periodi sia brevi che lunghi in base alle esigenze individuali. Le donne, ospitate insieme ai propri figli, trovano qui un alloggio accogliente e sicuro, un luogo aperto al dialogo e alla condivisione, che tutela chi è in difficoltà senza alcuna discriminazione. Si tratta di donne italiane, straniere, di età diverse, ognuna però segnata da un momento di grande disagio e fatica.

Queste donne sono affiancate nel loro reinserimento nella società da equipe specializzate, che favoriscono la creazione delle condizioni per permettere a queste madri di uscire dall’emarginazione e ritrovare il proprio ruolo nel contesto sociale di riferimento.

Con questo obiettivo è stato creato all’interno di CasArché un piccolo laboratorio di sartoria, che permette alle madri di avere un’occasione di inserimento occupazionale, oltre che offrire a tutte le ospiti della casa un momento di condivisione.

CasArché si può ritenere un progetto di grande importanza per il territorio, in quanto ci mostra un quartiere sempre più lontano dalla nomea che l’ha caratterizzato negli scorsi decenni e impegnato nella creazione di progetti sociali a favore della cittadinanza e della riqualificazione locale. Inoltre, in un contesto socio-culturale troppo spesso indifferente, se non ostile, alle minoranze, offrire alle donne-madri una via d’uscita è un segnale di grande attenzione per il mondo femminile; inoltre, dare ai bambini vittime di situazioni complicate un’opportunità di crescita è un segnale di speranza per il futuro, sia loro che del paese in cui intendono costruirlo.

Tecla Palumbo


Villa Scheibler apre le porte alle associazioni e alla cultura


LA REPUBBLICA DELLE ASSOCIAZIONI II EDIZIONI

Domenica 8 giugno si è svolto in Villa Scheibler (Quarto Oggiaro) l’evento gratuito, sponsorizzato dal Comune di Milano e aperto alla cittadinanza, “La Repubblica delle associazioni II edizione”. L’intera villa ottocentesca è stata messa a disposizione di associazioni ed enti che, attraverso l'organizzazione di numerose iniziative, hanno movimentato la domenica già dal mattino presto e per tutto l'arco della giornata.


Nel parco della villa sono state allestite decine di stand, mentre all’interno della stessa era possibile visitare la mostra fotografica di Francesco Langiulli, autore e fotografo del progetto Milano panoramica. Una stanza, poi, è stata dedicata all’esposizione delle copie da originale di teche del Codice Atlantico di Leonardo Da Vinci, concesse dalla biblioteca Ambrosiana.  


Suggestiva mostra all'ingresso della villa quella delle auto d’epoca parcheggiate all’entrata. La giornata è iniziata alle 10.30 con l’apertura degli stand delle associazioni presenti all’evento, tra cui l’ANPI che ha festeggiato i suoi settanta anni di attività antifascista, la Croce verde Sempione che ha spiegato e mostrato al pubblico le nozioni di primo soccorso, la Fondazione Perini, Futura, l’associazione Parco Certosa, l’associazione Vill@aperta, il gruppo Sirio e la Protezione Civile del Comune di Milano.


Presso lo spazio Baluardo, saggio di chitarra e mostra degli allievi del corso di pittura dell'associazione Unisono, oltre a concerti di giovanissimi artisti in serata. Durante la mattinata è stato possibile godersi passeggiate in carrozza nel Parco di via Lessona (collaborazione della Protezione Civile Regionale) e assistere ad un’esercitazione della Protezione civile del Comune di Milano e del gruppo volontari. Anche per i più piccoli la giornata è stata intensa e divertente, grazie ai percorsi ludici organizzati dalla Polizia Locale e al teatro dei burattini che ha messo in scena la rappresentazione della fiaba di Hansel e Gretel.


Una giornata di festa per Quarto Oggiaro, un quartiere che, grazie agli aiuti di tanti cittadini e associazioni che da anni si occupano della tutela del territorio e che lottano contro il degrado e la criminalità nella zona, ha nuovamente mostrato il lato maggioritario di aggregazione positiva nel quartiere. Tra le presenze istituzionali ospiti dell’iniziativa Marco Granelli, Assessore alla sicurezza del Comune di Milano, Lucia Castellano, Consigliere Regionale della Lombardia e il Segretario Nazionale della CGIL Susanna Camusso.

 

                                                                  Marco Feliciani

 

                                                                  Claudia Notargiacomo

QUARTO OGGIARO IN ALLARME PER FINTA SPARATORIA

Uno scherzo di cattivo gusto quello di sabato 29 Marzo, verso le 02.45 del mattino, in via Lopez a Quarto Oggiaro. Alcuni residenti nel pieno della notte hanno chiamato i soccorsi del 118, chiedendo un ambulanza in seguito ad una sparatoria avvenuta nella via. Gli operatori della Croce Rossa hanno immediatamente avvertito gli agenti della questura di Quarto Oggiaro che insieme ai soccorsi sono subito intervenuti sul posto, ma al loro arrivo  non hanno trovato nessuno, né morti né feriti, tanto meno l’esecutore della finta sparatoria. Le indagini sono state archiviate come una pessima ragazzata. Probabilmente i colpi di pistola sono stati sparati da una scaccia cani.

 

 

                                                                     Marco Feliciani


ANZIANA DERUBATA DA FINTO POLIZIOTTO

Sabato 22 Marzo un’anziana signora di novant’anni è stata derubata nel proprio appartamento di via Lopez, zona Quarto Oggiaro. Il truffatore è entrato a casa della vittima con la scusa di essere un finto poliziotto, dichiarando alla signora di essere lì per effettuare dei controlli a causa di alcuni furti avvenuti pochi giorni prima nella zona. Quando il finto poliziotto ha lasciato l’appartamento, l’anziana signora si è accorta di essere stata derubata da gioielli e soldi che custodiva nella propria camera da letto. La vittima ha immediatamente chiamato le forze dell’ordine che hanno costato l’avvenuto furto e aperto  un’ indagine.

 

                                                                                                                                                                                                                                         Marco Feliciani


HOMAR LEUCI,

RECORDMAN MONDIALE DI APNEA PROFONDA

TRA I BANCHI DELL’ISTITUTO PAOLO FRISI A QUARTO OGGIARO

Un articolo può essere scritto in due modi: narrando i fatti o raccontando le emozioni, a seconda di quello che ci si porta dentro quando tutto finisce. Bene, tutto è finito ma l’emozione permane ancora dentro nella pancia, nel cuore, nel pensiero. Emozione che ha visto, attraverso i miei occhi i molteplici occhi di più di cento ragazzi, dalla prima alla quinta classe, ognuno con il proprio cuore, la propria pancia e la propria testa.


Gli stessi ragazzi che quotidianamente impersonano il ruolo di studenti: alcuni diligenti e altri meno, alcuni gentili e altri meno, alcuni italiani e altri stranieri, ma sempre studenti ai quali chiediamo ogni giorno qualcosa e nei quali è sempre più complesso lasciare un segno. O almeno noi, da insegnanti, apparentemente pensiamo sia così.


E invece basta cambiare i ruoli, le carte in tavola e si scoprono studenti attenti, puntuali, seri, emozionati, coinvolti, insomma gli allievi che avremmo sempre voluto avere in classe, nelle nostre ore di lezione.

 

Oggi a scuola è venuta per loro una persona speciale per quello che fa e per quello che è, nella sua normale vita: Homar Leuci, apneista e recordman mondiale. Non mi dilungherò nel presentarlo a voi che leggete, basta andare su internet per sapere data di nascita, cosa ha fatto, quando, i record. Ma su internet non troverete l’emozione che ha trasmesso ai ragazzi, i nostri ragazzi, nel raccontarsi come uomo e ancor prima come adolescente, esattamente come loro. È stata immediata l’empatia che si è creata quando ha detto che anche lui alla loro età non sapeva cosa voleva dalla vita, che gli piaceva stare con gli amici, fumare le sigarette, la sera uscire con loro e bere, “sballarsi”.


Ma la stessa empatia è rimasta anche quando a un certo punto, ha detto che questo non gli bastava più. Quando si è chiesto se quello che voleva dalla vita, la sua, era tutto lì, o se voleva altro, di meglio. E un sospiro di cento polmoni uniti in un solo fiato ha riempito la palestra quando Homar ha raccontato di aver preso coscienza del fatto che per lui, lui voleva altro, voleva di più, voleva di meglio. Un brivido ha scosso la schiena quando ha parlato dei sogni, che tutti hanno (a cui spesso però non diamo ascolto) ma che pochi inseguono, perché per inseguire i propri sogni ci vuole coraggio e quel coraggio costa caro: il cambiamento di una vita.

 

Un cambiamento radicale, che va oltre le amicizie, spesso fittizie, che si dileguano come il fumo di sigaretta quando la sigaretta decidi di non accenderla più perché la tua passione ti spinge a scegliere tra l’effimero e il valore, e tu scegli il valore. Ci vuole coraggio nel scegliere il valore che la propria passione impone e ci vuole coraggio nel scegliere di perseguirla. Ma come per ogni scelta, bisogna essere consapevoli, consapevoli di ciò che si è e non di ciò che gli altri vorrebbero che fossimo o ancora che fossimo per piacere agli altri.


Ed ecco che allora ciò che ha valore si riduce all’essenziale e la passione diventa parte integrante di una vita, diventa la tua motivazione per il cambiamento. Per inseguire l’obiettivo ci si attrezza: ci si dà un tempo, uno spazio, delle scadenze, si fanno sacrifici e infine si sceglie cosa “portarsi nello zaino”. Ci vuole coraggio nel raggiungere gli obiettivi senza scendere a compromessi, senza scegliere la via più facile o quella con “qualche aiutino”… ci vuole coraggio nel credere in noi stessi.

 

Gli occhi sono diventati lucidi quando le corde del cuore sono state toccate dalle parole che hanno dato valore ai ragazzi, rendendoli importanti per loro stessi, per il loro futuro, perché gli obiettivi, anche quelli scolastici come la maturità, che a giugno vedrà coinvolti gli alunni delle classi quinte e che sempre spaventa tutti, docenti compresi, è diventata una meta a cui arrivare preparati.


È vero, lo abbiamo detto, anche alla maturità è necessario prepararsi, avere una “tabella di marcia” e ognuno ha la propria perché ognuno è diverso dagli altri.

E un silenzio irreale ha risuonato nella palestra quando con gli occhi ci siamo incollati a lui che si pro-fondeva nel blu del mare, del lago, come un delfino. E in quel momento di profonda solitudine con sé stessi eravamo tutti lì, con la sua passione che è diventata anche la nostra, con il suo record che è diventato anche il nostro, con la sua motivazione che ci è entrata dentro.

 

All’Istituto Paolo Frisi di Milano, nel cuore del quartiere Quarto Oggiaro, oggi, 7 febbraio 2014, è stata una giornata diversa, speciale, per noi insegnanti (io, la prof.ssa Elisa Gesmundo e il prof. Maurizio Roccella), per gli studenti coinvolti (le classi 5G ristorazione, 5E commerciale, 4A liceo, 4H ricevimento, 3A liceo, 1G, 1I e 2G alberghiero) e per Homar.

Perché oggi abbiamo preparato questo incontro per loro, i nostri alunni, perché loro sono il nostro futuro ed è su di loro che dobbiamo contare.


Anche questo è insegnare, lasciare un segno dentro, una cicatrice, che va oltre i banchi, entra nella loro vita e nella nostra. Dare valore, guardarsi dentro e trovare uno scopo per crescere, un obiettivo per prendere in mano la propria vita e darle una svolta, attraverso azioni che raggiungano la soddisfazione nel dirsi: ce l’ho fatta da solo!

È vero, noi insegnanti (sarò ripetitiva, ma il termine “docente” mi ha sempre fatto pensare a chi sta solo dall’altra parte della cattedra) lo facciamo tutti i giorni, o almeno cerchiamo di farlo.

Oggi, attraverso Homar ce lo siamo detti, in modo chiaro e leggibile, per tutti.

 

Lasciatemi ringraziare coloro che hanno reso possibile questa giornata: naturalmente il preside Luca Azzollini, senza il suo permesso nulla sarebbe accaduto, la vice preside Maria Luisa Inga, i colleghi di cucina e sala rispettivamente i prof. Ferraro e Fazio che oggi hanno preparato e servito un pasto “da record” attraverso gli allievi della 2G alberghiero, il tecnico informatico Salvatore, la collega di ricevimento Settembrale che ha accolto Homar a scuola attraverso due alunne, e infine, ma solo per elencazione il personale ATA che ha predisposto lo spazio della palestra per l’incontro.

Un grazie ai miei due colleghi Roccella e Gesmundo che hanno condiviso con me la preparazione delle classi e naturalmente a Homar che come noi crede nei giovani, e oggi ha creduto anche nei nostri.

 

 

Prof.ssa Francesca Cirigliano



ARRESTATO PREGIUDICATO

A casa gli è stato trovato un Kalasnikov

Antonio G. pregiudicato di 52 anni è stato arrestato mercoledì scorso nella sua abitazione di Quarto Oggiaro. Gli agenti della questura, dopo aver fatto irruzione nel suo appartamento, hanno trovato un Kalasnikov  calibro 7.62 e numerose munizioni. Per il pregiudicato italiano sono subito scattate le manette. Giovedì mattina è stato processato per direttissima e condannato per detenzione di armi. L’operazione, secondo gli investigatori, confermerebbe i sospetti della presenza di un traffico illegale di armi nel quartiere milanese.

 

 

                                                                                           Marco Feliciani